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Lo sai che? Professionisti che dichiarano poco: occhio ai pedaggi!

Lo sai che? Pubblicato il 18 maggio 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 18 maggio 2017

Il Telepass può essere una “trappola” per quei professionisti che dichiarano poco…
Tutto parte da una recente Sentenza della Cassazione

Attenzione al numero elevato di pedaggi autostradali, soprattutto se si dichiara poco. Un consiglio? Non proprio. Da oggi, infatti, il Fisco ha un’arma in più: può utilizzare il numero dei Telepass sfruttati in fase di accertamento. È quanto emerge da una recente sentenza della Corte di Cassazione [1].

Scaricare i pedaggi: un’arma a doppio taglio

Quindi, in altre parole: chi decide di scaricare dalle tasse il costo dei pedaggi autostradali, deve sapere che, se dichiara poco, il Fisco potrebbe chiedere spiegazioni: se il motivo della trasferta è il lavoro e si dichiara poco, ci potrebbe essere un’incompatibilità. Mentre, se ci si muove per andare in vacanza, è necessario pur sempre dimostrare con quali soldi…

Un sistema, questo, che si basa su un concetto semplice: un professionista che con le sue trasferte fa registrare un elevato numero di pedaggi autostradali è indice “di una significativa attività”.

Come difendersi?

Tuttavia, l’accertamento non scatta automaticamente. Al professionista, infatti, viene sempre data sempre la possibilità di fornire giustificazioni. Il problema nasce nel momento in cui c’è un corposo quantitativo di viaggi di piacere e un reddito dichiarato basso. A questo punto, c’è solo un modo per evitare l’accertamento: sfuggire al desiderio di scaricare dalle tasse i pedaggi

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note

[1] Cass. sent. n. 9825/2017 del 19.04.2017.

Autore immagine: Google Immagini

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