IVA per cassa 2013: come esercitare l’opzione
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7 mar 2013
 
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IVA per cassa 2013: come esercitare l’opzione

Novità in tema di IVA per cassa: che cos’è, quali sono le regole da osservare, come e quando si passa al nuovo regime, e quali sono i casi in cui se ne esclude l’applicazione.

 

L’IVA per cassa è un nuovo regime facoltativo, in vigore dal primo dicembre 2012, con il quale il contribuente, che ha deciso di aderirvi, può versare l’IVA sulle vendite solo quando incassa il corrispettivo dal cliente e può detrarre l’IVA sugli acquisti quando paga il fornitore.

 

L’IVA per cassa è riservata a operazioni fra soggetti che esercitano attività d’impresa, arti o professioni, e consente di rinviare l’esigibilità dell’IVA al momento del pagamento del corrispettivo, cioè quando la fattura sarà incassata.

I soggetti che optano per il nuovo regime applicano la liquidazione dell’IVA per cassa sia sulle operazioni attive (IVA a debito), che sulle operazioni passive (IVA a credito).

 

È possibile passare al regime per cassa se:

- nell’anno solare precedente al passaggio, si è realizzato un volume d’affari non superiore a due milioni di euro [1];

- non si vende solo a privati, ma si cedono beni o si prestano servizi a soggetti che, a loro volta, esercitano un’attività d’impresa, arte o professione;

- non ci si avvale esclusivamente di un regime speciale dell’IVA (per esempio il regime per l’agricoltura, l’agriturismo, le agenzie di viaggi ecc.).

 

Quando e come

L’opzione avrà effetto a partire dal primo gennaio dell’anno in cui è esercitata e, solo per l’anno 2012, a partire dal primo dicembre. La scelta vincola all’applicazione dell’IVA per cassa per almeno un triennio.

Il contribuente che intende liquidare l’IVA secondo la contabilità di cassa potrà emettere fatture riportando sopra la stessa l’annotazione specifica “operazione con IVA per cassa ai sensi dell’articolo 32-bis del decreto legge 22 giugno 2012 n. 83”.

L’omissione della suddetta indicazione costituisce, ai fini sanzionatori, una violazione formale, che non pregiudica l’applicazione del regime per cassa, ma fa scattare una sanzione a carico del contribuente.

 

L’IVA per cassa è adottata in base ad opzione che si desume dal “comportamento concludente del contribuente” [2]. L’opzione va poi comunicata nella prima dichiarazione IVA successiva all’esercizio della stessa [3].

Si esce dal regime se:

- si supera il limite di due milioni di euro di volume d’affari;

- quando si revoca l’opzione (si può uscire attraverso una revoca che, come per l’opzione d’ingresso, deve essere comunicata nella prima dichiarazione IVA).

 

Operazioni escluse dal regime dell’iva per cassa

a. Operazioni attive

Le disposizioni in esame non sono applicabili alle seguenti fattispecie:

- nell’ipotesi in cui il cedente/prestatore del bene o del servizio si avvalga esclusivamente di “regimi speciali di determinazione” dell’IVA (ad esempio, il regime monofase dell’editoria, sale e tabacchi, fiammiferi; il regime per l’agricoltura e attività connesse; il regime delle agenzie di viaggi e turismo; il regime dell’agriturismo ecc.);

- per le operazioni IVA a esigibilità differita (ad esempio, le cessioni di prodotti farmaceutici; le cessioni/prestazioni effettuate nei confronti dello Stato, Enti pubblici, Università) [4];

- nel caso in cui l’acquirente/committente assolva l’imposta mediante l’applicazione del “reverse charge” [5];

- alle cessioni intracomunitarie/esportazioni.

 

b. Operazioni passive

 

Sono escluse dal differimento della detrazione dell’IVA a credito le seguenti operazioni:

- acquisti di beni o servizi soggetti al “reverse charge”;

- acquisti intracomunitari di beni;

- importazioni di beni;

- estrazioni di beni da depositi IVA.

 

Vantaggi

Il vantaggio finanziario per chi sceglie il nuovo regime dell’IVA per cassa non è indifferente poiché non ci si troverà più nelle condizioni di dover anticipare l’IVA, in quanto l’imposta sarà versata solo dopo averla regolarmente incassata.

Attenzione però: chi sceglierà di applicare il regime dell’IVA per cassa dovrà posticipare, al momento del pagamento del corrispettivo, anche il diritto a detrarre l’imposta sugli acquisti dei beni o dei servizi. Diversamente, l’acquirente del bene o del servizio che non ha optato per il regime dell’IVA per cassa può detrarre l’IVA a credito nel momento di effettuazione dell’operazione a prescindere dal fatto che il pagamento della fattura non sia stato ancora eseguito.

 

di STEFANO VELTRI

 

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[1] Nel calcolo del suddetto limite vanno considerate tutte le operazioni attive, comprese quelle non assoggettate a IVA.

[2] Per comportamento concludente si intende ogni comportamento che, pur non manifestando espressamente una volontà, presuppone o lascia presupporre l’esistenza della volontà stessa e della quale, pertanto, si producono gli effetti conseguenti.

[3] Quanto alla presentazione della dichiarazione IVA, il contribuente può presentare questa denuncia all’interno del Modello Unico 2013 entro il 30.09.2013, oppure può presentarla in via autonoma, cioè non all’interno dell’Unico, dal primo febbraio al 30.09.2013.

[4] Le operazioni con IVA a esigibilità differita sono disciplinate dal c. 5, art. 6 del D.P.R. n. 633/72.

[5] L’applicazione del meccanismo del “reverse charge” (detto anche inversione contabile) comporta che il destinatario della cessione o della prestazione, se soggetto passivo dell’imposta nel territorio dello Stato, sia obbligato all’assolvimento dell’imposta, in luogo del cedente/prestatore (art. 17, c. 5 e 6 del D.P.R. 633/72).

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