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Le Guide Sussidi familiari per unioni civili e convivenze

Le Guide Pubblicato il 16 maggio 2017

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> Le Guide Pubblicato il 16 maggio 2017

Una nuova circolare rilasciata dall’Istituto di Previdenza chiarisce le regole per le unioni civili e per i conviventi.

L’Inps, con la nuova circolare [1], fornisce utili e importanti informazioni sugli effetti delle norme contenute nella cosiddetta legge Cirinnà [2], che ha introdotto nell’ordinamento italiano le unioni civili per le coppie dello stesso sesso e la possibilità, per le coppie conviventi, indipendentemente dal sesso dei loro componenti, di regolare gli effetti patrimoniali della loro convivenza, sulle prestazioni a sostegno delle famiglie (leggi anche Cos’è un’unione civile? e Unioni civili: le prestazioni previdenziali in favore del partner).

Di particolare rilievo sono le novità che riguardano l’assegno per congedo matrimoniale, gli assegni per il nucleo familiare e gli assegni familiari per convivenze di fatto e unioni civili.

Unioni civili e convivenze: cosa dicono i chiarimenti dell’Inps?

La circolare Inps tocca in particolare tre punti:

  • l’individuazione del nucleo familiare in un’unione civile, anche nei casi in cui siano presenti uno o più figli nati da una precedente unione;
  • gli effetti che ha sulle prestazioni familiari lo scioglimento dell’unione civile;
  • il reddito da prendere a riferimento in caso di convivenza.

Inoltre, precisa che la concessione degli assegni per il congedo matrimoniale spetta anche ai membri di un’unione civile e, soprattutto, specifica che un matrimonio fra due persone dello stesso sesso celebrato all’estero, in Italia, produce gli effetti dell’unione civile.

Unioni civili: i chiarimenti Inps

Per quanto riguarda il caso di partner in unioni civili, sono stati presi in considerazione tre aspetti:

  • per un solo partner dipendente o pensionato valgono le stesse regole previste per il matrimonio, per cui l’assegno nucleo familiare spetta per il partner privo di posizione tutelata;
  • ai figli è garantito il trattamento su una delle due posizione dei genitori, indipendentemente dal fatto che sia poi intervenuta un’unione civile. Se però i genitori naturali sono separati e sono entrambi privi di una posizione tutelata, la successiva unione civile di uno dei due con un partner lavoratore dipendente o titolare di prestazione previdenziale sostitutiva, garantisce il diritto alla prestazione per i figli dell’altra parte dell’unione civile;
  • il diritto alla prestazione nel caso in cui il figlio sia inserito nel nucleo familiare che si forma con l’unione civile, anche attraverso la procedura di affidamento [3].

In caso di interruzione dell’unione civile, agli eventuali assegni familiari erogati dall’Inps si applicano le norme del codice civile.

Convivenze: i chiarimenti Inps

Nel caso dei conviventi, per determinare il reddito complessivo rilevante per l’erogazione degli assegni per il nucleo familiare, l’Inps specifica che possono essere prese in considerazione solo le famiglie conviventi che hanno stipulato il contratto di convivenza previsto dalla legge Cirinnà. Nel contratto deve essere indicato con chiarezza qual è l’apporto economico di ciascuno al bilancio familiare.

Per tutte le prestazioni sopra elencate, la domanda si presenta telematicamente all’Inps seguendo le procedure già esistenti, specificando lo stato di coniuge unito civilmente, oppure convivente di fatto.

Se vuoi sapere cosa cambia per le imprese con l’introduzione delle unioni civili ti consigliamo di dare uno sguardo anche al nostro approfondimento: Unioni Civili: 7 cambiamenti per le imprese.

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note

Autore Immagini: Google Immagini

[1] Circ. n. 84 del 05.05.2017.

[2] L. n. 76 del 20.05.2016.

[3] Art. cod. c  n. 252.

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