HOME Articoli

Lo sai che? Wi-fi: se non è protetto ci si può collegare?

Lo sai che? Pubblicato il 8 agosto 2017

Articolo di

> Lo sai che? Pubblicato il 8 agosto 2017

Quali sono rischi legali derivanti dall’utilizzo di una rete libera? Quali le responsabilità di chi la usa e di chi la gestisce?

Impossessarsi di un bene di altri è un furto e questo vale anche per le idee (è reato appropriarsi dell’opera dell’ingegno di un autore come una canzone o una invenzione) e per le energie (chi si aggancia alla linea elettrica del vicino di casa rischia il penale).

Ma cosa succede se ci si collega alla rete wi-fi di un’altra persona?  Una rete wi-fi del vicino può essere utilizzata anche da tutti coloro che si trovano nel raggio d’azione della rete, a patto però che quest’ultima non sia protetta. E spesso le persone sottovalutano la questione, lasciando senza una password di accesso la propria rete, rendendola così di pubblico dominio. Questo però è pericoloso in primis per il titolare della stessa rete, fintanto che la responsabilità di eventuali atti illeciti commessi utilizzando il wi-fi ricade sull’intestatario della rete internet. Anche se questi ha reso l’accesso libero involontariamente e senza essere conscio degli eventuali pericoli. Cosa si rischia in questi casi e, soprattutto, cosa può fare concretamente chi si sente usurpato del proprio wi-fi.

Risarcimento del danno per chi si collega alla nostra rete wi-fi

L’eventuale richiesta di risarcimento del danno, da un punto di vista civilistico, è ipotizzabile solo laddove il wi-fi sfruttato non è flat, ove cioè la bolletta è parametrata all’utilizzo della connessione, dove – in definitiva – si paga internet «a consumo» e quindi una connessione usurpata genera un maggior costo per l’intestatario del servizio. Questi contratti però stanno ormai scomparendo e in mancanza della prova di un effettivo pregiudizio, le richieste di risarcimento del danno saranno tutte rigettate.

Collegarsi alla rete wi-fi protetta: gli illeciti

Violare le password di una connessione wi-fi ormai sta diventando davvero facile: esistono anche dei software in grado di ricavare le credenziali di accesso e sfruttare la connessione internet di un’altra persona; a volte è possibile indovinarle o venirne a conoscenza da terze persone. In questi casi si potrebbe configurare il reato di «accesso abusivo a sistema informatico» [1]: tale illecito scatta non appena c’è l’accesso non autorizzato a un sistema informatico altrui protetto da misure di sicurezza come appunto la password. Ma se il tribunale dovesse ritenere che non sia possibile parlare di «accesso abusivo a sistema informatico», dato che la connessione wi-fi non è propriamente un «sistema informatico» (come invece lo è un database), tale condotta resterebbe priva di alcuna sanzione e il titolare della rete internet del tutto sprovvisto di tutela.

Collegarsi alla rete wi-fi non protetta: c’è illecito penale?

Se la rete wi-fi non  è protetta non si configurare il reato e  non è possibile configurare alcun illecito penale, né quindi si può sporgere querela. L’unica tutela resta nel caso in cui la rete internet sfruttata non sia di tipo flat. Se il vicino ha una connessione dati limitata possono scattare due illeciti:

  • l’illecito civile che determina il diritto a chiedere il risarcimento del danno per aver pagato una bolletta più alta del dovuto;
  • l’illecito penale relativo al reato di furto [2], atteso che l’utilizzo dei kilobytes da parte dell’utente abusivo priva il legittimo titolare dell’utilizzo del proprio bene o lo obbliga a corrispondere una maggiorazione sulla bolletta alla compagnia telefonica. A riguardo si tenga conto che il reato di furto riguarda sì le cose mobili, ma agli effetti della legge penale si considera «cosa mobile» anche l’energia elettrica e ogni altra energia che abbia valore economico.

Commettere reati con reti wi-fi libere: si paga due volte

Spesso si utilizzano reti wi-fi non protette per commettere reati, per realizzare furti di identità, per condividere materiale illegale o aprire account fake e insultare o diffamare altre persone: le indagini della polizia si concentreranno proprio sul titolare dell’indirizzo Ip, che è un po’ la targa della connessione a internet. Ed è chiaro che quest’ultimo dovrà dimostrare la propria innocenza eventualmente facendo eseguire una perizia sul proprio pc.

Nel caso di connessione a un wi-fi non protetto di un’altra persona bisogna evitare di commettere reati poiché solo in tale ipotesi si rischia due volte: una prima per il crimine commesso, una seconda per l’azione di rivalsa del titolare della rete internet.

Wi-fi libera: non serve «rubarla» al vicino

Da pochi mesi è attivo nel nostro Paese un sistema che permette il collegamento gratuito wi-fi per tutti. Leggi i dettagli sul nostro approfondimento WiFi Italia: prima rete nazionale free.

note

[1] Cod. Pen. art. 615.

[2] Cod. Pen. art. 624.

Autore immagine: Pixabay.com

Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter.
Scarica L’articolo in PDF

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


CERCA CODICI ANNOTATI