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Lo sai che? Assegno circolare: dove e come?

Lo sai che? Pubblicato il 11 settembre 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 11 settembre 2017

Cos’è un assegno circolare? Dov’è possibile “fare” questa tipologia di assegno? Come viene emesso l’assegno circolare? Ecco tutte le risposte

Per capire dove e come fare un assegno circolare e come lo stesso viene emesso è opportuno compiere delle premesse su cosa sia di preciso questo strumento di pagamento e come può essere emesso ed utilizzato. Vediamo, dunque, cos’è in sostanza un assegno circolare, come si utilizza e dove è possibile “fare” questa tipologia di assegno?

Assegno circolare: cos’è?

L’assegno circolare è uno strumento di pagamento molto utilizzato nell’ambito dei rapporti commerciali. Si tratta di un titolo di credito attraverso il quale una banca promette di pagare  una determinata somma di denaro in favore del soggetto indicato nell’assegno stesso. L’assegno circolare, dunque, consente – a chi voglia utilizzare detto strumento di pagamento – di trasformare una certa somma di denaro contante in un titolo garantito dall’ente che lo emette.  Esso, inoltre, presenta il vantaggio di essere pagabile a vista nei confronti del beneficiario (colui, cioè, che ha ricevuto in pagamento l’assegno). Ma procediamo con ordine.

Assegno circolare: emittente e beneficiario

Nell’assegno circolare vengono in rilievo due soggetti che sono: l’emittente dell’assegno, che è la banca che si impegna a effettuare il pagamento a vista (che vuol dire che la banca lo pagherà all’atto della presentazione) e il beneficiario, che è il soggetto a cui verrà consegnato o inviato l’assegno e che lo presenterà in banca per la riscossione.

Dove fare l’assegno circolare?

Emittente dell’assegno circolare può essere solo un ente autorizzato. In particolare sono autorizzati ad emettere assegni circolari gli Istituti di credito e Poste italiane. Nel caso in cui l’assegno circolare sia emesso da una banca prende il nome di assegno circolare bancario, se invece viene emesso da Poste si parla di assegno circolare postale. Ne consegue che chiunque debba fare un assegno circolare ha solo due alternative: recarsi in banca o presso un ufficio postale.

Come fare un assegno circolare?

Vediamo nel dettaglio di capire come funziona, quali sono i passaggi che servono per la sua emissione e quali i costi. In primo luogo, per l’emissione di un valido assegno circolare, la legge richiede espressamente e a pena di nullità il rispetto di una serie di indicazioni. In particolare è fondamentale che l’assegno riporti i seguenti dati:

  • la denominazione di assegno circolare;
  • la promessa/garanzia dell’ente di pagare la somma riportata sul titolo al momento dell’incasso dell’assegno da parte del beneficiario;
  • il nome/ragione sociale del beneficiario;
  • la data e il luogo di emissione;
  • la firma dell’ente che emette l’assegno circolare.

L’assegno circolare, a differenza dell’assegno bancario o postale, può essere richiesto a qualsiasi banca o ufficio postale. Non sarà pertanto necessario aprire un conto corrente. L’assegno circolare, inoltre, diversamente dall’assegno bancario non viene rilasciato attraverso dei carnet. Chiunque è interessato all’emissione di un assegno circolare potrà, dunque, rivolgersi allo sportello della banca o della posta che desidera, portando con sé il proprio documento d’identità e il denaro contante (con il limite di 3 mila euro [1]). Questo perché prima di poter chiedere l’emissione di un assegno, il richiedente deve versare il denaro all’ente che lo emette (o avere la liquidità sul proprio conto corrente). A questo punto basterà fornire i dati identificativi del soggetto beneficiario per poter completare la procedura di emissione. La legge prescrive che gli assegni circolari per un importo superiore a mille euro siano muniti della clausola di “non trasferibilità“. Tale clausola impedisce che il beneficiario possa trasferire l’assegno ad altri mediante lo strumento della girata (solitamente consistente nella semplice firma del beneficiario).

Quali sono i costi per fare un assegno circolare?

I costi per fare un assegno circolare variano a seconda dell’istituto che si sceglie. È fissa invece l’imposta di bollo, se e quando dovuta. Il disponente, quindi, pagherà un’imposta di bollo di 1,50 euro per ogni titolo emesso dalla banca o dalla posta in “forma libera” (ossia di importo inferiore a mille euro). Al contrario, per gli assegni di importo superiore a mille euro non è dovuta alcuna imposta di bollo. Al beneficiario, invece, sarà applicata una commissione che varia a seconda delle condizioni contrattuali della banca. Se, ad esempio, il beneficiario intende versare l’assegno circolare sul proprio conto corrente, la banca potrebbe applicare all’operazione una commissione. Se, al contrario, decidesse di riscuotere l’assegno in contanti, deve presentarlo al “cambio contanti” dell’Istituto di credito che l’ha emesso: questo, però, potrebbe applicare una “commissione di cambio” di importo variabile. Occorre, dunque, avere chiari i costi previsti dalla banca per ogni operazione che si vuole compiere prima di decidere cosa fare quando si è in possesso di un assegno circolare.

note

[1] Limite in vigore a partire dal 01.01.2016.

Autore immagine: Pixabay.com

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