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Lo sai che? Facebook: una conversazione può avere valore legale?

Lo sai che? Pubblicato il 18 giugno 2018

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> Lo sai che? Pubblicato il 18 giugno 2018

In quali casi i testi dei social network possono avere valore di prova legale? Ecco come tutelarsi in caso di stalking, diffamazioni, minacce 

Spesso stalking, minacce, diffamazioni vengono compiuti nascondendosi dietro il web. Sempre più spesso i social network costituiscono in particolare il mezzo prediletto per questo genere di azioni. Tutte le operazioni telematiche però non possono dimostrare il vero autore del reato commesso, in quanto non è dimostrabile che dietro uno smartphone o una tastiera sia  stata realmente presente la persona accusata. Vediamo, dunque, come è possibile tutelarsi.

Quando le conversazioni online costituiscono una prova?

Per valutare la coerenza e la correttezza di prove derivate da conversazioni online, bisogna sempre tenere presente che queste – come ogni tipo di prova – possono essere confutate tramite ulteriori prove.

È dunque necessario mettere a confronto le varie prove per decidere quali siano effettivamente più valide di altre. Vediamo quella che si definisce una «prova debole» e come anche questo genere di prova possa essere resa più «solida» a fronte di una specifica procedura.

Sono generalmente considerate «prove deboli» cosiddette «riproduzioni meccaniche» quali ad esempio le fotografie, le fotocopie, le schermate del telefono, le registrazioni fonografiche e video; per quanto strano possa sembrare, difatti, questo genere di materiale è facilmente suscettibile di modifica.  Nonostante tutto queste prendono valore legale se:

  • non viene contestata la veridicità dalla controparte;
  • vengono autenticate dal pubblico ufficiale

Prima di chiarire se la chat di Facebook può avere valore legale è necessario chiarire un aspetto importante. Non esistono prove assolutamente inconfutabili: anche l’atto pubblico di un notaio può essere contestato sebbene con un procedimento complicato e difficoltoso (che va sotto il nome di «querela di falso»), il quale richiede le prove della falsità dell’atto compiuto dal pubblico ufficiale.

Anche la chat di Facebook è una prova debole?

Anche la chat di Facebook o di un qualsiasi Social – per gli stessi motivi che abbiamo richiamato – è una prova debole, che prende valore legale e può essere usata per esporre denuncia contro qualcuno o per chiedere un risarcimento danni contro colui il quale abbia commesso l’offesa, a condizioni che si verifichino le condizioni sopra richiamate.

Con riferimento a questo aspetto va anche detto,  però, che il tribunale, nel tentativo di ricostruire il contenuto di una chat su Facebook, non può ordinare all’altra parte in causa di mostrare tutte le proprie conversazioni e la messaggistica privata. Secondo una sentenza del tribunale di Santa Maria Capua Vetere, infatti, quest’ordine sarebbe illegittimo [1], atteso che Chat, conversazioni e messaggi privati sul social network sono coperti da privacy e neanche il giudice civile potrebbe violare questo segreto.

Per quanto attiene al procedimento penale, invece, se è necessario accertare l’esisteza di un reato, qualche tribunale ritiene che si possa procedere ad ispezioni [2], ma solo in casi davvero eccezionali e solo se indispensabili ai fini del decidere. In ogni caso, tali attività non potrebbero violare segreti tutelati dalla legge come, appunto, quello della corrispondenza (tale è, infatti, la chat privata).

Valore legale della chat di facebook

Dunque alla luce di quanto precisato sopra, è possibile affermare che anche la chat di Facebook ha valore legale in due circostanze:

  • qualora non venga contestata dalla controparte;
  • nel caso in cui sia autenticata dal notaio o dal pubblico ufficiale.

Lo stesso discorso vale secondo la Cassazione [3] anche per la chat di WhatsApp.

Nel primo caso, però, è da dire che la contestazione non può essere generica e apodittica ma deve essere circostanziata e basata su fatti e prove. Infatti, se il giudice non dovesse ritenere sufficienti le prove a sostegno della non veridicità, riconoscerà valore legale alla chat di Facebook.

Il secondo caso in cui la chat ha valore legale è quello in cui la stessa è autenticata dal notaio o da altro pubblico ufficiale. In questo caso viene attestata la conformità della chat a quella originale effettivamente intercorsa tra le parti.

In relazione a WhatsApp, tuttavia, la Cassazione non precisa come acquisire la chat come prova in un processo, ma lascia intendere che se il deposito viene fatto in modo “integrale” (quindi con il dispositivo originale o il suo equivalente tramite acquisizione forense certificata) i dati possono essere accettati e utilizzati in Giudizio.

Da ciò è possibile dedurre che nel caso in cui si intenda conservare la chat come prova di un fatto da contestare (pensiamo al reato di diffamazione) è inutile procedere alla stampa in PDF o su cartaceo dei messaggi diffamatori: le stampe o screenshot difficilmente vengono ammesse in Tribunale come prova perché non godono dell’integrità delle prove informatiche raccolte con strumentazione adeguata e metodi scientifici. Anche la fotografia dello schermo del Pc non ha pieno valore legale o meglio, può facilmente essere contestata dalla controparte, poiché per quanto possa avere una storicità temporale ritrae qualcosa che può facilmente essere modificato (lo schermo).

note

[1] Trib. S. Maria Capua Vetere sent. del 13.06.2013.

[2] Trib. Torino, ord. del 8.05.2013.

[3] Cass. sent. n. 49016/2017 del  25.10.2017.

Autore immagine: Pixabay.com

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