Marchio CE: uso, abuso e contraffazione
Marchio CE: uso, abuso e contraffazione
L'autore

Francesco Burza

Avvocato e mediatore professionista. Rappresentante abilitato presso l'Ufficio Italiano Brevetti e Marchi e presso l'Ufficio Europeo per l'armonizzazione del me [...]



Il marchio CE: prodotti, obblighi del produttore e del distributore, contraffazione e China Export; tutto ciò che c’è da sapere sul simbolo più usato in Europa

 

Introdotta già nel lontano 1993 [1], la marchiatura dei prodotti con l’apposizione del simbolo “CE” mira ad assicurare consumatori e distributori sulla rispondenza del prodotto a precise regole di conformità agli standard imposti a produttori e importatori extra-UE dalla Comunità Europea: standard necessari per commercializzare i prodotti all’interno del mercato unico europeo.

 

1. Tutti i prodotti hanno bisogno della marchiatura CE?

2. Quali fasi di vita di un prodotto vengono prese in considerazione dalla normativa CEE ?

3. Come si utilizza e cosa garantisce?

4. In quale ambito territoriale è obbligatorio e per quali prodotti?

5. Quindi tutti i prodotti che hanno il marchio CE sono sicuri ?

6. Dove trovo il marchio sul prodotto ? È sufficiente l’apposizione del marchio CE?

7. Chi mi tutela in caso di utilizzo non corretto della marchiatura CE ?

8. Ho sentito parlare di “Nuovo approccio” dell’Unione Europea in materia di marchio CE, cos’è ?

9. In consa consiste la conformità richiesta ai prodotti all’interno dell’UE?

10. Cosa può fare il consumatore per accertarsi che un prodotto sia conforme alle regole del marchio CE?

11. Quando è necessaria la marcatura CE e la procedura di verifica della conformità ? Quali sono i passi da compiere ?

12. Cosa succede al produttore o distributore che non utilizza correttamente o ha contraffatto il marchio CE?

13. Ho sentito parlare di un marchio CE cinese, è lecito utilizzarlo ? Posso stare tranquillo se acquisto prodotti con questo marchio ?

1. Tutti i prodotti hanno bisogno della marchiatura CE?

Il marchio CE non è obbligatorio per tutti i prodotti commercializzati, ma solo per determinate categorie merceologiche individuate dalle leggi europee.

2. Quali fasi di vita di un prodotto vengono prese in considerazione dalla normativa CEE ?

Praticamente tutte. La richiesta di corrispondenza a determinati requisiti parte sin dalla progettazione del prodotto per passare dalla fase produttiva vera e propria e poi estendersi alla  commercializzazione, all’uso da parte di chi lo acquista e infine al suo smaltimento.

3. Come si utilizza e cosa garantisce?

Semplicemente apponendo il contrassegno CE sugli imballi e sul prodotto stesso, sotto la propria responsabilità. Non esiste, infatti, autorità o ufficio incaricato che si occupi di verificare, in via preventiva, che un prodotto abbia le caratteristiche richieste dalla legge; semmai, questo controllo verrà fatto solo in seguito a una segnalazione sulla mancanza dei requisiti obbligatori.

Si tratta, in sostanza, non di una garanzia circa la provenienza del prodotto dal territorio europeo, ma di un’autocertificazione del produttore (o distributore) che attesta e dichiara di aver verificato i requisiti del prodotto commercializzato e, quindi, la rispondenza dello stesso agli standard stabiliti dalla Comunità Europea.

Per alcune categorie di prodotti è, tuttavia, richiesto che lo stesso venga esaminato e certificato da un organismo certificatore indipendente che ne verifichi la conformità (i cosiddetti “Organismi notificati”).

La responsabilità è, quindi, completamente a carico del produttore. Quest’ultimo è obbligato a:

- verificare la conformità (tramite specialisti interni o enti certificatori);

- preparare tutta la documentazione tecnica a corredo;

- rilasciare il certificato o dichiarazione di conformità che deve accompagnare il prodotto dalla nascita fino al suo smaltimento;

- apporre il contrassegno CE.

Se il prodotto ha provenienza extra-UE, sarà l’importatore/distributore che dovrà verificare che il produttore estero abbia seguito tutta la procedura, allo stesso modo di un prodotto nato all’interno della Unione Europea.

4. In quale ambito territoriale è obbligatorio e per quali prodotti?

I prodotti con la marchiatura CE possono essere liberamente venduti e distribuiti all’interno dello Spazio economico europeo (SEE) che raggruppa tutti i 27 paesi dell’Unione Europea con l’aggiunta di 3 paesi dell’EFTA [2] (Liechtenstein, Islanda e Norvegia).

