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Le Guide Deduzione e detrazione fiscale: che differenza c’è?

Le Guide Pubblicato il 27 aprile 2018

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Qual è la differenza tra spese deducibili e detraibili? Ecco tutti i dettagli sulle spese che abbattono le pretese del Fisco

Spesso il termine detrazione fiscale viene usato come sinonimo di deduzione fiscale quando ci si intende riferire alla detraibilità delle spese ai fini della dichiarazione dei redditi e, dunque, dal pagamento delle tasse. In realtà quest’utilizzo è improprio perché i due termini hanno significati e conseguenza diverse. In particolare le deduzioni e le detrazioni fiscali sono delle agevolazioni previste in materia di Irpef e Ires, dunque sui redditi delle persone fisiche e delle società. Di seguito cercheremo di comprendere che differenza c’è tra deduzione e detrazione fiscale, aiutandoci anche con qualche esempio pratico.

Cos’è la detrazione fiscale?

Per detrazione fiscale, o meglio per oneri detraibili, si intendono quelle spese che possono essere sottratte direttamente dall’importo delle imposte da pagare, diminuendone di conseguenza l’importo relativo. Facciamo un esempio pratico: supponiamo un contribuente che al momento della presentazione della dichiarazione dei redditi abbia un reddito imponibile di 10mila euro e applichi un’aliquota fiscale del 15%: le imposte che dovrebbe pagare ammonterebbero a 1500 euro. Tuttavia, applicando a queste imposte una spesa detraibile – o più correttamente un onere detraibile – ad esempio di 350 euro, le tasse che dovrà pagare allo Stato sarebbero di 1150 euro. Maggiori sono le spese fiscalmente detraibili, maggiore sarà il risparmio in termini di imposizione fiscale. Per conoscere nel dettaglio le spese detraibili leggi 730: documenti necessari per la dichiarazione dei redditi.

Cos’è la deduzione fiscale?

Mentre, come visto, la detrazione fiscale agisce direttamente sull’ammontare delle imposte da pagare, la deduzione fiscale, o meglio gli oneri deducibili, agiscono sul reddito riducendo non direttamente l’importo delle tasse da pagare, ma riducendo l’importo di reddito imponibile (cioè sottoposto ad imposta), dunque il totale sul quale viene calcolato l’importo delle tasse da pagare.

Ecco allora come calcolarlo tornando all’esempio fatto sopra: poniamo sempre un reddito di 10mila euro ed un onere deducibile di 350 euro. In questo caso il reddito imponibile non sarebbe più di 10mila ma di 9.650 euro. Su questo importo il fisco andrà a calcolare le imposte da pagare, che nel caso specifico, applicando un’aliquota fiscale al 15% saranno di euro 1447,5.

Quali sono gli oneri detraibili e deducibili?

Numerosi sono gli oneri detraibili e deducibili per il 2018, pertanto è bene essere muniti delle ricevute delle spese sostenute. Tra le principali vi sono:

  • spese sanitarie al 19% con franchigia di 129,11 euro documentate attraverso scontrini rilasciati dalla farmacia, fatture riguardanti visite specialistiche, acquisto di farmaci (anche omeopatici), ricevute di spese per patologie esenti, attrezzature sanitarie, ricevute e fatture per spese sostenute per portatori di handicap, veicoli per portatori di handicap, ricevute e fatture per spese mediche rateizzate in anni precedenti;
  • quietanze relative al sostenimento degli interessi passivi relativi a mutui ipotecari (leggi in proposito 730, detrazione degli interessi passivi sul mutuo) stipulati per l’acquisto (o la costruzione) dell’abitazione principale, interessi passivi su mutui per altri immobili, interessi passivi su mutui per recupero edilizio;
  • spese per ristrutturazioni edilizie come le spese per manutenzione straordinaria, per il restauro e per la ristrutturazione degli immobili, le spese per l’installazione dei pannelli fotovoltaici, quelle per l’abbattimento delle barriere architettoniche (in tal caso dovranno essere consegnati al Caf i bonifici, le fatture, la comunicazione ASL eventuale, la comunicazione di inizio lavori o la Scia). Sul punto leggi Bonus ristrutturazioni 2018: cos’è e come funziona?
  • interventi finalizzati al risparmio energetico (anche in questo caso è necessario portare oltre ai bonifici parlanti, tutta la documentazione relativa al miglioramento energetico ottenuto);
  • spese per l’acquisto di mobili ed elettrodomestici (leggi Bonus mobili 2018: cosa sapere per non sbagliare) destinati all’arredo dell’immobile oggetto di ristrutturazione edilizia (anche in questo caso è necessario avere a disposizione la spesa tracciabile effettuata con bonifico, nel caso del bonus mobili è possibile anche pagare con bancomat o carta di credito);
  • spese per la locazione dell’abitazione principale: in particolare i contratti di locazione di immobili stipulati per l’abitazione principale da lavoratori trasferiti per motivi di lavoro e i contratti di locazione stipulati o rinnovati da studenti universitari iscritti al corso di laurea in un comune diverso dalla residenza che dista almeno 100 chilometri. L’importo massimo di detrazione è pari a 2.633 euro (in proposito vedi Affitto: bonus studenti fuori sede );
  • spese compensi di intermediazione immobiliare acquisto abitazione principale, per un importo non superiore a mille euro;
  • premi pagati dal contribuente per assicurazioni vita, contro infortuni, morte, invalidità permanente ecc e copia dei contratti;
  • ricevute e spese sostenute per gli addetti all’assistenza ai disabili nei casi di non autosufficienza se il reddito complessivo non supera i 40mila euro;
  • erogazioni liberali ad associazioni sportive dilettantistiche, per erogazioni a vari enti, istituzioni o associazioni, a partiti politici ed enti religiosi;
  • spese veterinarie sostenute nello scorso anno;
  • spese sostenute per la frequenza di asili nido dei figli;
  • spese funebri per i congiunti;
  • contributi volontari, contributi obbligatori e contributi relativi a personale domestico (colf e badanti) e contributi Inail casalinghe, fondi pensione integrativi;
  • assegni al coniuge separato o divorziato esclusa la quota di mantenimento per i figli e assegni di mantenimento. Il contribuente dovrà esibire in questo caso la sentenza di separazione o divorzio e le ricevute dei bonifici (ovvero ricevute rilasciate dal soggetto che ha percepito la somma);
  • contributi e premi per forme pensionistiche complementari ed individuali. In tal caso, è necessario esibire le ricevute dei contributi autonomamente versate.

Detrazioni per il coniuge e figli a carico

A quanto detto sopra va inoltre aggiunto che dalla dichiarazione dei redditi 2018 potrete scaricare le spese sostenute per il coniuge [1] non separato legalmente. Infatti, dall’imposta lorda sul reddito il contribuente può detrarre gli importi che seguono:

  • 800 euro fino a 15mila euro di reddito;
  • 690 euro, se il reddito complessivo è maggiore di 15mila e fino a 40mila euro;
  • 690 euro per i redditi sopra i 40mila euro ma inferiori a 80mila euro.

Anche le spese sostenute per gli altri familiari a carico possono essere detratte. In particolare le detrazioni per i figli a carico spettanti sono pari a :

  • 1220 euro per i figli di età inferiore o uguale a 3 anni;
  • 950 euro per ciascun figlio per i figli a carico con più di 3 anni;
  • per i figli portatori di handicap è prevista una quota aggiuntiva da 200 a 400 euro.

Nessuna detrazione è però concessa per i redditi superiori ai 95mila euro.

note

[1] In base all’art. 12 del Tuir.

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