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Le Guide Metodi di pagamento: la guida completa

Le Guide Pubblicato il 12 settembre 2017

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> Le Guide Pubblicato il 12 settembre 2017

Dal denaro contante alle varie carte di credito o di debito. Dal bonifico agli assegni. Cambiale, Ri.ba, Mav, Rav, F 24 e credito documentario. Tutto ciò che c’è da sapere

L’Italia, si sa, è il paese dei contanti. Ed infatti, nonostante le varie limitazioni, il metodo di pagamento sicuramente più diffuso è proprio il denaro contante. Esistono, però, moltissimi metodi di pagamento. Analizziamoli uno ad uno.

Denaro contante

Con riferimento al denaro contante, la legge [1] dispone che questo tipo di pagamento deve essere effettuato:

  • con moneta avente corso legale nello Stato al tempo del pagamento: quindi, per esempio, può essere legittimamente rifiutato in Italia un pagamento effettuato in dollari.
  • per il suo valore nominale: il principio nominalistico comporta che il pagamento dev’essere eseguito con la stessa quantità di denaro prevista nel momento in cui l’obbligazione è sorta. Ad esempio, se il 1° gennaio 2010 Tizio ha comprato un bene e si è obbligato a pagare 1000 in data 31 dicembre 2017, dovrà  – in quella data – adempiere pagando esattamente 1000 [2].

Inoltre, se la somma dovuta era determinata in una moneta che non ha più corso legale al tempo del pagamento (il classico esempio è: lira contro euro), questo deve farsi in moneta legale ragguagliata per valore alla prima.

Pagare cash, però, non è sempre possibile. Ed infatti, il trasferimento di denaro contante, effettuato a qualsiasi titolo, è vietato per un importo pari o superiore a 3mila euro [3]. Attenzione: il divieto vale anche in caso di trasferimento di denaro effettuato con più pagamenti inferiori alla soglia di 3mila euro, ma che appaiono artificiosamente frazionati proprio al fine di eludere il divieto. Al di sopra dei 3mila euro, quindi, non si potrà più mettere mani al portafoglio dei contanti. Il divieto del trasferimento di denaro contante ha certamente il fine di combattere l’evasione fiscale (i pagamenti in nero, per intenderci) incentivando i mezzi di pagamento tracciabili. Vediamo, dunque, quali sono gli altri mezzi di pagamento.

Carta di credito

Chi è titolare di una carta di credito può acquistare beni e servizi sia presso gli esercizi commerciali convenzionati (ad esempio negozi e supermercati) sia on-line. Ogni carta ha un limite di utilizzo (c.d. massimale) che è quello stabilito dalla banca al momento dell’emissione (di solito è previsto sia un massimale mensile che un massimale giornaliero). Limite che potrà essere modificato su richiesta del cliente, previa approvazione della banca.

Attenzione: per poter chiedere e ottenere la carta di credito, l’utente dovrà già essere titolare di un conto corrente presso la banca in cui effettua la richiesta.

Quando si preleva da una carta di credito, l’addebito della somma sul conto corrente avviene, generalmente, il mese successivo a quello in cui l’operazione di pagamento è stata effettuata.

Carta di debito o carta prepagata

La carta di debito (detta anche carta prepagata) è una carta di pagamento il cui titolare deve versare in anticipo (ad esempio attraverso il deposito di denaro contante) l’importo che utilizzerà successivamente.

Per ottenerla non è necessario possedere un conto corrente. Le carte prepagate, infatti, differiscono dalle carte bancomat e dalle carte di credito proprio per il fatto che non sono collegate ad un conto corrente e addebitano il pagamento immediatamente. Gli esempi più comuni di carte di debito sono la Postepay e la carta prepagata Paypal. La Postepay ha un costo iniziale di 5 euro, un plafond di oltre mille euro e prevede anche un costo di ricarica pari a un euro. La carta prepagata Paypal presenta una serie di sconti per chi ne fa un uso intensivo: se si ricarica di importi che superano i 400 euro e fino a 10mila euro, oppure se si trasferiscono soldi dal conto Paypal, i costi di ricarica sono assenti.

La carta può essere ricaricata (delle somme necessarie) presso strutture convenzionate con l’emittente. Il limite di utilizzo coincide con l’importo massimo caricabile sulla carta, che è diverso a seconda del tipo di carta prepagata.

