La tutela Inail per il socio amministratore di società
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L’amministratore socio della società di capitali è soggetto assicurato Inail: ecco chi deve pagare la retribuzione durante la malattia.

 

L’amministratore della Srl, che è anche socio, è assicurato contro gli infortuni subiti durante il lavoro o il tempo necessario per recarsi al lavoro. Pertanto, in questi casi, conviene sempre compilare e inoltrare la segnalazione Inail come infortunio “in itinere”.

 

I soci di ogni tipo di società, comunque denominata, che esercitano un’attività rischiosa [1], sono assicurati all’Inail [2]. L’obbligo assicurativo esige, tuttavia, la sussistenza di un rapporto di dipendenza funzionale, che sussiste quando la prestazione del socio ha carattere di collaborazione o di dipendenza tecnica, configurandosi non come prestazione imprenditoriale, ma come prestazione fornita per conto e nell’interesse della società, con carattere di professionalità, sistematicità, abitualità, anche se discontinuamente. Non deve quindi trattarsi di interventi occasionali ed eccezionali [3]. In particolare, per i soci amministratori, l’Inail ha confermato che, se esercitano in qualità di “socio dipendente funzionale” della società un’attività rischiosa prevista dal testo unico, devono essere assicurati, a nulla rilevando le funzioni di amministratore [4].

 

Anche per il socio amministratore unico, l’Inail ha confermato l’obbligo assicurativo se l’attività svolta rientra tra quelle rischiose previste dalla legge [1].

In questo caso, però, dev’essere accertato, in concreto, il rapporto di dipendenza funzionale tra socio e organismo sociale.

 

Sussistendo pertanto l’obbligo assicurativo, l’infortunio accaduto all’amministratore della società durante lo svolgimento del rapporto di lavoro rientra nella tutela assicurativa.

 

Se l’evento infortunistico comporta una prognosi superiori a tre giorni lavorativi, lo stesso dev’essere denunciato all’Inail e determina una inabilità assoluta tale da non consentire al lavoratore di riprendere, nemmeno in minima parte, il suo lavoro (una inabilità parziale è esclusa dall’indennizzo).

All’infortunato spetta l’indennità per l’inabilità temporanea assoluta, che viene corrisposta dal quarto giorno successivo alla data dell’evento fino alla guarigione, compresi i giorni festivi e senza limiti di tempo.

L’indennità è pari al 60% della retribuzione media giornaliera percepita dal lavoratore negli ultimi 15 giorni precedenti quello dell’infortunio. Se l’inabilità si prolunga oltre 90 giorni, anche se non continuativi, l’indennità, dal novantesimo giorno, è pari al 75% della retribuzione.

Nei casi in cui il lavoratore è assicurato con retribuzioni convenzionali o con retribuzioni di ragguaglio, l’indennità è pari al 60% o al 75% di tali retribuzioni.

 

Il datore di lavoro è obbligato a corrispondere al lavoratore infortunato l’intera retribuzione per il giorno in cui è avvenuto l’infortunio e il 60% per i successivi tre giorni (cosiddetto periodo di franchigia).

 

Restano salve le eventuali migliori condizioni previste dai contratti collettivi e individuali di lavoro. La maggior parte di questi contratti prevede infatti l’integrazione, a carico del datore di lavoro, della quota erogata dall’Inail, assicurando così all’infortunato il 100% della retribuzione. In caso di ricovero del lavoratore durante il periodo di inabilità assoluta, l’Inail ha la facoltà di ridurre di un terzo, finché dura il ricovero, l’importo dell’indennità se il lavoratore è senza familiari a carico.

 

L’indennità in questione è sostitutiva della retribuzione e, in quanto tale, costituisce reddito soggetto a Irpef.

 

 

[1] Attività rischiose previste nel Testo Unico 1124/1965.

[2] In base all’articolo 4, comma 7, del testo unico approvato con Dpr 1124/1965.

[3] Cass. sent. n. 291 del 15.01.1988.

[4] Circolare INAIL 11 aprile 2000, n.32.

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