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Lo sai che? Dopo quanto tempo un debito cade in prescrizione?

Lo sai che? Pubblicato il 17 maggio 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 17 maggio 2017

I termini variano a seconda dei casi: il creditore deve esercitare il suo diritto entro un periodo di tempo. Vediamo come funziona.

Se un soggetto deve ricevere una somma di denaro da un’altra persona e non vuole perdere il suo diritto, deve recuperare il credito entro un preciso lasso di tempo. Se ciò non accade, il debito cade in prescrizione e non può più pretendere il pagamento. Vediamo di capire come funziona nello specifico.

Cosa significa prescrizione?

Facciamo un esempio e partiamo col dire che non tutti i diritti hanno durata illimitata. È il caso, appunto, dei diritti di natura patrimoniale, come nel caso di una persona che deve ricevere una somma da un altro soggetto. Se il diritto si “prescrive trascorsi 10 anni“, vuol dire che il creditore, trascorso il tempo fissato, non più pretenderne il pagamento. Semplice.

Ma perché esiste la prescrizione?

A molti la prescrizione può apparire immorale: il fatto che il creditore possa perdere il diritto di pretendere il pagamento di ciò che gli spetta solo per non essersi mosso entro il termine fissato dalla legge può sembrare ingiusto. Il motivo per cui esiste la prescrizione è da ricercare nel fatto di dare certezza nei rapporti giuridici e, inoltre, di evitare di far vivere i debitori con la paura che il creditore si svegli, in qualsiasi momento, e possa esigere prestazioni ormai dimenticate.

I termini della prescrizione

Solitamente, il termine entro il quale il debito va in prescrizione è fissato in 10 anni. È il caso dei debiti derivati da un contratto o da un’obbligazione unilaterale [1].

Sono soggetti alla prescrizione di 5 anni: le pigioni delle case, i fitti dei beni rustici, i canoni di locazione, il capitale nominale dei titoli di Stato, le bollette per utenze domestiche come acqua, telefono, rifiuti, luce e gas, le annualità delle rendite perpetue o vitalizie, le annualità delle pensioni alimentari, le rate dei mutui, le dichiarazioni dei redditi, Iva e documentazione allegata, le assicurazioni, i bollettini, le spese condominiali, le multe.

Prescrizione di 1 anno invece per il diritto di pretendere pagamenti per rette scolastica, abbonamenti a piscine, palestre e altri centri sportivi e per il diritto dei farmacisti di volere il pagamento del prezzo dei prodotti.

note

[1] Codice Civile art. 2946.

Autore immagine: Pixabay.com

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