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Lo sai che? Molestie in ufficio: in arrivo i licenziamenti

Lo sai che? Pubblicato il 5 dicembre 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 5 dicembre 2017

In arrivo i licenziamenti per le pratiche scorrette sul lavoro: no alle molestie, ai regali ed ai furbetti del week end

Si fa più forte il pugno di ferro contro i comportamenti scorretti sul posto di lavoro. Ben presto, infatti, saranno introdotte nuove e più aspre sanzioni per chi si renda artefice di molestie ai danni dei dipendenti. La punizione per atti o comportamenti lesivi della dignità delle persone non sarà più solo quella della sospensione fino a 10 giorni, ma si arriverà al licenziamento. Le novità sono nella bozza del nuovo contratto per gli statali, attualmente  in discussione e che il Ministro Marianna Madia auspica di firmare entro Natale, o al più entro fine anno. Novità che non saranno di poco conto se si considera che, per la prima volta, le sanzioni disciplinari per i comportamenti scorretti in ufficio, quali in primo luogo le molestie ai danni dei dipendenti, porteranno al licenziamento. Nel mirino vi sono anche altre tipologie di pratiche scorrette. Ed infatti, a rischio licenziamento sono anche i cosiddetti furbetti del week end, vale a dire i lavoratori che strategicamente si assentano nei giorni che precedono o seguono il week end. Si “giocano” il posto di lavoro anche i dipendenti che, come contropartita per il lavoro svolto, chiedano o accettino denaro o regali. Ma procediamo con ordine e vediamo più nel dettaglio cosa deve intendersi per molestie  sul posto di lavoro e quali saranno le sanzioni per le molestie e gli abusi in ufficio.

Molestie sessuali in ufficio: quando scattano

La legge [1] identifica come molestie sul posto di lavoro l’insieme di comportamenti indesiderati che vengono attuati per motivazioni che hanno a che fare con il sesso e che hanno l’effetto o lo scopo di violare oppure ledere la dignità di un dipendente generando un clima degradante, ostile, intimidatorio, offensivo o umiliante.

Attenzione: è sbagliato credere che le vittime di molestie e abusi siano solo le donne. Le molestie possono provenire da un uomo nei confronti di una donna, da una donna nei confronti di un uomo, da una donna nei confronti di una donna e da un uomo nei confronti di un uomo. Insomma, al di là dello stereotipo del dirigente che “ci prova” con la sua sottoposta, la varietà di circostanze possibili è molto ampia. Le molestie sul luogo di lavoro, inoltre, possono avvenire non solo durante l’orario di lavoro ma anche nel corso di eventi aziendali, esse si palesano sotto forma di atti, di gesti e di parole differenti: può trattarsi della presentazione di materiale pornografico in ufficio, di un contatto fisico non gradito, di commenti equivoci sull’aspetto fisico di una persona, di insinuazioni e anche  di barzellette o battute che hanno a che fare con l’orientamento sessuale e il comportamento altrui.

Molestie sul lavoro: scatta il licenziamento

Il nuovo contratto per gli statali prevede un forte rafforzamento delle sanzioni a carico di chi si renda autore di molestie e di abusi sul posto di lavoro. Finora, per atti, comportamenti o molestie, anche di carattere sessuale, lesivi della dignità della persona erano previsti solo 10 giorni di sospensione. Il nuovo contratto, invece, inasprisce tutte le sanzioni per i molestatori, che le vittime potranno denunciare all’ufficio del personale. Le sanzioni, stando alla bozza del nuovo contratto per gli statali, saranno le seguenti:

  • fino a sei mesi di sospensione (non più, dunque, 10 giorni soltanto) da lavoro stipendio per «comportamenti o molestie di carattere sessuale».
  • per i casi più gravi è previsto il licenziamento;
  • scatta il licenziamento se si ripetono i comportamenti, anche non considerati gravi, entro due anni dalla prima denuncia (si parla in proposito di cosiddetta recidiva biennale).

Molestie sul lavoro: a chi denunciarle

Le vittime di abusi o molestie dovranno fare denuncia all’ufficio del personale. L’onore della prova (purtroppo) è a carico delle persone molestate. Proprio per questi motivi vi sono forti dubbi in merito ai limiti di efficacia delle predette sanzioni, soprattutto se a molestare è un superiore in grado.

Molestie sul lavoro: le tutele per le vittime

La bozza del contratto prevede delle tutele specifiche per le persone vittime di violenza. Per ora sono indicati tre mesi di congedo retribuito, che in molti, però, vorrebbero vedere raddoppiati. Inserita anche la possibilità di trasferimento della sede di lavoro in un comune diverso da quello di residenza.

Licenziamenti anche per i regali ed i furbetti del week end

Come anticipato,  il nuovo contratto prevede il licenziamento anche per l’impiegato statale che accetta o chiede per sé o per altri un regalo come contropartita del lavoro svolto. Saranno sanzionati con una sospensione e poi con l’allontanamento dal posto di lavoro anche i furbetti del weekend, che fanno assenze strategiche e ingiustificate nei giorni intorno al fine settimana o prima e dopo i festivi.

note

[1] D.l. n.  198 del 2006, definito «Codice delle Pari Opportunità».

Autore immagine: Pixabay.com

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