Cancellazione della società dal registro: crediti e debiti si trasferiscono ai soci
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20 mar 2013
 
L'autore
 

1989. Presso Studio Legale Greco. Laureata con lode in giurisprudenza presso l'Università della Calabria. Vincitrice del premio di I° Categoria al Concor [...]

 

Cancellazione della società dal registro: crediti e debiti si trasferiscono ai soci

La Cassazione spiega gli effetti sostanziali e processuali della cancellazione della società di capitali dal Registro delle Imprese.

 

Effetti sostanziali

La cancellazione della società (sia essa di capitali o di persone) dal Registro delle Imprese comporta la sua definitiva estinzione. Tuttavia può capitare che, nonostante la cancellazione, sopravvivano alcuni crediti e debiti (ossia siano pendenti alcuni rapporti attivi o passivi) non definiti durante la fase di liquidazione [1].

Che fine fanno, dunque, tali rapporti dopo che la società cessa di esistere?

 

Quando la società si estingue e viene cancellata dal registro delle imprese si verifica una sorta di successione, proprio come avviene con la morte di una persona fisica. In base a ciò, ai soci, quasi fossero eredi, si trasferiscono sia le obbligazioni che i diritti e i beni non compresi nel bilancio di liquidazione della società.

 

A chiarire ciò è stata sono state le Sezioni Unite della Cassazione con una tanto importante quanto chiarificatrice sentenza [2].

Con l’estinzione della società – dice la Suprema Corte – avvenuta mediante cancellazione dal Registro delle Imprese, i soci succedono in tutti i rapporti ancora pendenti dell’impresa “defunta”. Dunque, l’esistenza di tali residui o sopravvenienze non impedisce l’estinzione della società.

 

Che fine fanno i rapporti ancora pendenti? Bisogna distinguere:

1) le obbligazioni non definite si trasferiscono ai soci i quali ne rispondono:

a) nei limiti di quanto riscosso in sede di liquidazione se, durante la vita della società, essi erano limitatamente responsabili per i debiti sociali;

b) oppure illimitatamente negli altri casi.

 

2) i diritti e i beni non inclusi nel bilancio di liquidazione si trasferiscono ai soci in regime di contitolarità o comunione.

 

Non rientrano invece nella successione dei soci le semplici pretese, azionate o azionabili in giudizio, e i diritti di credito ancora incerti o illiquidi qualora dalla loro esclusione dal bilancio di liquidazione si evinca che la società vi abbia rinunciato [3].

 

Effetti processuali

Con la cancellazione volontaria della società dal registro delle imprese, comportando la sua estinzione, quest’ultima non può nemmeno stare in causa: ossia non può iniziare un giudizio o esservi convenuta da altri.

Se l’estinzione della società cancellata avviene mentre pende un giudizio già avviato in precedenza in cui la società è parte, il processo si interrompe e potrà riprendere in seguito alla riassunzione da parte o nei confronti dei soci [4].

 

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In pratica

La cancellazione dì una società di capitali dal registro delle imprese, che nel precedente regime normativo si riteneva non fosse sufficiente a provocare l’estinzione dell’ente qualora non tutti i rapporti giuridici ad essa facenti capo fossero stati definiti, si considera ora produttiva di effetto estintivo. Con due importanti conseguenze: a) crediti e debiti si trasferiscono ai soci, che ne rispondono con gli stessi regimi della responsabilità previsti per la società quando era ancora in vita; b) tutte le cause non possono più essere intraprese nei confronti della società, ma nei confronti degli ex soci.

 

[1] La non definizione dei rapporti può essere dovuta al fatto che essi siano stati trascurati in sede di liquidazione (c.d. residui non liquidati) oppure al fatto che solo in seguito alla cancellazione se ne è scoperta l’esistenza (c.d. sopravvenienze attive e passive).

[2] Cass. Sez. Un. sent. n. 6070/2013.

[3] Il riferimento è a quei crediti per la cui liquidazione sarebbe stata necessaria un’ulteriore attività (giudiziale o stragiudiziale) della società. Il mancato svolgimento di tale attività può dimostrare un disinteresse della stessa alla liquidazione e, dunque, una tacita rinuncia a quei crediti con la cancellazione dell’impresa. Pertanto, essi non sopravvivono, per implicita volontà della società, a seguito dell’estinzione e non si trasferiscono ai soci.

[4] Art. 299 e ss. cod. proc. civ.

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