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Lo sai che? Quando scatta il controllo giudiziario dell’azienda?

Lo sai che? Pubblicato il 9 ottobre 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 9 ottobre 2017

Con il rischio di infiltrazioni mafiose scatta il controllo giudiziario delle aziende

Con l’emanazione del nuovo Codice Antimafia si intende rendere più veloce la confisca dei beni, migliorare il controllo sulle infiltrazioni mafiose nelle aziende, rendere più trasparente la selezione degli amministratori giudiziari dei beni confiscati e tutelare maggiormente i posti di lavoro nelle aziende sequestrate. La nuova previsione normativa, dunque, mira a tutelare la sopravvivenza delle aziende nei casi in cui siano bersaglio di attività mafiose o in ogni caso corruttive, attraverso la previsione di un controllo giudiziario che dura da un minimo di un anno ad un massimo di tre. Infatti, se vi è il pericolo di infiltrazioni mafiose, il tribunale può nominare un commissario giudiziale col compito di monitorare che siano adempiute tutte le prescrizioni dell’autorità giudiziaria per arginare l’attività illecita.  Il controllo giudiziario, oltre che disposto d’ufficio dal giudice può anche essere richiesto volontariamente dall’interessato. La particolarità sta nel fatto che il controllo giudiziale previsto dal nuovo codice antimafia non determina lo spossessamento della gestione d’impresa, ma rappresenta un intervento di vigilanza meno invasivo rispetto all’amministrazione giudiziaria dell’azienda prevista dal Codice del 2011.

In quali circostanze si applica?

Il controllo giudiziario delle aziende si applica nei casi in cui vi è il fondato pericolo di infiltrazioni mafiose nell’azienda. In sostanza non serve che l’attività mafiosa abbia solide basi all’interno dell’impresa, ma è sufficiente che sussista un pericolo concreto dell’infiltrazione mafiosa nelle sue attività e nei suoi affari.

Nomina dell’amministratore giudiziario

Tra gli obiettivi del nuovo codice antimafia vi è quello di rendere più trasparente la nomina degli amministratori giudiziari.  A tal proposito, infatti, l’amministratore giudiziario di beni immobili sequestrati deve essere scelto tra gli iscritti nell’apposito albo secondo precisi criteri di trasparenza, nel rispetto del principio di rotazione degli incarichi e di corrispondenza tra i profili professionali dell’incaricato e la natura e l’entità dei beni.

Quando cessa il controllo giudiziario?

Il controllo cautelare dei beni dell’azienda può cessare per diverse ragioni: in primo luogo per scadenza del termine della misura stessa oppure in caso di accertamento della ricorrenza dei presupposti per l’applicazione della più grave misura dell’amministrazione giudiziaria. Il controllo cessa altresì per revoca del provvedimento di controllo giudiziario proposta dal titolare dell’azienda.

Differenze con l’amministrazione giudiziaria

Il controllo giudiziario delle aziende deve esser tenuto distinto dalla più grave misura dell’amministrazione giudiziaria dell’azienda. Questa, infatti, si verifica quando nel corso di un procedimento penale viene disposto il sequestro di patrimoni, aziende, titoli, conti correnti, mobili ed immobili di cui è consentita anche la confisca. In tale ipotesi, al fine di assicurare la custodia, la conservazione e l’amministrazione dei beni, nonché per assicurare la continuità del ciclo produttivo ed i livelli occupazionali, il giudice procede alla nomina di un amministratore di indubbie esperienza e professionalità affinché provveda agli atti di ordinaria amministrazione funzionali all’attività economica dell’azienda.

 

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