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Lo sai che? Conto cointestato: di chi sono i soldi in caso di separazione?

Lo sai che? Pubblicato il 11 settembre 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 11 settembre 2017

Se i coniugi in separazione dei beni hanno un conto corrente cointestato non sempre il denaro depositato è di proprietà di entrambi

Se i coniugi in separazione dei beni hanno un conto corrente cointestato, sono cioè entrambi titolari del conto in banca, il denaro depositato si presume di proprietà di entrambi in parti uguali. Pertanto, una volta passata in giudicato la sentenza di  separazione, le somme presenti sul conto comune dovranno essere divise tra i coniugi nella misura del 50% ciascuno. Detta regola vale sempre e comunque o ci sono delle eccezioni? Di chi sono i soldi presenti nel conto bancario che marito e moglie avevano aperto insieme? Scopriamolo insieme.

Conto cointestato: i soldi sono di entrambi i coniugi

I soldi presenti in un conto corrente comune si presumono essere di proprietà di entrambi i coniugi. In caso di separazione, dunque, le somme presenti sul conto corrente che moglie e marito avevano aperto insieme dovranno essere divise e spetteranno per il 50% ad un coniuge e per la restante metà all’altro. Tale regola, però, non vale sempre e comunque. Essa, infatti, subisce delle importanti eccezioni. Vediamo quali.

Conto cointestato: quando i soldi sono di un solo coniuge

La contitolarità nella misura del 50% dei soldi presenti in conto corrente cointestato tra coniugi si presume, salvo prova contraria e cioè a meno che uno dei due riesca a dimostrare che il denaro versato, o parte dello stesso, sia di sua esclusiva proprietà [1]. Di conseguenza, se uno dei coniugi riesce a dimostrare che il saldo attivo del conto corrente cointestato derivi unicamente dai versamenti effettuati da lui stesso, il denaro dovrà considerarsi di sua esclusiva proprietà, con il risultato che l’altro coniuge non potrà avanzare alcun tipo di pretesa. Allo stesso modo, il coniuge che riesca a dimostrare che i titoli (come, ad esempio, i buoni ordinari del Tesoro) cointestati sono stati acquisiti unicamente con proprio denaro, avrà diritto di disporre dell’intero importo [2].
Al coniuge, quindi, è sempre data la possibilità di dimostrare che i soldi – sebbene  cointestati  – siano esclusivamente i suoi e che, pertanto, non dovranno essere divisi. In particolare, il coniuge  può superare la presunzione  di contitolarità delle somme esistenti sul conto corrente cointestato, provando la proprietà esclusiva con ogni mezzo. In tali casi, per scongiurare il pericolo che il coniuge cointestatario prelevi indebitamente delle somme di denaro dal conto corrente comune, l’altro coniuge, in attesa della sentenza di separazione, potrà chiedere al giudice il sequestro del conto.

Conto cointestato: i creditori dei coniugi

Nel caso di conto cointestato, i due coniugi continueranno ad essere debitori in solido nei confronti dei creditori e ciò a prescindere dall’effettiva proprietà dei soldi in esso presenti. Secondo la legge [3], infatti, nel caso in cui il conto sia intestato a più persone, con facoltà per le medesime di compiere operazioni anche separatamente, gli intestatari (nel caso di specie moglie e marito) sono considerati creditori o debitori in solido dei saldi del conto stesso.

Alla luce di quanto rappresentato, può sinteticamente dirsi che:

  • i soldi presenti in un conto corrente cointestato si considerano, fino a prova contraria, di entrambi i coniugi nella misura del 50% ciascuno;
  • è fatta comunque salva la possibilità per ognuno dei due coniugi di dimostrare che – in realtà – i soldi sono esclusivamente suoi (in tutto o in parte);
  • con riferimento ai rapporti con i terzi creditori, i coniugi sono sempre considerati creditori o debitori in solito del saldo del conto.

note

[1] Cfr. Cass. sent. n. 19115 del 06.11. 2012.

[2] Cfr. Cass. n. 4327 del 29.04.1999.

[3] Art. 1854 Cod. Civ.

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