HOME Articoli

Le Guide Smart working, cos’è e come funziona

Le Guide Pubblicato il 16 maggio 2017

Articolo di

> Le Guide Pubblicato il 16 maggio 2017

Non è un vero e proprio contratto di lavoro, bensì una modalità di esecuzione del lavoro subordinato. Regole ad hoc per gli infortuni…

Periodo caldo per il lavoro. Dopo lo Jobs Act per i lavoratori autonomi, via libera al cosiddetto «lavoro agile», chiamato anche smart working.

Non stiamo parlando di un nuovo contratto di lavoro, ma di una nuova modalità di svolgimento del lavoro subordinato. Il dipendente, infatti, può lavorare anche da casa, senza rinunciare ai benefici della classica assunzione. Lavorare senza una postazione fissa, due o tre giorni a casa e il resto della settimana in ufficio, entro i limiti di durata massima dell’orario di lavoro giornaliero e settimanale, fissati dal contratto collettivo.

Questo è lo smart working, incentrato su tecnologie mobili come tablet, laptop e smartphone. La flessibilità sta nello svolgimento della prestazione…

Qual è l’obiettivo dello smart working

Agevolare al dipendente la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro e alle aziende l’incremento della produttività: si cerca in questo modo di valorizzare l’attività per obiettivi, diminuendo l’importanza di elementi classici quali il luogo e l’orario di lavoro.

Incentivi allo smart working

Si applicheranno gli incentivi di carattere fiscale e contributivo riconosciuti agli incrementi di produttività ed efficienza del lavoro subordinato, cioè gli incentivi della detassazione (a favore dei soli lavoratori, con la riduzione dell’Irpef al 10 percento) e della decontribuzione (a favore sia dei lavoratori, con l’azzeramento delle trattenute Inps, sia delle aziende, con lo sgravio del 20 percento dell’aliquota di contribuzione).

Il contratto di smart working

Lo svolgimento della prestazione lavorativa con il sistema dello smart working potrà essere attuato solo sulla base di un accordo scritto tra le parti. Il contratto deve prevedere le modalità di realizzazione della prestazione lavorativa fuori dai locali aziendali, facendo anche riferimento ai mezzi adoperati dal lavoratore, quali ad esempio Pc, smartphone, internet ecc. e deve stabilire le fasce orarie di riposo.

La norma sugli infortuni

Specifiche regole sono previste in merito agli infortuni sul lavoro per il fatto che il dipendente presta attività lavorativa anche fuori dall’azienda. Gli infortuni fuori dei locali aziendali e in ambiente scelto dal lavoratore sono tutelati se causati da un rischio connesso con la prestazione lavorativa. Durante il normale percorso di andata e ritorno dal luogo di abitazione a quello prescelto per lo svolgimento della prestazione lavorativa, al di fuori dei locali aziendali, sono tutelati quando la scelta del luogo della prestazione è dettagliata da esigenze connesse alla prestazione stessa o dalle necessità del lavoratore di conciliare le esigenze di vita, socialmente apprezzabili, con quelle lavorative e risponda a criteri di ragionevolezza.

note

Autore immagine: Pixabay.com

Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter.
Scarica L’articolo in PDF

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


CERCA CODICI ANNOTATI