L’apposizione del contrassegno è obbligatoria per determinate categorie di prodotti [3], siano essi prodotti all’interno della Unione Europea che provenienti da paesi extra-UE.

5. Quindi tutti i prodotti che hanno il marchio CE sono sicuri?

No, o almeno non completamente. Come spiegato è una responsabilità di chi produce o commercializza il prodotto assicurarsi che sia conforme agli standard, eseguendo le verifiche di legge direttamente o tramite Organismo notificato. Ciò però non toglie che il marchio CE possa essere contraffatto o apposto senza le corrette verifiche.

L’Unione Europea ha predisposto tutti gli strumenti atti a garantire i passaggi di qualità e la verifica di conformità. Inoltre, ha emanato regolamenti e decisioni [4] che specificano in modo chiaro gli obblighi dei produttori che, tramite l’apposizione del contrassegno, se ne assumono la piena responsabilità di fronte gli acquirenti e consumatori.

6. Dove trovo il marchio sul prodotto? È sufficiente l’apposizione del marchio CE?

In linea generale il marchio CE andrebbe apposto sul prodotto stesso. Qualora, per il tipo o natura di prodotto, ciò non fosse possibile, si dovrà apporlo sull’imballo o sull’etichetta attaccata al prodotto oppure su un foglio separato che andrà sempre allegato nella confezione del prodotto.

In ogni caso, oltre l’apposizione del marchio, il produttore ha l’onere di allegare la dichiarazione di conformità CE (cosiddetta DiCo) [5] che deve redigere e firmare personalmente (o a mezzo di un dipendente incaricato e di cui si specifichino le funzioni nell’azienda), anche nel caso in cui la verifica sia stata effettuata da un organismo esterno all’azienda.

7. Chi mi tutela in caso di utilizzo non corretto della marchiatura CE?

Tutte le autorità pubbliche dei singoli Paesi aderenti al Trattato istitutivo dell’Unione Europea hanno la competenza per punire gli utilizzi non corretti del marchio CE all’interno del proprio Paese. In ciò, sono aiutate dalla Commissione Europea che stabilisce sanzioni e modalità di controllo.

Ogni Paese membro ha, quindi, un’autorità di sorveglianza del mercato: eseguendo ispezioni negli stabilimenti produttivi e vigilando sull’importazione di prodotti dai mercati extra-UE, effettuando test a campione e adottando provvedimenti nel caso si riscontri la mancanza di qualità o il rispetto degli standard richiesti nello specifico caso.

Nel caso vengano riscontrate violazioni le autorità locali possono notificare e condividere le informazioni con le autorità degli altri Paesi membri di modo da approntare una tutela del consumatore quanto più ampia possibile. Ciò avviene tramite una piattaforma informatica definita RAPEX, che consente alle altre nazioni europee di adottare simili provvedimenti per il prodotto non conforme, sulla base delle verifiche già effettuate in un solo Stato. Il sistema RAPEX provvede all’emanazione e pubblicazione di bollettini settimanali, che riportano in modo dettagliato i prodotti che non rispettano le normative, identificando la violazione e la norma che ne prevede l’adeguamento [6].

8. Ho sentito parlare di “Nuovo approccio” dell’Unione Europea in materia di marchio CE: cos’è ?

L’Unione Europea, consapevole del fatto che ogni Stato membro ha diverse discipline interne regolanti la produzione e commercializzazione di prodotti, ha inteso indicare una via unitaria che semplifichi ed uniformi le linee guide all’interno del Mercato Interno (così da rendere più agevole per produttori e consumatori l’identificazione degli obblighi e i requisiti per i prodotti venduti, a volte contrastanti a livello di normative interne tra Stati).

Si è definito, appunto, un “Nuovo approccio” alla disciplina per armonizzare le normative tra i singoli Stati.

Sono stati così istituiti degli organismi che rendano uniformi le linee guida per la standardizzazione delle procedure e dei requisiti tecnici dei prodotti; essi emanano norme tecniche sulla base delle indicazioni della Commissione Europea. I predetti organismi possono stabilire i requisiti tecnici minimi per ogni tipo di prodotto; essi inoltre introducono la Garanzia di qualità sulla base di procedure universalmente riconosciute ed adottate dai produttori (le famose norme ISO e QS); stabiliscono se per una categoria merceologica il produttore può verificare la conformità del proprio prodotto in base a sistemi interni di controllo o si deve affidare ad organismi esterni.

Con l’applicazione delle Direttive Nuovo approccio, in buona sostanza, l’Unione Europea mira ad armonizzare le normative interne e renderle il più possibile conformi alle norme generali stabilite a livello europeo.

