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Lo sai che? Qual è il termine per accettare l’eredità?

Lo sai che? Pubblicato il 2 dicembre 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 2 dicembre 2017

Il diritto di accettare l’eredità si prescrive in 10 anni. Tuttavia, chi vi ha interesse può chiedere la fissazione di un termine più breve

Per diventare erede occorre che il chiamato alla successione dichiari di volerla accettare, oppure ponga in essere un comportamento che implichi una tacita volontà di accettare l’eredità [1]. La volontà di accettare l’eredità deve essere manifestata espressamente o tacitamente entro un determinato termine. Vediamo cosa prevede la legge al riguardo e qual è, dunque,  il termine per accettare o rifiutare l’eredità? Tuttavia, prima di vedere entro quanto tempo si può accettare l’eredità, chiariamo alcuni concetti di preliminare importanza.

Come si accetta l’eredità

Come anticipato, l’accettazione dell’eredità può essere espressa o tacita.

L’accettazione espressa è contenuta in un atto pubblico o in una scrittura privata in cui il chiamato all’eredità dichiara di accettare l’eredità e assume il titolo di erede. L’accettazione dell’eredità non può essere sottoposta a condizione o a termine. Inoltre essa non può essere parziale: il chiamato all’eredità non può accettare solo parte dell’eredità; può però accettarla con beneficio di inventario. L’accettazione espressa, dunque, può essere pura e semplice, oppure con beneficio d’inventario. L’accettazione con beneficio di inventario consente di evitare la fusione tra il patrimonio ereditato e quello personale dell’erede, con la conseguenza che l’erede risponde degli eventuali debiti del defunto nei limiti del valore dei beni ricevuti in successione. Se, invece, l’eredità viene accettata in modo puro e semplice, il patrimonio del defunto e quello dell’erede si confondono e l’erede risponde, senza limiti, dei debiti ereditari.

L’accettazione tacita si ha quando il chiamato all’eredità compie un atto che presuppone necessariamente la sua volontà di accettare e che non avrebbe il diritto, né motivo di porre in essere se non nella qualità di erede. Ad esempio, sono atti di accettazione tacita dell’eredità: la cessione di beni ereditati o altri atti di disposizione degli stessi, l’avvio di una causa per la divisione giudiziale dell’eredità, l’utilizzo di denaro ereditato.

Come si rinuncia all’eredità

La rinuncia all’eredità va fatta espressamente con un’apposita dichiarazione ricevuta da un notaio o dal cancelliere del Tribunale del luogo in cui si è aperta la successione. La dichiarazione di rinuncia non può essere sottoposta a condizione o a termine e non può essere parziale. Non può rinunciare all’eredità il chiamato che ha sottratto o nascosto beni spettanti all’eredità stessa; egli diventa automaticamente erede puro e semplice. La rinuncia ha effetto retroattivo per cui il chiamato all’eredità rinunciante viene considerato come se non vi fosse mai stato chiamato.

Entro quanto tempo si può accettare o rifiutare l’eredità

Il diritto di accettare l’eredità si prescrive in 10 anni decorrenti dal giorno dell’apertura della successione e cioè dalla data di morte del de cuius [2]. Il termine di 10 anni vale sia per la successione legittima che per quella testamentaria. Per rinunciare all’eredità, l’erede che non sia già, alla data di apertura della successione, nel possesso dei beni che compongono l’eredità, ha lo stesso termine previsto per poterla, invece, accettare: ossia 10 anni di tempo. Lo stesso termine decennale è previsto per il caso di accettazione dell’eredità con beneficio di inventario. Viceversa, se è nel possesso di tali beni (si pensi al caso del figlio che abbia convissuto con il padre proprietario dell’immobile e che, alla morte di quest’ultimo, vi continui ad abitare), l’erede deve necessariamente effettuare l’inventario entro tre mesi; altrimenti, scaduto tale termine, l’eredità si considera accettata puramente e semplicemente. Una volta chiuso l’inventario, l’erede ha poi 40 giorni per accettare o meno l’eredità, eventualmente anche con beneficio di inventario. In caso di inerzia, si ritiene che abbia accettato puramente e semplicemente. 

Fissazione di un termine per accettare

Non sempre, però, vale il termine di 10 anni sopra visto. Ed infatti, chiunque vi ha interesse (per esempio un creditore personale dell’erede) può chiedere che sia fissato un più breve termine entro il quale il chiamato dichiari se accetta o rinunzia all’eredità. Trascorso questo termine senza che abbia fatto la dichiarazione, il chiamato perde il  diritto di accettare l’eredità [3]. A tal fine l’interessato deve presentare un ricorso al Tribunale del luogo in cui si è aperta la successione, allegando il certificato di morte e sostenendo alcune spese (contributo unificato e marca da bollo).
Il termine di accettazione dell’eredità può essere più breve rispetto ai 10 anni previsti anche qualora così abbia deciso lo stesso defunto, indicando nel testamento il termine entro il quale gli eredi devono accettare l’eredità.

note

[1] Artt. 459  e  474 Cod. Civ.

[2] Art. 480  Cod. Civ.

[3] Art. 481  Cod. Civ.

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2 Commenti

  1. Buonasera.
    Vorrei chiedere un parere,la mia compagna ha fatto la successione dopo 13 anni dalla morte del padre,secondo la legge è valida per acquisire l eredità?
    Grazie

  2. Buongiorno,
    Espongo il mio caso,
    Io, il erede di mio padre,
    Rinuncio alla eredità,
    Il giudice intima stabilendo un termine , a mio figlio in rappresentazione di accettare o rinunciaz,eprima dello del termine, io revoco la mia rinuncia , impedendo di fatto a mio figlio di accettare.
    Il giudice estromettere sia me che mio figlio dalla eredità. Sostenendo che questo si era già accresciuta la quota dei miei fratelli i quali avevano già accettato.
    Come posso fare per agire contro questo abuso perpetrato a danno mio è di mio figlio ?
    Grazie

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