Bancomat o carta di debito

Per ottenere il bancomat o la c.d. carta di debito, l’utente deve essere titolare di un conto corrente presso la banca in cui effettua la richiesta. A differenza della carta di credito, la data di addebito sul conto corrente dell’importo corrispondente al pagamento effettuato avviene contestualmente al pagamento stesso: è necessario quindi che l’utente effettui tali operazioni solo in presenza di un budget corrispondente sul proprio conto corrente. Ogni bancomat ha un limite di utilizzo giornaliero e mensile concordato con la banca al momento dell’emissione: esso è modificabile su richiesta del cliente a seconda delle esigenze, previa approvazione della banca stessa.

Il c.d. bonifico

Chi vuole pagare tramite bonifico bancario dovrà “ordinare” alla banca di trasferire una determinata somma di denaro sul conto corrente del beneficiario.

L’ordinante (chi, cioè, effettua il pagamento) di solito è titolare di un conto corrente presso la banca in cui dispone il bonifico. La titolarità del conto, tuttavia, non è obbligatoria:  chi vuole effettuare un bonifico potrà anche recarsi presso uno sportello bancario e presentare direttamente la somma di denaro che intende “bonificare”. Il bonifico, infatti, può essere fatto allo sportello bancario o telematicamente usufruendo dei servizi di home banking.

Assegni

Esistono diverse tipologie di assegni, quali:

  • assegno bancario;
  • assegno circolare;
  • assegno postale.

Esaminiamole.

Assegno bancario

L’assegno bancario è un titolo di credito. Chi intende utilizzare detta tipologia di pagamento (ovverosia il c.d. traente) deve ordinare alla propria banca (c.d. trattaria) di pagare una determinata somma di denaro nei confronti di un determinato soggetto (il c.d. prenditore). Esso, inoltre, è pagabile a vista (che vuol dire che la banca lo pagherà all’atto della presentazione). Come accennato, l’assegno bancario deve essere “destinato” ad una persona determinata. Tuttavia, se inferiore a mille euro, può essere anche al portatore e trasferibile, cioè circolare tra vari prenditori.

Assegno circolare

L’assegno circolare è un titolo di credito emesso da una banca per somme disponibili al momento dell’emissione. Si tratta, dunque, di un metodo di pagamento che garantisce molta certezza nei confronti del suo destinatario. Questo perché per poter richiedere l’emissione di un assegno circolare, il richiedente dovrà prima versare il corrispondente denaro alla banca che lo emetterà (o avere la corrispondente “liquidità” sul proprio conto corrente). Con l’assegno circolare, infatti, la banca promette incondizionatamente di pagare a vista una somma di denaro al suo possessore. Se di importo pari o superiore a mille euro deve riportare l’indicazione di “non trasferibile”, se di importo inferiore il cliente può chiedere alla banca che sia emesso senza questa clausola.

Per l’emissione di un valido assegno circolare, la legge richiede espressamente e a pena di nullità il rispetto di una serie di indicazioni. In particolare è fondamentale che l’assegno riporti i seguenti dati:

  • la denominazione di assegno circolare;
  • la promessa/garanzia dell’ente di pagare la somma riportata sul titolo al momento dell’incasso dell’assegno da parte del beneficiario;
  • il nome/ragione sociale del beneficiario;
  • la data e il luogo di emissione;
  • la firma dell’ente che emette l’assegno circolare.

Per maggiori approfondimenti leggi anche: Assegno circolare: dove e come?

Assegno postale

Un assegno postale è un titolo di credito con le stesse caratteristiche di un assegno bancario. Poste Italiane infatti, non è solo una società di spedizioni, ma anche un intermediario finanziario che offre alla sua clientela possibilità in ordine all’apertura e alla disponibilità di specifici conti correnti. Ai titolari di conto corrente poi, Poste Italiane consegna un classico libretto di assegni, non trasferibile.

L’assegno postale può essere di due tipologie:

  • assegno postale ordinario, che è come un assegno bancario ordinario: non c’è, quindi, la certezza che sia coperto;
  • assegno postale vidimato: assicura maggiori garanzie, corrispondendo infatti alla figura dell’assegno bancario circolare. Esso, però, ha una validità limitata a soli due mesi dalla data di emissione (contrariamente dai classici assegni) e può essere incassato su qualsiasi altri conti bancari o postali (a differenza dell’assegno postale ordinario, che può essere tratto solo su un conto corrente postale).

