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Lo sai che? Liti con il fisco: chiusura agevolata entro il 2 ottobre

Lo sai che? Pubblicato il 11 settembre 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 11 settembre 2017

Entro il 2 ottobre è possibile definire in via agevolata le controversie pendenti contro l’Agenzia delle Entrate. Ecco i dettagli

Se hai in corso una lite con il fisco, sappi che ti rimane ancora poco tempo per chiuderla in “maniera agevolata”. I  contribuenti interessati, infatti, possono risolvere le liti pendenti contro l’Agenzia delle Entrate pagando un importo agevolato entro e non oltre il 2 ottobre 2017. Vediamo, quindi, come definire in maniera agevolata le cause pendenti contro l’Agenzia delle Entrate, quali sono le liti definibili e quali i vantaggi previsti.

Definizione agevolata delle liti pendenti contro il fisco

I soggetti che hanno una lite tributaria in corso potranno definirla in via agevolata. Ed infatti, emanando una apposita circolare [1], l’Agenzia delle Entrate ha espresso la volontà di “aiutare” quei contribuenti che vogliano definire le controversie tributarie pendenti  entro e non oltre il 2 ottobre 2017.

Quali sono le liti definibili in via agevolata

Sono definibili in via agevolata tutte le liti tributarie in cui il contribuente veda quale sua controparte l’Agenzia delle Entrate ed in cui il ricorso in primo grado sia stato notificato entro il 24 aprile 2017 e per le quali, alla data di presentazione della domanda, il processo non si sia ancora concluso in via definitiva.  Dunque, sono definibili le controversie tributarie in cui è parte l’Agenzia delle entrate pendenti in ogni stato e grado di giudizio, compreso quello in Cassazione, anche a seguito di rinvio, oppure in pendenza del termine di impugnazione della sentenza o per la riassunzione della controversia. Sono definibili, inoltre, le controversie inerenti gli avvisi di liquidazione e i ruoli. Restano, invece, escluse le liti relative al rifiuto alla restituzione di tributi, quelle di valore indeterminabile (come, ad esempio, per il classamento degli immobili) e, più in generale, quelle per le quali manchino importi da versare da parte del contribuente.

Definizione delle liti pendenti: in che consiste l’agevolazione?

Il vantaggio della chiusura entro il 2 ottobre delle liti pendenti consiste nella definizione delle stesse mediante il pagamento di un importo agevolato.

Nel dettaglio: la definizione comporta il pagamento di tutte le imposte oggetto del contenzioso, ma non saranno dovute le sanzioni collegate al tributo e gli interessi di mora. Per la chiusura della controversia, quindi, occorre pagare gli importi spettanti all’Agenzia richiesti con l’atto impugnato e ancora in contestazione, con esclusione delle sanzioni collegate ai tributi contestati e degli interessi di mora.

Di conseguenza, se la lite riguarda esclusivamente sanzioni collegate al tributo, non è dovuto alcun importo. Se, invece, la lite riguarda esclusivamente sanzioni non collegate al tributo e interessi di mora, per la definizione è dovuto il 40% degli importi in contestazione.
Attenzione: in nessun caso spetta il rimborso di quanto versato. Ed infatti, in ogni caso, si scomputerà quanto già versato in pendenza di giudizio con la c.d. rottamazione delle cartelle: chi ha aderito alla cosiddetta rottamazione delle cartelle, potrebbe sanare la parte rimasta esclusa da questa, dovendo in tal caso  perfezionare entrambe le procedure.

Definizione delle liti pendenti: come fare?

Per definire in via agevolata le liti pendenti con il fisco, il contribuente deve:

  • presentare, relativamente a ciascun atto impugnato, autonoma istanza entro il 2 ottobre 2017. Il modello di presentazione della domanda di definizione è reso disponibile gratuitamente dall’Agenzia delle entrate in formato elettronico sul sito internet agenziaentrate.gov.it.
  • versare l’importo dovuto (o la prima rata afferente allo stesso). Al riguardo è bene precisare che gli importi inferiori a 2 mila euro non sono rateizzabili. Se, invece, l’importo dovuto è superiore a 2 mila euro sarà possibile la dilazione del pagamento in due o tre rate. In tal caso, la prima rata (da corrispondersi entro il 2 ottobre) deve essere di importo pari al 40% del totale delle somme dovute; la seconda, pari all’ulteriore 40%, è fissata al 30 novembre; la terza e ultima rata, pari al residuo 20%, va versata entro il 2 luglio 2018.

note

[1] Circolare n. 22/E del 28.07.2017. Tale opportunità è stata consentita dall’art. 11 del D.l. n. 50 del 24.04.2017, convertito con modificazioni dalla l. n. 96 del 21.06.2017.

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