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Lo sai che? Quando il fisco deve risarcire i contribuenti

Lo sai che? Pubblicato il 26 settembre 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 26 settembre 2017

Il fisco è tenuto a risarcire i contribuenti per i danni da lite temeraria se la causa è avviata in assenza di presupposti

Anche il fisco può essere condannato per responsabilità aggravata se insiste ingiustificatamente nell’azione di riscossione nei confronti di un contribuente. Ed infatti, alcuni giorni fa, la Corte di Cassazione [1] ha condannato Equitalia (ora Agenzia Entrate Riscossione) a risarcire la somma di 15mila euro, oltre 8mila euro di spese legali, nei confronti di un cittadino. Vediamo perché. Tuttavia, prima di comprendere quando il fisco deve risarcire i contribuenti, chiariamo alcuni concetti utili alla questione. 

Responsabilità per lite temeraria

Prima di cominciare una causa è necessario valutare la fondatezza della stessa. Non si può avviare un processo e “portare una causa in Tribunale” in carenza di presupposti e senza avere ragione alcuna. Si spenderebbero, altrimenti, “energie” inutili che andrebbero solo ad ingolfare ulteriormente la macchina giudiziaria. Inoltre, i processi – anche quelli infondati – coinvolgono sempre una controparte, che si vedrebbe dunque costretta  a sborsare ingiustamente delle somme per resistere in giudizio.  Il nostro ordinamento punisce severamente chi “porta avanti” una causa in assenza di qualsivoglia ragione. Ed infatti, chi agisce in giudizio con mala fede o colpa grave può essere condannato oltre che alle spese, anche al risarcimento dei danni da cosiddetta lite temeraria [2]. Quanto detto, vale anche per il fisco. Dunque, se  l’Agenzia Entrate Riscossione avvia una causa infondata sarà tenuta a risarcire tutti i danni cagionati al contribuente.

Lite fiscale: i danni del contribuente

In caso di lite fiscale infondata, il contribuente avrà diritto ad un triplice risarcimento. In particolare, spetterà al contribuente:

  • il risarcimento del danno patrimoniale: la refusione, dunque, di tutte le spese e di tutti i danni economici subiti a causa della lite fiscale;
  • il risarcimento dei danni non patrimoniali: conseguenti ai disagi psicologici subiti;
  • il risarcimento del danno da cosiddetta lite temeraria: al riguardo la legge [2] stabilisce che se il giudice accerta l’inesistenza del diritto per cui è stato eseguito un provvedimento, condanna  – su istanza della parte danneggiata – l’attore o il creditore procedente al risarcimento dei danni.

Condannata Equitalia per responsabilità aggravata

Come anticipato, Equitalia è stata condannata  – proprio per i motivi descritti sopra – alla refusione, nei confronti del contribuente, di un danno non patrimoniale pari a 15mila euro, oltre 8mila euro di spese legali. Nel caso di specie, la pretesa impositiva temeraria da parte del fisco è scaturita:

  • dalla mancata considerazione della regolare pratica di condono, conclusa diversi anni prima;
  • dalla mancata considerazione dello sgravio operato con 5 anni di ritardo e a giudizio avviato;
  • dall’iscrizione ipotecaria su notifica di una cartella inesistente;
  • dall’omessa cancellazione dell’iscrizione ipotecaria anzidetta. 

Lite fiscale temeraria: chi decide?

Nella decisione in commento, la Corte di Cassazione  ha avuto modo di precisare anche un ulteriore dato fondamentale: in questi casi, competente a decidere sul risarcimento del danno sarà proprio il giudice tributario. Il che non è una cosa da sottovalutare. Nella pratica, ciò significa che il contribuente che vuole ottenere la refusione dei danni subiti a causa di una pretesa ingiusta da parte del fisco non dovrà avviare un altro separato giudizio, con tutta la perdita di tempo e di denaro che questo comporterebbe. Al contrario, a decidere in ordine al risarcimento del danno sarà lo stesso giudice tributario che ha accertato l’errore del fisco, “colpevole” di aver avviato una causa infondata.

Nella pronuncia in commento si legge, infatti, che il giudice tributario può conoscere anche la domanda di risarcimento proposta dal contribuente a causa della lite temeraria avviata dal fisco, potendo, altresì, liquidare i danni in favore del contribuente “vittima” di una pretesa ingiusta da parte dell’amministrazione finanziaria.

 

 

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1 Commento

  1. Mi fa molto piacere che un Giudice è riuscito a condannare l’ ADER. Non tutti i Giudici sono uguali, dipende da chi trovi!!!
    I Giudici sono delle persone, e come tutte le persone il loro giudizio è soggettivo.
    Questo è lo sbaglio “MASTODONTICO” che esiste in Italia, dove tutti i Giudici interpretano a modo loro le varie sentenze o giudizi!!!!
    Dovrebbero uniformarsi tutti, visto che anche tra di loro si contraddicono su molti aspetti giudiziali e sentenze.

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