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Lo sai che? Imu e Tasi 2018: chi deve pagare?

Lo sai che? Pubblicato il 25 maggio 2018

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> Lo sai che? Pubblicato il 25 maggio 2018

Si avvicina la scadenza per il versamento del primo acconto. Date, esoneri, agevolazioni, modalità di pagamento. Ecco tutto quello che c’è da sapere

La scadenza per il pagamento degli acconti di Imu e Tasi 2018 si avvicina. Il mese di giugno, come noto, cade la scadenza per il versamento delle imposte. Vediamo chi deve pagare Imu e Tasi 2018, come procedere al pagamento, i casi di esenzione e le agevolazioni.

Imu e Tasi 2018: chi deve pagarla?

L’Imu 2018 è l’imposta municipale unica il cui presupposto di applicazione è il possesso dell’immobile. Come noto si paga sulla seconda casa e sugli immobili commerciali, terreni e negozi, mentre non si applica sulle abitazioni principali e relative pertinenze, ad eccezione delle prime case se accatastate come A/1, A/8 e A/9, ossia ville, castelli e abitazioni di lusso che fruiscono dell’aliquota ridotta e della detrazione di 200 euro.

La Tasi 2018 è invece l’imposta che copre i costi per i servizi comunali rivolti alla collettività, come la manutenzione delle strade, giardini e illuminazione. Per gli immobili affittati con specifico contratto di locazione registrato, la Tasi non è più dovuta dal locatario, ma è a carico del proprietario. Stessa esenzione, anche per gli immobili dati in comodato d’uso ai parenti di primo grado con ISEE inferiore a 15.000 euro.

Versano entrambi i tributi con uno sconto rispettivamente del 50 e del 25% gli immobili dati in uso gratuito a parenti in linea retta, entro il primo grado e quelli locati a canone concordato.

Le aliquote da utilizzare per il calcolo dell’acconto

Gli acconti possono essere calcolati sulla base delle aliquote e delle detrazioni stabilite dai comuni per i 12 mesi dell’anno precedente. Quindi va versato il 50% di quanto pagato nel 2017. Ovviamente si può versare in un’unica soluzione se si conoscono le delibere adottate dalle amministrazioni comunali.

Le agevolazioni

Imu e Tasi hanno in comune le stesse agevolazioni per gli immobili dati in uso gratuito a parenti in linea retta, entro il primo grado e per quelli locali a canone concordato.

Per i primi è prevista una riduzione del 50% della base imponibile. Per averne diritto il comodante deve avere la residenza anagrafica e la dimora nel comune in cui è ubicato l’immobile concesso in comodato. Il comodante può possedere anche altri immobili a condizione però che non siano destinati a uso abitativo.

Per gli immobili locali a canone concordato è prevista una riduzione del 25% sia per l’Imu che per la Tasi. Il beneficio spetta a prescindere dal fatto che i comuni abbiano previsto per questi fabbricati un’aliquota ordinaria o agevolata. Dopo aver calcolato il dovuto per le due imposte, va versato solo il 75% del loro ammontare.

Imu e Tasi 2018: le scadenze

Per quanto concerne il pagamento di Imu e Tasi, il calendario delle scadenze è il seguente:

  • primo acconto o rata unica Tasi e Imu: 18 giugno 2018
  • secondo acconto e conguaglio Tasi e Imu: 17 dicembre 2018.

Il contribuente che decide di pagare la tassa in due rate, dovrà versare con l’acconto di giugno, il 50% del tributo dovuto, con il saldo di dicembre, invece, il restante 50% con l’eventuale conguaglio sulle aliquote 2017 fissate dal comune.

Imu e Tasi 2018: quali modalità di pagamento?

Il pagamento dell’Imu e della Tasi può essere effettuato tramite il modello F24 o a mezzo bollettino di conto corrente postale [1].
In questo caso le somme versate dai contribuenti vengono incassate dalla struttura di gestione e riversate all’ente interessato.

Imu e Tasi 2018: quali maggiorazioni?

Gli importi per il 2018 rimangono invariati e non vi saranno maggiorazioni né rincari. Infatti, già dal 2016 è fatto espresso divieto ai Comuni di deliberare nuove maggiorazioni Imu e Tasi tra un anno e l’altro, salvo mantenere quelle già in essere per l’anno precedente. Questo significa che non potranno esserci ulteriori aumenti di aliquote rispetto ai livelli già applicati negli anni passati.

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note

[1] Dlgs 241/97, art.17.

Autore immagine: Pixabay.com

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