9. In cosa consiste la conformità richiesta ai prodotti all’interno della UE?

L’Unione Europa impone che i prodotti siano sicuri per i consumatori e conformi ad alcuni requisiti essenziali da essa stabiliti. I requisiti essenziali sono stabiliti effettuando un’analisi dei rischi insiti nell’utilizzo del prodotto stesso (destinato a bambini? a tutti? che fine farà una volta utilizzato?).

La valutazione se un prodotto sia conforme ai requisiti essenziali o meno viene svolta tramite l’utilizzo di procedure stabilite dall’Unione Europea e, in particolare, tramite l’utilizzo di alcuni moduli contenenti le prescrizioni da rispettare [7].

10. Cosa può fare il consumatore per accertarsi che un prodotto sia conforme alle regole del marchio CE?

L’Unione Europea consiglia di acquistare presso punti vendita ufficiali e di fiducia, che smerciano solo prodotti originali, applicando le condizioni di garanzia previste dalla legge.

È bene non fidarsi dei rivenditori che rifiutano di sostituire prodotti non conformi o rifiutano di riconosce i difetti o propongono prezzi eccessivamente bassi rispetto ad altri rivenditori.

11. Quando è necessaria la marcatura CE e la procedura di verifica della conformità? Quali sono i passi da compiere?

Innanzitutto bisogna verificare se il prodotto rientra tra le tipologie [8] per le quali la marchiatura è obbligatoria. Selezionando la tipologia di prodotto in questione, il sito dell’Unione Europea (indicato in nota) conduce automaticamente il produttore, distributore o importatore a verificare tutti i requisiti, le normative ed i documenti tecnici da tenere in considerazione per non incorrere in errori o commettere infrazioni.

12. Cosa succede al produttore o distributore che non utilizza correttamente o ha contraffatto il marchio CE?

Ogni Paese membro stabilisce, al suo interno, le procedure e le sanzioni per casi simili e, a seconda della gravità del caso, possono essere previste semplici sanzioni amministrative fino a sanzioni penali (multe, ammende, arresto nei casi più gravi).

I prodotti che non utilizzano il contrassegno conformemente alla legge possono essere oggetto di provvedimenti di richiamo (per rivederne le caratteristiche costruttive o le informazioni), sequestro (anche preventivo alla commercializzazione effettiva), distruzione. Tuttavia, se la difformità è di poco conto o esclusivamente amministrativa, si concede al produttore la possibilità di porre rimedio e adeguare il prodotto alla conformità europea.

13. Ho sentito parlare di un marchio CE cinese, è lecito utilizzarlo? Posso stare tranquillo se acquisto prodotti con questo marchio?

Assolutamente no. Bisogna stare molto attenti a diciture “CE” su prodotti provenienti dalla Cina. Spesso, infatti, si fa solo gioco sulla identicità di acronimi, ma invece si vuol indicare non già “Comunità Europea” ma “China Export”.

Intendiamoci, non tutti i prodotti Made in China sono poco sicuri. Però ci si può trovare di fronte a casi (principalmente quando si tratta di giocattoli e prodotti di elettronica o telefonia) in cui il marchio CE sia stato contraffatto.

Accade spesso che alcuni soggetti, al fine di risparmiare sulle procedure di verifica e conformità e così abbattere il costo di produzione, appongano un marchio CE lievemente differente da quello dell’Unione Europea.

Come riconoscerlo? La differenza è nella sola distanza tra le lettere C ed E.

Infatti, stando attenti proprio a tale particolare, ci si può accorgere se un prodotto ha il marchio CE europeo (sinonimo di garanzia e qualità verificata) o quello cinese (semplice espressione della provenienza geografica del produttore). Nel caso del marchio europeo, la distanza tra la C e la E è pari alla larghezza della C stessa; nel caso del marchio cinese le due lettere si trovano quasi attaccate tra di loro, senza frapposizione di spazio.

Dunque, prestate la massima attenzione quando trovate il marchio CE e, nel caso, evitate di acquistare il prodotto e segnalate la cosa direttamente alle autorità pubbliche che provvederanno alle verifiche del caso.

 

 

[1] Decisione Consiglio Europeo del 22 luglio 1993 n.93/465/CEE.

[2] Associazione europea di libero scambio.

[3] La lista dei prodotti che devono riportare la marchiatura CE è qui.

[4] Regolamento 765/2008  e decisione 768/2008.

[5] Esempio di DiCo per un prodotto.

[6] Bollettino RAPEX del 15.03.2013.

[7] Decisione 768/2008/EC.

[8] L’elenco completo è indicato qui.

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