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Lo sai che? Notaio sospeso per patto successorio

Lo sai che? Pubblicato il 2 dicembre 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 2 dicembre 2017

È sospeso dall’esercizio della professione il notaio che abbia ricevuto un atto contrario alla legge per la presenza di un patto successorio

La Corte di Cassazione ha confermato la sanzione disciplinare della sospensione dall’esercizio della professione a carico di un notaio, per aver ricevuto un atto contrario alla legge [1] che vieta i patti successori. Questo il caso: il notaio aveva ricevuto un atto, in particolare un accordo tra coniugi, con cui gli stessi avevano stabilito che, in caso di loro morte pressoché contemporanea, il 50% degli utili dell’attività d’impresa esercitata dal marito, sarebbe passato ad entrambi i rispettivi figli nella misura del 50% ciascuno, prevedendosi altresì che l’accordo non avrebbe potuto essere modificato senza il consenso e la firma di entrambi i coniugi.

L’archivio notarile, venuto a conoscenza della questione, ha riferito il fatto alla commissione di disciplinare che ha avviato un procedimento disciplinare nei confronti del notaio, sanzionandolo con la sanzione della sospensione dall’esercizio della professione per sei mesi. Il professionista ha impugnato il provvedimento disciplinare in Cassazione, la quale ha respinto il ricorso ribadendo la funzione del divieto dei patti successori nel nostro ordinamento [2].

Infatti, secondo la Corte, deve ritenersi che l’accordo stipulato dai coniugi (con cui gli stessi hanno disposto dei loro beni in favore dei figli per il tempo in cui avranno cessato di vivere, stabilendo che l’accordo non potrà essere modificato senza il consenso scritto di entrambi) limitando la possibilità per gli stessi di disporre dei medesimi beni mediante testamento, dia luogo ad un patto successorio, come tale vietato dalla legge e perciò nullo. Secondo la Corte di Cassazione, il divieto per il notaio di ricevere atti espressamente proibiti dalla legge [3], riguarda anche gli atti affetti da nullità assoluta, quali sono quelli che includono patti successori e pertanto la sanzione disciplinare comminata doveva ritenersi legittima.

Ma cos’è il patto successorio? Perché è vietato? Vediamolo insieme.

Cos’è il patto successorio?

Il codice civile, all’art. 458 c.c., prevede espressamente la nullità di una pattuizione o un accordo con cui si dispone della propria successione. Allo stesso modo è prevista la nullità di qualsiasi atto con cui si dispone dei diritti che possono spettare su una successione non ancora aperta o con cui si rinunzia ai medesimi diritti. In concreto tale nullità si traduce nel divieto di stipulare atti con i quali un soggetto, in vita, disciplini la propria successione ovvero disponga di un’eredità altrui. La ratio di questo divieto sta nel fatto che nel nostro ordinamento l’eredità di devolve per legge o per testamento e non è prevista la possibilità di una successione disciplinata da un accordo.

I patti successori, dunque nulli, possono essere di tre tipi:

  • patti successori istitutivi ossia quegli accordi con cui il soggetto dispone in vita della propria successione in favore di una determinata persona;
  • patti successori dispositivi ossia i patti attraverso i quali un soggetto dispone di diritti che provengono da una successione non ancora aperta;
  • patti successori abdicativi ovvero quegli accordi con cui il soggetto rinuncia ai diritti derivanti da una successione non ancora aperta.

note

[1] art. 458 Cod. Civ.

[2] Cass. sent. n. 27624 del 21.11.2017.

[3] art. 28 Legge n. 89/1913.

Autore immagine: Pixabay.com

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