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Lo sai che? È obbligatorio lavorare nei giorni festivi?

Lo sai che? Pubblicato il 1 dicembre 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 1 dicembre 2017

Festività infrasettimanali: il datore di lavoro non può obbligare i dipendenti a lavorare durante i giorni di festa, che dovranno essere comunque retribuiti

Rinunciare a lavorare durante le festività è un vero e proprio diritto. I giorni festivi hanno come finalità primaria la soddisfazione del bisogno del lavoratore di sviluppare la propria personalità mediante la partecipazione alla vita familiare, sociale e religiosa. Tuttavia, non è raro che, per esigenze aziendali, il dipendente sia chiamato a prestare la propria attività lavorativa anche durante i giorni festivi e ciò soprattutto se questi cadano infrasettimanalmente. Si pensi alle festività dell’8 dicembre (festa dell’Immacolata) e del 6 gennaio (la Befana). Ebbene: è obbligatorio lavorare nei giorni festivi infrasettimanali oppure il dipendente può rifiutarsi? E cosa succede se il dipendente si rifiuta di dar seguito alla disposizione aziendale che gli impone di lavorare anche durante le feste? Di tanto parleremo nel presente articolo.

È obbligatorio lavorare durante le feste?

Cominciamo innanzitutto con il dire che il lavoro festivo non è obbligatorio ed il lavoratore ha un diritto assoluto di astenersi dal lavoro durante le festività. Ad affermarlo è stata la Corte di Cassazione [1],  la quale ha avuto modo di precisare che il lavoratore può prestare servizio nelle festività infrasettimanali celebrative di ricorrenze religiose o civili soltanto su accordo con il datore di lavoro; mentre non può esservi obbligato in via unilaterale. Nulla vieta, dunque, che il datore di lavoro ed il dipendente si accordino sul punto. Resta fermo, però, il divieto di obbligare il dipendente a lavorare durante le feste. La pronuncia della Corte di Cassazione ha riguardato un contenzioso nel quale un’azienda di abbigliamento aveva imposto ad una dipendente (un’addetta alla vendita), di lavorare nei giorni delle festività  natalizie. La lavoratrice si era rifiutata di lavorare e quindi l’azienda le aveva applicato una sanzione disciplinare. La Suprema Corte, tuttavia, ha dato ragione alla lavoratrice ritenendo la sanzione disciplinare del tutto illegittima.

Ci si può rifiutare di lavorare nelle feste?

Un’altra domanda, a questo punto, ci si potrebbe porre: il lavoratore che si rifiuta di lavorare durante i giorni di festa deve essere comunque retribuito? La risposta è affermativa. A stabilirlo è sempre la Corte di Cassazione [2]. Nel caso esaminato dalla Suprema Corte, un’impresa del settore metallurgico aveva imposto ad un gruppo di operai di lavorare il giorno dell’8 dicembre, ma i dipendenti si erano rifiutati di dar seguito alla disposizione aziendale e avevano osservato il giorno di riposo. La società aveva deciso, dunque, di trattenere dalla busta paga dei lavoratori la retribuzione relativa alla festività dell’8 dicembre e i lavoratori, ritenendo tale decisione ingiusta, agivano in giudizio per ottenere il pagamento della giornata anche con riferimento alla festività non lavorata. Anche in questo caso la Suprema Corte ha dato ragione ai lavoratori, affermando che «il rifiuto dei dipendenti di prestare servizio in una giornata festiva non può esimere il datore di lavoro dal versamento della normale retribuzione». Nella stessa sentenza la Corte ha precisato, inoltre, che il diritto del lavoratore di astensione dal lavoro nei giorni festivi non può essere derogato neanche da una previsione di segno contrario della contrattazione collettiva applicata dall’impresa, quindi dal Ccnl. Il diritto alla retribuzione “piena” deriva, infatti, direttamente dalla legge e non possono, su questo piano, avere alcun rilievo le disposizioni contrattuali. Il datore di lavoro non può, dunque, omettere il versamento della retribuzione anche se il contratto collettivo prevede che il rifiuto del lavoratore di svolgere l’attività nella giornata festiva debba essere corroborato da un giustificato motivo.

Retribuzione garantita anche per i giorni festivi

Tutti i principi sin qui esaminati sono stati confermati – ancora una volta – dalla Corte di Cassazione, che con una recentissima sentenza [3] è tornata a ribadire quanto segue.

Rinunciare a lavorare durante le festività infrasettimanali, quali ad esempio il giorno dell’Immacolata o della Befana non comporta la perdita del diritto del dipendente al relativo trattamento economico. Sul punto, non ci sono esigenze aziendali che tengano. È nullo, pertanto, il provvedimento del datore di lavoro che imponga al dipendente la presenza in servizio durante le feste “comandate”. In questi casi, infatti, il riposo è un diritto soggettivo incondizionato che non può essere derogato dal contratto collettivo.

 

note

[1] Cass., sent. n. 16592 del 14.09.2015.

[2] Cass., sent. n. 21209  del 19.10.2016.

[3] Cass., sent. n. 27948 del 23.11.2017.

Autore immagine: Pixabay.com

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