HOME Articoli

Lo sai che? Cos’è il controllo giudiziario delle aziende?

Lo sai che? Pubblicato il 7 ottobre 2017

Articolo di

> Lo sai che? Pubblicato il 7 ottobre 2017

Il controllo giudiziario è volto ad estirpare il pericolo di infiltrazioni mafiose all’interno delle aziende

Dal 27 settembre 2017 il Nuovo Codice Antimafia è legge dello Stato. Il nuovo Codice, che sostituisce quello del 2011, stabilisce le norme della lotta alla mafia in Italia. Tra le tante novità apportate dalla nuova legge particolare menzione merita l’introduzione del procedimento di controllo giudiziario delle aziende. Cos’è il controllo giudiziario delle aziende? Qual è il suo scopo? Come funziona? Vediamolo insieme. 

Cos’è il controllo giudiziario delle aziende?

Il procedimento di controllo giudiziario delle aziende è volto non solo a combattere, ma soprattutto a prevenire le infiltrazioni mafiose nelle aziende. Si tratta, dunque, di un intervento di vigilanza prescrittiva, meno invasivo rispetto all’amministrazione giudiziaria dell’azienda. Ed infatti, il controllo giudiziario non determina lo spossessamento della gestione dell’azienda e può anche essere chiesto volontariamente dall’impresa. 

Controllo giudiziario delle aziende: presupposti

Il controllo giudiziario delle aziende si applica in luogo dell’amministrazione giudiziaria quando sussistono circostanze di fatto dalle quali si possa desumere il pericolo concreto di infiltrazioni mafiose all’interno dell’attività di impresa, ma non si tratta (o non si tratta ancora) di un’infiltrazione “radicata”. In altri termini, si applica il controllo giudiziario quanto le “forze mafiose” agevolino o abbiano agevolato l’attività delle persone preposte all’esercizio di impresa solo “in via occasionale”. 

Controllo giudiziario delle aziende: come funziona

Se c’è un pericolo di infiltrazioni mafiose, il Tribunale può nominare un commissario con il compito di monitorare che siano adempiute le prescrizioni dell’autorità giudiziaria volte ad estirpare l’attività criminosa, onde evitare che essa si radichi nell’attività di impresa. Al fine di garantire trasparenza negli incarichi ed evitare quelli “ad personam“, è previsto che gli organi preposti al controllo giudiziario dovranno essere scelti tra gli iscritti all’apposito albo e secondo regole che assicurino la rotazione degli incarichi, evitando così il fenomeno “parentopoli”. Sarà un apposito Decreto Ministeriale ad individuare i criteri di nomina, che non potranno prevedere il cumulo di più di tre incarichi in capo allo stesso professionista. Il controllo giudiziario ha una durata minima di un anno e massima di tre anni.

La misura cessa:

  • per scadenza del termine (la durata massima è di tre anni);
  • se ricorrono i presupposti della “più gravosa” misura dell’amministrazione giudiziaria;
  • in caso di accertamento della violazione di una o più prescrizioni che, invece, dovevano essere rispettate dell’azienda;
  • in caso di revoca del provvedimento di controllo giudiziario proposta dal titolare dell’azienda. Ricordiamo, infatti, che il controllo giudiziario può essere chiesto anche volontariamente dalle imprese.

note

Autore immagine: Pixabay.com

Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter.
Scarica L’articolo in PDF

ARTICOLI CORRELATI

2 Commenti

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


CERCA CODICI ANNOTATI