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Lo sai che? Sanità Lazio: 2018 fine commissariamento

Lo sai che? Pubblicato il 3 dicembre 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 3 dicembre 2017

Il periodo più critico per i conti della sanità laziale è passato ed entro il 2018 tornerà alla gestione ordinaria

È di questi giorni la notizia che entro la fine del 2018 dovrebbe concludersi il commissariamento della sanità del Lazio e ritornare alla gestione ordinaria. Ma perché la sanità nel Lazio – come in altre Regioni italiane – è stata commissariata?

La questione risale al 2007, quando i conti della sanità della regione Lazio erano fortemente in rosso con oltre 2 miliardi di deficit, ossia circa 400 euro a cittadino e pertanto il commissariamento si rendeva indispensabile. Ora, il Consiglio dei ministri, in seguito all’ultima verifica di fine novembre ha constatato il miglioramento dei conti. Periodicamente, infatti, il Consiglio dei Ministri effettua delle verifiche sulle regioni in cosiddetto “Piano di rientro”.

Nel 2013 il disavanzo era di 670 milioni certificati, mentre nel 2016 si è attestato a 137 milioni di euro. Oggi, a dieci anni dal commissariamento si registra un dato positivo. Come spiegano i tecnici della Regione, infatti, al netto dei mutui la sanità laziale non produce più un euro di disavanzo. La riduzione del debito è passata attraverso una serie complessa di interventi, primo tra tutti l’abbattimento dei costi: prodotti farmaceutici, beni e servizi, costo del personale.

Ovviamente non è tutto oro quel che luccica. Infatti, il miglioramento dei conti della sanità non è stato del tutto indolore, ma ha avuto grandi costi sociali: gli stazionamenti in pronto soccorso, i tempi d’attesa per le visite mediche, la mancanza di posti letto, solo per citarne alcuni. L’efficienza, la produttività, la stabilità economica, la tecnica sono stati necessariamente anteposti a valori come il limite, la sofferenza e l’accoglienza della fragilità. Inoltre, fine del commissariamento non equivale a fine del piano di rientro. Infatti il sistema è ancora molto precario e soprattutto richiede grossi interventi per evitare che i cittadini siano costretti a pagare i costi di gestioni fatte di sperperi e spese sanitarie incontrollate. La sanità, in sostanza, è ancora alla ricerca dell’equilibrio tra la sostenibilità finanziaria e l’esigenza di erogare un servizio a tutela del fondamentale diritto alla salute.

La Corte dei Conti, infatti, nella sua relazione sulla Gestione finanziaria delle regioni [1] ha preso atto dei miglioramenti raggiunti e del risanamento del deficit, che però, sono stati raggiunti con sacrifici da parte dei contribuenti e soprattutto con evidenti differenziazioni territoriali.

È indubbio che con la fine del commissariamento nella sanità la Regione Lazio ha ottenuto importanti obiettivi di natura economica, raggiungendo il pareggio di bilancio. Più difficile sostenere che per il Lazio si apra una nuova era fatta investimenti, prestazioni sanitarie efficienti e diffuse. Certamente il pareggio di bilancio può produrre benefici politici e la possibilità di dar vita ad un grosso piano straordinario di assunzioni.

note

[1] Relazione sulla gestione finanziaria delle Regioni, esercizio 2015.

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