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Lo sai che? Si può lavorare durante le ferie?

Lo sai che? Pubblicato il 11 agosto 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 11 agosto 2017

Durante il periodo di vacanza può un dipendente lavorare per un’altra azienda? È vietato?

In Italia non esiste alcuna norma che vieti di lavorare per un’altra azienda durante il periodo di ferie, ma in ogni caso il dipendente ha l’onere di recuperare le energie psicofisiche, rispettando, allo stesso tempo, il patto di non concorrenza che lo lega al datore di lavoro (che non viene meno nel periodo di ferie). Ecco i dettagli.

 

Rinunciare alle ferie si può?

Sia secondo la Costituzione [1] che secondo il codice civile [2] le ferie costituiscono un diritto irrinunciabile, tanto che non è possibile monetizzare le ferie, nemmeno col consenso del lavoratore: la monetizzazione delle ferie è possibile solo per il periodo che eccede le 4 settimane l’anno (periodo minimo previsto dal decreto sull’orario di lavoro [3]), oppure per contratti di durata inferiore all’anno o cessati entro l’anno, e nei casi di cessazione del rapporto di lavoro. Non è dunque valido un accordo col quale datore di lavoro e lavoratore eliminino, o riducano sotto le 4 settimane annue, le ferie spettanti.

Per conoscere tutti i dettagli sulle ferie e su quanto ti spetta di diritto, ti consigliamo di dare uno sguardo alla nostra guida Ferie: calcolo, diritti, doveri, la guida completa.

Lavoro in altra azienda durante le ferie?

Come si diceva non è vietato in alcun modo approfittare delle ferie per arrotondare lo stipendio lavorando per un’altra azienda. Tuttavia se questo mina il proprio recupero psico-fisico, naturalmente potrebbe creare dei problemi nello svolgimento del proprio lavoro principale al rientro dalle «vacanze».

Per conoscere i limiti da rispettare se si sceglie di lavorare per un’altra azienda durante le ferie, ti consigliamo di leggere il nostro approfondimento Posso lavorare durante le ferie?

Può il datore sanzionare il dipendente che lavora durante le ferie per un’altra azienda?

Non è escluso che il datore di lavoro, riscontrata una mancanza di rendimento del dipendente, decida di irrogare a suo carico una sanzione disciplinare, perché questi, non reintegrando le energie psicofisiche fruendo delle ferie regolarmente concesse, finisca col pregiudicare il corretto espletamento dell’attività lavorativa al proprio rientro. Naturalmente non esiste per questo passaggio alcun « automatismo » ed è onere del datore provare che il dipendente al proprio rientro non stia svolgendo il proprio lavoro nella misura e con la qualità richiesta dal contratto.

note

[1] Costituzione art. 36.

[2] Cod. Civ.  art. 2109.

[3] Dl 66/2003.

Autore immagine: Pixabay.com

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