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Le Guide Buoni Fruttiferi Postali 2017. E il rendimento?

Le Guide Pubblicato il 17 maggio 2017

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> Le Guide Pubblicato il 17 maggio 2017

Sono tra i più amati dai risparmiatori italiani. Caratteristiche, garanzie e rendimento dei Buoni Fruttiferi di Poste Italiane.

Sono tornati di moda. Vuoi per l’aggressiva campagna di marketing realizzata da Poste Italiane lo scorso anno, vuoi perché – in un periodo come quello attuale, viziato da un’incertezza ormai quasi cronica – sono tra gli investimenti disponibili oggi sul mercato tra i più sicuri per i piccoli risparmiatori.

Ma c’è un ma… Fondamentalmente, il “problema” dei Buoni Fruttiferi Postali è il rendimento, piuttosto bassino, soprattutto se si considera il numero degli anni per cui è richiesto vincolare i propri risparmi. Ecco perché, sempre più risparmiatori – anche piccoli – si stanno lanciando nel difficile contesto del mercato finanziario a caccia di investimenti alternativi con alti tassi di rendimento.

Tuttavia – lo abbiamo appena detto – l’incertezza serpeggia, la fa da padrona, e a poco servono i tanti pacchetti finanziari lanciati dagli istituti di credito e orientati anche ai piccolissimi risparmiatori. La gente ha paura. Teme la recessione, tanto che la parola “crisi” è ormai un deterrente insito nell’animo. E il ritorno alle origini è inevitabile, con i Buoni Fruttiferi Postali che si attestano, ancora una volta, tra i preferiti dal mercato: basta pensare che gli italiani hanno già versato circa 200 miliardi di euro in Buoni.

Ma saranno davvero un buon investimento? Vediamo un po’ di fare chiarezza. Con parole semplici…

Caratteristiche dei Buoni Fruttiferi

Partiamo dalle basi e iniziamo con una definizione: i Buoni Fruttiferi sono titoli che garantiscono la restituzione di un capitale, dopo un numero di anni, insieme agli interessi. In parole povere: si versano dei soldi ai signori di Poste Italiane e loro, dopo un bel po’ di anni, ce li restituiscono maggiorati degli interessi.

Gli interessi vengono calcolati in base a un tasso che anno dopo anno aumenta. Ciò significa che più si va avanti nel tempo, più si guadagna. Certo, ci si può anche fermare a un certo punto, e si chiede la restituzione del capitale versato. In questo caso, gli interessi maturano dopo un periodo di tempo che va dai 6 ai 12 mesi dal giorno della sottoscrizione (ciò dipende dal tipo di buono fruttifero postale scelto).

Buoni Fruttiferi Postali garanti dallo Stato

Parlando di sicurezza, è bene sapere che Buoni Fruttiferi vengono considerati sicuri poiché lo Stato, attraverso la Cassa Depositi e Prestiti (Cdp), si fa garante sull’investimento. La buona notizia, quindi, almeno per quei risparmiatori che non amano il rischio, è che i Buoni Fruttiferi non sono soggetti a «oscillazioni di mercato». In altre parole, non c’è paura di perdere quanto versato! A scadenza, si otterrà almeno l’intero capitale versato…

Buoni Fruttiferi Postali 2017: rendimento

Passiamo agli interessi. Come già anticipato, il tasso varia a seconda della durata dell’investimento e, naturalmente, della tipologia. Già, perché, Poste Italiane offre più tipologie di Buoni. Quelli maggiormente conosciuti sono quelli Ordinari. Ma ci sono anche quelli dedicati a Minori.

Per i primi, il tasso va da un minimo 0,05%, alla fine del primo anno, al 2,50%, al fine del ventesimo anno. Quelli dedicati ai Minori, invece, possono essere intestati solo a ragazzi con un’età compresa tra 0 e 16 anni e mezzo, restituiscono il 100% del capitale investito e gli interessi che maturano fino al compimento del 18° anno di età (si va dallo 0,25%, dopo un anno e sei mesi, all’ 1,50%, dopo 18 anni).

 

E se le Posta non paga gli interessi?

Un ultimo punto, solo per onor del vero, di cui ci siamo già occupati nell’approfondimento Buoni fruttiferi postali: la Posta paga metà degli interessi, riguarda appunto questa annosa possibilità che, ahinoi, in passato si è verificata a Mestre.

Le Poste dopo aver ridotto gli interessi su alcuni Buoni Fruttiferi, per ragioni legate al mercato, non hanno versato interamente gli interessi originariamente teorizzati. A volte, alla riscossione, le cifre erano addirittura la metà!

Si è trattato, all’epoca, di un illecito. E il Tribunale di Venezia, in due differenti sentenze, ha accolto il ricorso presentato dall’Associazione dei consumatori Adico. «In entrambe le posizioni i giudici hanno intimato alle Poste il pagamento di quanto maturato con i buoni fruttiferi da due risparmiatori».

note

Autore immagine: Google Immagini

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