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Lo sai che? Facebook: una conversazione può avere valore legale?

Lo sai che? Pubblicato il 10 agosto 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 10 agosto 2017

In quali casi i testi dei social network possono avere valore di prova legale? Ecco come tutelarsi in caso di stalking, diffamazioni, minacce.

Spesso stalking, minacce, diffamazioni vengono compiuti nascondendosi dietro il Web. Sempre più spesso i social network costituiscono in particolare il mezzo prediletto per questo genere di azioni. Tutte le operazioni telematiche però non possono dimostrare il vero autore del reato commesso, in quanto non è dimostrabile che dietro uno smartphone o una tastiera sia  stata realmente presente la persona accusata. Vediamo come è possibile tutelarsi.

Quando le conversazioni online costituiscono una prova?

Per valutare la coerenza e la correttezza di prove derivate da conversazioni online, bisogna sempre tenere presente che queste – come ogni tipo di prova – possono essere confutate tramite ulteriori prove.

È dunque necessario mettere a confronto le varie prove per decidere quali siano effettivamente più valide di altre. Vediamo quella che si definisce una «prova debole» e come anche questo genere di prova possa essere resa più «solida» a fronte di una specifica procedura.

Quando una prova si definisce «debole»?

Sono generalmente considerate «prove deboli» cosiddette «riproduzioni meccaniche» quali ad esempio le fotografie, le fotocopie, le schermate del telefono, le registrazioni fonografiche e video; per quanto strano possa sembrare, difatti, questo genere di materiale è facilmente suscettibile di modifica.  Nonostante tutto queste prendono valore legale se:

  • non viene contestata la veridicità dalla controparte;
  • vengono autenticate dal pubblico ufficiale

Anche la chat di Facebook è una prova debole?

Anche la chat di Facebook o di un qualsiasi Social – per gli stessi motivi che abbiamo richiamato – è una prova debole, che prende valore legale e può essere usata per esporre denuncia contro qualcuno o per chiedere un risarcimento danni contro colui il quale abbia commesso l’offesa, a condizioni che si verifichino le condizioni sopra richiamate.

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Autore immagine: Pixabay.com

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