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Lo sai che? Connessione Adsl lenta: si può recedere senza penali?

Lo sai che? Pubblicato il 28 giugno 2018

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> Lo sai che? Pubblicato il 28 giugno 2018

Se la connessione a internet è più lenta di quanto previsto in contratto o di quanto pubblicizzato, si può recedere dal contratto senza penali

Ormai senza internet non si può fare nulla. Si può dire che ciascuno di noi trascorre gran parte della propria vita on line. E ciò non solo per essere informati su tutto o – come spesso avviene – per socializzare con amici lontani e vicini. Internet è diventato uno strumento vitale anche per lavorare. Avere, dunque, una connessione lenta o che non funzioni come dovrebbe è spesso fonte di disagi seri e di condizionamenti  talvolta insopportabili. Cosa fare, quindi,  se la connessione Adsl non funziona? Come ci si deve comportare se la connessione a internet è lenta e non fornisce la velocità garantita nel contratto? Si può recedere dal contratto Adsl a causa della connessione lenta? Ci sono penali da pagare se si recede dal contratto in caso di lentezza della navigazione?

Si tratta purtroppo di un’esperienza fin troppo comune e davvero insopportabile: pagare per un servizio che poi si rivela non all’altezza. Non solo delle proprie aspettative, ma anche di quello che ci avevano promesso. Ed infatti, se la società telefonica ha promesso una determinata velocità di navigazione per il tramite di una  pubblicità trasmessa in tv, alla radio o pubblicata su giornali e depliant e tali standard di navigazione sono stati poi ribaditi al momento della firma del contratto, la velocità “promessa” deve essere necessariamente garantita al cliente. Non ci sono “scuse” che tengono. Al contrario, quando si riesce a contattare un operatore (talvolta dopo diversi tentativi che spazientirebbero chiunque) per lamentare la scarsa velocità di navigazione internet, spesso ci si sente rispondere proprio con delle scuse: rallentamenti dovuti all’eccesso di traffico, colpa dell’elevato numero di utenze nella zona, ecc. Non è raro, poi, che l’operatore cerchi di far credere che è l’utente a non essere in grado di far funzionare le cose e che alla compagnia telefonica risulta una velocità di navigazione senza problemi.

Ora, chi si sente “lievemente preso in giro” potrebbe non avere tutti i torti. Tuttavia, se la parola dell’operatore non ispira particolare fiducia, è bene sapere che esistono moltissimi strumenti per misurare la velocità della propria navigazione e verificare se la stessa sia realmente troppo lenta rispetto agli standard garantiti. Uno di questi strumenti si chiama Nemesys. Si tratta di un software scaricabile gratuitamente e messo a disposizione dalla stessa AgCom (Autorità per le garanzie nelle comunicazioni). Le misurazioni fatte con Nemesys sono certificate da un report pdf con il quale si può chiedere all’operatore il ripristino della velocità prevista dal contratto senza costi aggiuntivi per il cliente.

Ma cosa fare una volta verificata l’effettiva velocità di navigazione e una volta verificato che non corrisponde al minimo garantito sul contratto firmato? La risposta è semplice. Si può recedere dal contratto. Attenzione il recesso non prevede alcun costo per il cliente insoddisfatto, il quale non dovrà pagare alcuna penale. Una volta inviata la lettera di disdetta, quindi, si può smettere di pagare le bollette. Analogo discorso è valido anche se nel contratto sottoscritto non vi è alcun riferimento a quale debba essere la velocità minima garantita. Anche in questo caso, infatti, se non si è soddisfatti del servizio fornito, si può recedere dal contratto senza penali.

Adsl lenta: come chiedere il rimborso?

Ma non è tutto: in caso di Adsl non funzionante o di connessione lenta è possibile anche chiedere un rimborso. Sul punto, inoltre, segnaliamo ai nostri lettori che, con una recente sentenza, è stato riconosciuto non solo il danno patrimoniale, ma anche il danno esistenziale. Leggi in proposito: Adsl non funziona: spetta il risarcimento del danno esistenziale.

Ciò posto, procediamo con ordine e vediamo come chiedere il rimborso in caso di adsl non funzionante.

Prima di chiedere il rimborso per l’Adsl non funzionante è necessario presentare un formale richiamo all’operatore telefonico via telefono, via fax o email. Entro 45 giorni il cliente ha diritto ad un riscontro da parte della compagnia telefonica. Se la risposta non arriva entro i tempi stabiliti si potrà avviare una procedura di contestazione per chiedere il rimborso. Questa procedura è gratuita e fattibile in prima persona dal cliente senza bisogno di un avvocato. In particolare, per la domanda di rimborso ci si deve rivolgere all’Autorità garante per le Comunicazioni (l’Agcom). Dunque, sarà l’Agcom, che accogliendo il ricorso, dovrà stabilire il rimborso per l’Adsl non funzionante o lo storno degli importi dovuti o, ancora, in base ai diversi casi, un indennizzo o un rimborso spese.

Adsl lenta: il risarcimento del danno

In alcuni casi, poi, il rimborso potrebbe manifestarsi del tutto insufficiente al fine di compensare il grave danno subito. Si pensi ad un’azienda con utenza Adsl Business: privarla di internet e, dunque, di una connessione significherebbe isolarla dal mondo, pregiudicarla nello svolgimento delle relazioni sociali e danneggiarla nella propria immagine e capacità di relazione. Ed infatti, se non avere una connessione funzionante è già grave per le utenze domestiche, figuriamoci cosa possa significare per chi con internet ci conclude affari di lavoro. Ebbene, in questi casi, oltre alla compensazione patrimoniale, scatta in automatico anche il risarcimento per il danno esistenziale subito.

Ma non è tutto: il danno esistenziale, in questi casi, va risarcito anche se non risulta provato nel suo importo e nel suo ammontare. Come detto, infatti, il risarcimento è automatico o, per dirla in termini più giuridici, è in re ipsa. Ad affermarlo è stato il Giudice di Pace di Grosseto con una recente sentenza [1] che, in sostanza, ha statuito che oltre al danno patrimoniale deve essere liquidato il danno esistenziale, vale a dire il  turbamento ingenerato nell’utente in seguito al mancato funzionamento della linea Adsl, dovendosi ritenere che dalla disattivazione del servizio consegua automaticamente un effetto pregiudizievole nello svolgimento di relazioni sociali, essendo impedita o quanto meno resa difficile l’attività professionale dell’utente, il quale risulta pregiudicato nell’immagine e nella capacità di relazione.

note

[1] Giudice di Pace di Grosseto, sent. n. 75/2017 del 18.12.2017 (Magistrato onorario Vincenzo Colantuoni Romagnoli).

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1 Commento

  1. Da circa un anno ho un disservizio da parte di Telecom, ogni mese faccio 3 – 4 reclami ma fino ad oggi non si trovano soluzioni, funziona internet circa 4-5 ore al giorno quando va bene, abbiamo un modem che dovrebbe permetterci con i cellulari di non sprecare i giga,
    fatto presente di questo, ma sembra che i tecnici non trovano soluzioni dicono che le linee sono sature e non sanno cosa fare.

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