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Lo sai che? Mail Ryanair, Amazon e Lidl: nessun buono, è una truffa

Lo sai che? Pubblicato il 11 ottobre 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 11 ottobre 2017

Dopo le notizie sulle cancellazioni dei voli della compagnia irlandese, in rete c’è chi ha pensato di realizzare una truffa. Mail false anche per Amazon e Lidl

La notizia della cancellazione dei voli Ryanair ha fatto il giro del mondo. Ne abbiamo parlato anche nel nostro articolo Ryanair cancella altri voli: previsti rimborsi e bonus

E così qualcuno ha pensato di utilizzare la nota vicenda della Ryanair per mettere su una vera e propria frode informatica. Infatti, in questi giorni, molti utenti stanno ricevendo delle comunicazioni – apparentemente provenienti dalla compagnia aerea – in cui gli vengono offerti dei buoni dal valore di mille euro a compensazione del disagio derivante dalle recenti cancellazioni. Nel messaggio mail si legge che l’obiettivo della azienda è quello di indennizzare i passeggeri per il disagio subito e fargli dimenticare i disservizi patiti. Il testo del messaggio, infatti, dice: «Gentile cliente, vogliamo provare a recuperare la fiducia dei nostri passeggeri dopo i problemi e le cancellazioni di questi giorni. Per questo motivo stiamo mettendo in palio decine di voucher da 1000 euro per volare con noi. Ti contattiamo proprio per questo, il tuo indirizzo email è stato selezionato tra i finalisti per un buono Raynair da 1.000 euro».

Peccato però che l’email in questione sia una vera e propria truffa. Niente voucher da mille euro insomma e niente voli gratuiti. Dello stesso tenore della finta offerta dei voli della compagnia Ryanair, si sono diffuse in rete altre comunicazioni riguardanti i buoni spesa Amazon o Lidl. Anche in questo caso si tratta di vere e proprie truffe: per verificarlo basta controllare i siti ufficiali delle società in questione per accorgersi che non esistono campagne promozionali di questo genere.

In questi casi, dunque, oltre a farsi guidare dal sempreverde canone del “buonsenso”, per cui difficilmente in rete si trova qualcuno che regali qualcosa, vi sono una serie di indici che possono consentire di riconoscere la truffa:

  • l’indirizzo email: generalmente l’estensione del dominio evidentemente diverso da quello ufficiale della compagnia deve far sorgere qualche sospetto;
  • il nome della compagnia: spesso sono presenti degli errori nella denominazione;
  • il testo della email: solitamente le espressioni ed il linguaggio utilizzati non sono tipici di una comunicazione ufficiale di una compagnia o di una società di un certo livello.

Tuttavia accade che spesso gli utenti non badino a questi segnali e, seguendo le istruzioni indicate nella comunicazione, clicchino e cadano nella trappola. Detto questo, in molti forse si staranno chiedendo quale possa essere la finalità di tali comunicazioni ed il vantaggio pratico che ne può trarre chi le invia. A questo interrogativo si può rispondere che il fine è semplice: l’obiettivo è entrare in possesso dei dati sensibili dei clienti. In buona sostanza con tale meccanismo si attua quella che viene definita tecnica del phishing.

Che cos’è il phishing?

Il phishing è un tipo di truffa informatica ideata con lo scopo appunto di rubare dati sensibili importanti come numeri di carta di credito, password e dati relativi al conto bancario. Attraverso il phishing, infatti, gli utenti vengono indotti a rivelare informazioni personali o finanziarie attraverso un’email o un sito web. Spesso anche attraverso messaggi provenienti da applicazioni come facebook. Generalmente un tentativo di phishing si realizza con la ricezione di un messaggio di posta elettronica, un link che appare ad esempio su un social network o un banner pubblicitario che si apre in qualche applicazione molto usata.  Ha l’aspetto di una comunicazione proveniente da una fonte attendibile, per esempio una banca o un amico. II messaggio invita l’utente a collegarsi a un sito graficamente molto simile a quello originale e a inserire alcune informazioni personali come, per esempio, il numero del proprio conto corrente o la password. Acquisite queste informazioni, poi, il truffatore si appropriarsi dell’identità di chi cade nel tranello cagionandogli spesso anche un rilevante danno economico.

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Autore Immagine: Pixabay.Com

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