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Lo sai che? Oggetti smarriti: quando è reato appropriarsene?

Lo sai che? Pubblicato il 11 agosto 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 11 agosto 2017

Quando ti impossessi di qualcosa che trovi per caso pensando inconsciamente che non abbia un proprietario commetti un reato? 

È reato raccogliere un oggetto per strada se non si è a conoscenza del reale proprietario? Quando l’azione è perseguibile legalmente? E quando si rischia di incorrere in una sanzione pecuniaria? Sono domande che spesso ognuno di noi si sarà posto, vediamo come si esprime la legge.

Trovo un oggetto per strada: a cosa vado incontro se lo tengo?

Inutile negare che quando si trova un oggetto per strada esso per forza di cose appartiene ad un legittimo proprietario che lo ha perso involontariamente. Tuttavia, nel nostro esempio, tra le tante persone che percorrono la nostra strada ogni giorno questo proprietario potrebbe essere introvabile.

È uso comune in questi casi non riportare l’oggetto smarrito alle autorità ma tenerselo. In questi casi è bene sapere che per chi detiene l’oggetto smarrito potrebbe scattare una sanzione civile.

Quando tenendo un oggetto si commette un furto?

Se ci si impossessa di oggetti abbandonati o comuni a tutti per i quali si ha piena conoscenza che appartengano o che siano in possesso di qualcuno, allora in quel caso si configura l’illecito penale, si configura insomma un furto.

Si pensi ad esempio al caso in cui si ritrovi un libro appartenente ad una biblioteca pubblica. Chi lo trova e non lo consegna può essere accusato di furto, perchè il proprietario legittimo del libro – la biblioteca appunto e la collettività in generale – è chiaramente indicato su di esso.

I casi in cui non si commette furto: le cose di nessuno, di tutti o abbandonate.

Le tre fattispecie di oggetti che non appartengono a nessuno o che appartengono a tutti o che sono abbandonate, non sono punibili di furto.

La legge distingue:

  • la «res nullius» ovvero l’oggetto che non è mai stato di propietà di qualcuno,
  • la «res derelicta», ovvero un oggetto abbandonato volontariamente dal legittimo proprietario (in questo caso rientrano anche gli animali abbandonati)
  • la «res communis» omnium, cosa comune a tutti (come ad esempio ciò che offre la natura).

Un’ulteriore differenza va fatta tra oggetti comuni a tutti precedentemente accennati e oggetti comuni tra due o più persone. La sottrazione degli oggetti comuni, prima della depenalizzazione, quando venivano sottratte costituivano un reato:

  • quando il comproprietario si impossessava per intero della cosa comune per trarne profitto;
  • che era punito con querela da parte del comproprietario e poteva costare la reclusione fino a due anni o una sanzione pecuniaria.

Dopo la depenalizzazione invece l’appropriazione di cose comuni è punita solamente con una sanzione dai cento agli ottomila euro [1].

Come viene punita l’appropriazione di oggetti smarriti?

L’appropriazione di oggetti smarriti era punita sino a qualche tempo fa con la reclusione fino a un anno o con sanzione per chiunque avesse trovato oggetti o denaro altrui se ne appropriava, anche per errore, senza rispettare la legge civile.

Ad oggi invece il reato viene punito unicamente con la sanzione pecuniaria dai cento agli ottomila euro.

note

[1] Art. 1, co. 1, lett. d) d.lgs. n. 7 del 15.01.2016.

Autore immagine: Pixabay.com

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