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Lo sai che? Maturano le ferie quando si è assenti per malattia dei figli?

Lo sai che? Pubblicato il 12 maggio 2018

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> Lo sai che? Pubblicato il 12 maggio 2018

Quando si è assenti dal posto di lavoro le ferie vengono maturate? E in che misura? Vediamolo di seguito 

Se ti stai chiedendo se quando sei assente dal lavoro hai diritto alla maturazione delle ferie, farai bene a leggere fino in fondo questo approfondimento. Parleremo dei casi in cui anche l’assenza viene calcolata ai fini della maturazione delle ferie e dei casi in cui, invece, i giorni di assenza non vengono computati come giorni utili ai fini della determinazione del numero totale di ferie da godere.

Infatti, è bene sapere che le ferie maturano quando la prestazione lavorativa è continua: in questi casi le ferie maturano anche nel caso di assenze previste dal Ccnl o dalla legge.

Vediamo, dunque, nel dettaglio quali sono le assenze che danno diritto alla maturazione delle ferie e quali no, facendo qualche piccola e indispensabile premessa.

Come maturano le ferie?

In linea generale va detto che il periodo di ferie cui ciascun lavoratore ha diritto nel corso dell’anno matura in proporzione all’attività effettivamente svolta, ossia in base al numero dei giorni effettivamente lavorati dal dipendente. Il numero di giorni di ferie di cui il lavoratore può usufruire viene fissato dai contratti collettivi di categoria, a cui bisogna far riferimento per procedere al calcolo delle ferie maturate.

La legge [1]  fissa la durata minima delle ferie retribuite in 26 giorni all’anno, che devono essere godute dal lavoratore per almeno due settimane consecutive in caso di richiesta del lavoratore e, per le restanti due settimane, nei 18 mesi successivi al termine dell’anno di maturazione.

Esse maturano fin dal momento dell’assunzione.

Quali assenze garantiscono la maturazione delle ferie? 

Per la maturazione delle ferie è necessaria la costanza della prestazione lavorativa, pur se continuano a maturare anche nel caso di assenze previste dalla legge o dai contratti collettivi. In linea di massima, le assenze dal lavoro per motivi indipendenti dalla volontà del lavoratore non interrompono la maturazione delle ferie. Rientrano per legge in questa categoria:

  • Astensione obbligatoria per maternità;
  • Infortunio;
  • Congedo matrimoniale;
  • Cassa integrazione guadagni a orario ridotto;
  • Malattia;
  • Incarichi presso seggi elettorali;
  • Richiamo alle armi;
  • Permessi retribuiti;
  • Contratti di solidarietà.

Inoltre i Contratti collettivi possono prevedere ulteriori tipologie di assenze di questo tipo.

Quali assenze non danno diritto alla maturazione delle ferie?

Non concorrono invece nella maturazione delle ferie le assenze determinate dai seguenti casi:

  • Astensione facoltativa per maternità;
  • Malattia del bambino;
  • Sciopero;
  • Cassa integrazione a zero ore;
  • Aspettativa.

Dunque, al quesito se maturano le ferie quando si è assenti per malattia dei figli non può che darsi risposta negativa.

Come si calcolano le ferie nei giorni di assenza?

Le modalità di calcolo delle ferie maturate nei giorni di assenza vengono generalmente indicate dalla contrattazione collettiva o dalla prassi aziendale.

Per calcolare le ferie è comunque generalmente sufficiente calcolare la seguente formula: (giorni di ferie spettanti × giorni di assenza)/giorni lavorativi.

Come si fruisce delle ferie?

Per quanto riguarda la fruizione delle ferie maturate, nei principali contratti collettivi è stabilito che in caso di mancato accordo tra lavoratore e datore di lavoro, prevalgono le ragioni di quest’ultimo nella scelta del periodo temporale di godimento delle ferie.

Il datore di lavoro può interrompere le ferie e far rientrare al lavoro un dipendente purché la richiesta sia motivata da oggettive e prevalenti necessità organizzative e pena il versamento di un risarcimento, ovvero il rimborso delle spese documentate di viaggio. Il lavoratore avrà diritto poi a consumare la parte restante in un secondo momento. Ovviamente il lavoratore ha sempre la possibilità di sospendere le ferie per malattia, propria o di un proprio figlio, con adeguata e debita documentazione o ricovero.

La fruizione delle ferie non può avvenire ad ore, come avviene ad esempio con i permessi per entrare dopo o uscire prima dal lavoro.

Cosa accade alla ferie non godute?

Sia per i dipendenti pubblici che per quelli privati, la legge esclude espressamente la monetizzazione delle ferie non godute, atteso che si tratta di un diritto irrinunciabile, a prescindere dalla mansione, qualifica o contratto di lavoro, volto a preservare lo stato psicofisico dello stesso lavoratore, a meno che il dipendente non venga licenziato o si dimetta.

Le ferie non godute, dunque, possono essere monetizzate solo nel caso di cessazione del rapporto di lavoro. Inoltre possono essere monetizzati i giorni di ferie eccedenti le 4 settimane, previsti dalla Ccnl, se non goduti o quelli non goduti da parte di lavoratori messi a riposo per un evento morboso che dà luogo ad inabilità al lavoro totale e permanente.

Nel rapporto di lavoro privato, poi, sono monetizzabili anche i giorni di ferie non godute da parte del lavoratore con contratto a tempo determinato di durata inferiore a un anno.

note

[1] Decreto legge n. 66/2003.

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