Cambiale 

Si tratta di un titolo di credito che contiene l’ordine o la promessa incondizionata di pagare a una determinata persona una certa somma nel tempo e nel luogo indicati nel titolo. Tale strumento di pagamento consente a chi lo emette di differire il pagamento di una somma dovuta e permette al creditore-prenditore del titolo di trasferirlo mediante girata o di procurarsi la disponibilità immediata del credito scontandolo presso una banca. La cambiale ha una particolare efficacia probatoria: in caso di mancato pagamento alla scadenza, il creditore-prenditore di una cambiale può agire in via esecutiva sul patrimonio del c.d. debitore cambiario.

La ricevuta bancaria (c.d. Ri.ba.)


Con la ricevuta bacaria (c.d. Ri.ba) il creditore comunica, anche on line, alla banca i dati relativi ai suoi crediti tramite il modulo Ri.Ba. e le conferisce un mandato per l’incasso. La banca del creditore, quindi, invia la disposizione di pagamento alla banca del debitore che, a sua volta, invia un avviso di pagamento a quest’ultimo.
Si tratta di un metodo di pagamento che consente al creditore di incassare anche più crediti, di importo rilevante. La ricevuta bancaria, però, non è un titolo di credito: in caso di inadempimento, dunque, non costituisce un titolo esecutivo.

Mav e Rav

Il Mav (pagamento mediante avviso) è utilizzato per il pagamento di somme frazionate a favore di enti pubblici, condomini, società finanziarie che gestiscono crediti al consumo. Si tratta, in sostanza, di un bollettino prestampato, con un codice identificativo, emesso – per un importo predeterminato – con il seguente procedimento:

  • il creditore comunica alla propria banca la lista dei suoi crediti;
  • la banca invia gli avvisi di pagamento e i relativi bollettini ai debitori, invitandoli a pagare entro una certa data;
  • i debitori pagano presso gli sportelli bancari, i concessionari autorizzati (ad esempio le tabaccherie), oppure on line.

Il pagamento del Mav è gratuito sia allo sportello bancario sia tramite altri canali, anche telematici, messi a disposizione dalle banche. Tuttavia, se eseguito presso Poste italiane comporta il pagamento di una commissione.

Il Rav (ruoli mediante avviso) è un bollettino utilizzato dai concessionari incaricati alla riscossione di somme iscritte a ruolo, come ad esempio tasse sulle concessioni governative, sulla nettezza urbana, iscrizione agli albi professionali. Le commissioni per il pagamento del Rav variano in base agli accordi degli istituti bancari o postali.

Modello F 24

Come noto, il modello F24 consente di pagare la maggioranza di imposte, tasse e contributi previdenziali. Per tutti gli approfondimenti si può consultare il sito www.agenziaentrate.gov.it nella sezione Cosa devi fare → Versare → F24 → Scheda Informativa → Come effettuare i versamenti.

Credito documentario

Il c.d. credito documentario è un metodo di pagamento molto diffuso nella prassi degli scambi e dei contratti internazionali. Si tratta dell’impegno scritto di una banca (emittente) emesso per ordine di un compratore (ordinante) a favore di un venditore (beneficiario) a pagare (a vista o in maniera differita) a seguito del ritiro di determinati documenti.

Il pagamento si articola nelle seguenti fasi:

  • l’ordinante (acquirente o importatore di un bene o di un servizio) presenta alla sua banca la domanda di apertura di un credito documentario;
  • la banca emittente (banca dell’ordinante), apre il credito documentario e assume l’impegno di effettuare il pagamento in favore del venditore beneficiario;
  • la banca avvisante (banca del venditore o esportatore) conferma al suo cliente l’apertura del credito documentario e riceve dal venditore i documenti (ad esempio i documenti di imbarco o spedizione della merce, i documenti assicurativi, le fatture commerciali, i certificati d’origine, i certificati di peso o di qualità) per la verifica e la trasmissione alla banca emittente;
  • il beneficiario (venditore o esportatore), responsabile della fornitura della merce o del servizio e della presentazione dei documenti relativi al credito documentario, se tutto è regolare, riceve il pagamento.

 

note

[1] Art. 1277 Cod.Civ.

[2] Il principio nominalistico si applica alle obbligazioni di valuta (il cui oggetto è il denaro sin da quando nascono: ad esempio l’obbligazione di pagare il prezzo di un bene compravenduto) ma non alle obbligazioni di valore (in cui il denaro è sostitutivo di una prestazione in origine diversa: ad esempio il risarcimento per un illecito c.d. aquiliano). Nel caso in cui si debba restituire una somma di denaro si applicherà la disciplina degli interessi.

[3] Fino al 31 dicembre 2015 il trasferimento di denaro contante era vietato per importi pari o superiori a 1.000 euro.

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