HOME Articoli

Lo sai che? In arrivo la tassa per comprare frutta e verdure

Lo sai che? Pubblicato il 10 ottobre 2017

Articolo di

> Lo sai che? Pubblicato il 10 ottobre 2017

Dal 1 gennaio 2018 si dovrà pagare una tassa anche sui sacchetti trasparenti dove si infilano frutta e verdure. Multe per i negozi che non si adeguano

Quanto a tasse, nel mondo, non ci invidia davvero nessuno. Qualsiasi cosa si voglia fare in Italia, c’è sempre dietro una qualche tassa o imposta da pagare. È vero, per respirare non si pagano tasse, ciononostante il Fisco ci insegue proprio “fino alla morte”. Ed infatti, è  attualmente all’esame del Senato un disegno di legge sulla disciplina delle attività funerarie, volto all’introduzione della “macabra” tassa sulla morte. Per approfondimenti sul punto leggi: In arrivo la macabra “tassa sulla morte”. Si era pensato addirittura di introdurre una tassa sull’ombra. Non è uno scherzo: avete capito bene, proprio sull’ombra, quella proiettata sul suolo pubblico dalle insegne e dalla cartellonistica di negozi e attività commerciali. Ma le sorprese non sono finite qui. Da gennaio 2018, si dovrà mettere mano al portafoglio anche per pagare i sacchetti della spesa. Attenzione: non quelli disponibili alle casse dei vari supermercati, che il più delle volte vengono già fatti pagare. Stiamo parlando di una cosa diversa e cioè dei sacchetti trasparenti ed ultraleggeri dove si infilano frutta e verdure per poi pesarli, ritirare lo scontrino, incollarlo sul sacchetto e recarsi alla cassa. Si tratta di un nuovo balzello introdotto dal cosiddetto decreto Mezzogiorno [1]

La tassa sui sacchetti ultraleggeri per l’ortofrutta

Dal 1 gennaio 2018 si dovranno pagare i sacchetti trasparenti ed ultraleggeri. La spesa, in concreto, non sarà eccessiva.  I consumatori però saranno comunque costretti a svuotare ulteriormente le proprie tasche per rimpinguare le casse dell’amministrazione finanziaria. Si tratterà di pochi centesimi a sacchetto, l’ipotesi è di 10 centesimi l’uno. Ma considerando che per ogni tipo di frutta e ortaggio occorrerà utilizzare un singolo sacchetto, in quanto i diversi prodotti hanno ovviamente prezzi differenti, si capisce subito quali potenzialità di introito ha il nuovo tributo.  Quindi, se si vuole riempire il frigorifero con mele, pomodori, patate, insalata e carote occorreranno cinque sacchetti e il consumatore pagherà cinque volte. Dunque, anche se si tratta di spiccioli, rimane il fatto che bisognerà mettere mano al portafoglio e poiché si tratta di consumo alimentare la spesa sarà inevitabile. Ognuno di noi, dunque, lascerà qualche euro in più rispetto ad oggi per la propria spesa, con i “migliori ringraziamenti” da parte del Ministro delle Finanze. Ciò in quanto, il ricavato è incassato dal supermercato o dal negozio, ma poi finirà in parte allo Stato sotto forma di Iva e di imposta sul reddito.

La tassa sui sacchetti e gli imprenditori del settore

Rivolgendosi agli imprenditori del settore, la legge che entrerà in vigore tra circa tre mesi precisa che le nuove buste non potranno essere distribuite gratuitamente e il prezzo di vendita dovrà risultare dallo scontrino o dalla fattura di acquisto delle merci. La nuova normativa è molto severa e prevede per il punto-vendita che non si adegui multe che partono da 2.500 euro e arrivano a 100mila nel caso in cui la violazione dovesse riguardare un ingente quantitativo di consumatori.

Addio alle vecchie buste

Per chi fa la spesa sarà vietato, per motivi di igiene, portarsi le buste “da casa” e ben presto le vecchie buste già presenti nei supermercati non potranno essere più utilizzate. Infatti, in accordo con l’Unione Europea, il Ministero dell’Ambiente ha emanato delle direttive secondo le quali dal 1 gennaio 2018 potranno essere utilizzati solamente sacchetti con un contenuto di materiale biodegradabile non inferiore al 40%. Percentuale che salirà fino al 60% nel 2021. Tutto ciò, se visto in un ottica ambientale è lodevole ed encomiabile, ma influirà inevitabilmente  sui costi di produzione dei sacchetti, che aumentando andranno ad incidere negativamente sulle nostre tasche e positivamente per quelle dello Stato.

note

[1] D.l. n. 91 del 20.06.2017 conv. dalla l. n. 123 del 03.08.2017 (in G.U. 12.08.2017 n. 188).

Autore immagine: Pixabay.com

Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter.
Scarica L’articolo in PDF

ARTICOLI CORRELATI

5 Commenti

  1. Mi chiedo a cosa può servire un sacchetto biodegradabile se poco dopo aver messo la spesa si rompe e non posso più riutilizzare. Aumento in breve tempo l indifferdnziata. Sarà la fine dei grandi centri di distribuzione, la spesa verrà fatta al mercato o in campagna dal contadino ed ognuno di noi si porterà la classica sacchetta di tela, profumata di fresco bucato, come facevano le nostre nonne.(le nostre nonne una volta svuotata la borsa in tela la lavavano per il giorno successivo).

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


CERCA CODICI ANNOTATI