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Lo sai che? Lavoro agile: cos’è e come funziona

Lo sai che? Pubblicato il 10 settembre 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 10 settembre 2017

Smart working: ecco cos’è, come funziona e com’è disciplinato il c.d. lavoro agile

Se ne è sentito parlare parecchio, ma sono ancora in molti a non avere ben chiaro cosa deve intendersi per lavoro agile. Certo i termini “lavoro agile” o “smart working” sono di per sé evocativi e non lasciano molto spazio all’immaginazione.  È necessario, tuttavia, approfondire la tematica, comprendere in cosa consista precisamente tale modalità innovativa di svolgimento del rapporto di lavoro, cosa sia e come funziona il lavoro agile. Di tanto parleremo nel presente articolo.

Lavoro agile: cos’è

La legge [1] ha recentemente previsto e disciplinato una modalità del tutto peculiare di svolgimento del rapporto di lavoro: si tratta del c.d. lavoro agile. Ebbene, per lavoro agile o smart working deve intendersi la possibilità di lavorare in un luogo che non sia necessariamente l’azienda, ed in orari flessibili che non siano per forza quelli “di ufficio”. Il concetto di smart working, infatti, si lega più che al luogo ed agli orari di lavoro al raggiungimento di determinati risultati, indipendentemente da quando e dove si lavora per raggiungerli. Potrà, dunque, dirsi addio alla classica postazione fissa in ufficio per le “canoniche” otto ore lavorative: il dipendente, infatti, potrà svolgere le proprie mansioni in qualsiasi luogo, anche da casa o in altro ufficio decentrato rispetto all’azienda.

Lavoro agile: è necessario un accordo scritto

A tal fine datore di lavoro e lavoratore dovranno sottoscrivere un apposito accordo scritto col quale stabiliscono che la prestazione lavorativa venga resa, a tempo determinato o indeterminato o, ancora, con forme di organizzazione per fasi, cicli e obiettivi:

  • in parte all’esterno dei locali aziendali;
  • senza precisi vincoli di orario o di luogo di lavoro;
  • con l’eventuale utilizzo di strumenti tecnologici.

L’accordo (e le sue eventuali modifiche) devono essere comunicate ai Servizi per l’impiego con le modalità previste per la comunicazione preventiva di assunzione [2].

Nell’accordo, le parti non potranno sottrarsi dal regolamentare – in modo chiaro – le modalità di svolgimento del rapporto di lavoro, ed in particolare:

  • le forme di esercizio del potere direttivo e di controllo del datore di lavoro;
  • i tempi di riposo del lavoratore;
  • gli strumenti utilizzati dal lavoratore e le misure tecniche ed organizzative necessarie per assicurare la sua disconnessione dalle strumentazioni tecnologiche di lavoro;
  • quali possano essere le condotte del lavoratore sanzionabili a livello disciplinare.

Lavoro agile: il trattamento economico

In tali casi il lavoratore avrà diritto al medesimo trattamento economico spettante ai lavoratori che svolgono le stesse mansioni esclusivamente all’interno dell’azienda. Dal punto di vista economico il lavoratore “smart” è, dunque, equiparabile al lavoratore “tradizionale”. Ed infatti, anche al dipendente impiegato in forme di lavoro agile spetteranno gli incentivi di carattere fiscale e contributivo riconosciuti in relazione ad incrementi di produttività ed efficienza del lavoro subordinato. A tal fine al lavoratore “agile” potrà essere riconosciuto il diritto all’apprendimento permanente e alla periodica certificazione delle relative competenze.

Lavoro agile: infortuni e sicurezza sul lavoro 

Una disciplina del tutto peculiare è prevista per quanto concerne gli infortuni e la sicurezza sul lavoro. Il lavoratore impiegato in forme di lavoro agile, infatti,  avrà diritto alla tutela contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali dipendenti da rischi connessi alla prestazione lavorativa resa anche all’esterno dei locali aziendali. Quanto detto, tuttavia, vale a condizione che la scelta del luogo ove svolgere la prestazione sia dettata da esigenze connesse alla prestazione lavorativa o dalla necessità del lavoratore di conciliare le esigenze di vita con quelle lavorative e risponda a criteri di ragionevolezza.

Il datore di lavoro è, inoltre, responsabile della sicurezza e del buon funzionamento degli strumenti tecnologici assegnati al lavoratore per lo svolgimento dell’attività lavorativa.

 Lavoro agile: il recesso

Ovviamente le parti potranno sempre recedere dall’accordo stipulato, tornando sui propri passi ed a forme più “tradizionali” di svolgimento del rapporto di lavoro. A seguito del recesso dall’accordo, infatti, l’attività lavorativa si svolgerà secondo le modalità ordinarie.

Le parti possono recedere dall’accordo:

  • mediante preavviso non inferiore a 30 giorni, se si tratta di rapporto di lavoro a tempo indeterminato. Il preavviso non è, tuttavia, richiesto se sussiste un giustificato motivo di recesso;
  • se invece il rapporto di lavoro è a tempo determinato, il recesso sarà possibile prima del termine solo in presenza di un giustificato motivo.

note

[1] Cfr. Artt. 18-23 L.n.  81 del 22.05.2017, in  G.U. n. 135 del 13.06.2017.

[2] Cfr. Art. 9 bis D.l. n. 510 del 01.10.19 96 conv. in L. n. 608 del 28.11.1996.

Autore immagine: Pixabay.com

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