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Le Guide Tasse universitarie illegittime: ecco la diffida per il rimborso

Le Guide Pubblicato il 5 dicembre 2017

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Molte università hanno imposto agli studenti il pagamento di tasse universitarie illegittime. Ecco la diffida per ottenere il rimborso ed interrompere la prescrizione

Per anni, molti Atenei italiani hanno imposto ai propri studenti il pagamento di tasse universitarie illegittime, in quanto di gran lunga superiori ai limiti di legge. Eppure, la normativa [1] sul punto parla chiaro: l’importo della tassazione richiesta agli studenti universitari non può superare di oltre il 20% il budget erogato dallo Stato alle Università e denominato “Fondo di Finanziamento Ordinario”. Ciò significa che le Università non possono richiedere agli studenti di pagare tasse in misura superiore al 20% rispetto alla somma che le stesse ricevono dallo Stato per la gestione del proprio Ateneo. Questo limite, tuttavia, è stato valicato da moltissimi Atenei, che – sino all’anno accademico 2012/2013 (in cui è stato introdotto il cosiddetto “correttivo Monti”) – hanno “fatto male i conti” richiedendo alla totalità dei propri studenti contributi eccedenti di diversi milioni di euro rispetto a quelli che avrebbero potuto incassare.  Ne consegue che tutti coloro che, a partire dall’anno 2007/2008 (atteso il maturare della prescrizione) sino all’anno accademico 2012/2013, hanno pagato le tasse universitarie ad uno di quegli Atenei i cui bilanci siano risultati irregolari, hanno diritto al rimborso delle somme pagate in eccedenza.  Per maggiori approfondimenti e per sapere di quali Atenei si tratta, come chiedere il rimborso e quali sono le cifre dello stesso, si rimanda alla lettura del seguente articolo: Tasse universitarie illegittime: quali le cifre del rimborso?.

Qui di seguito si fornisce la diffida da inviare a mezzo pec o a mezzo raccomandata con ricevuta di ritorno al proprio Ateneo, sempre che si tratti di una di quelle Università il cui bilancio sia risultato irregolare, al fine di ottenere il rimborso. Ci si riferisce soprattutto ai seguenti Atenei:

  • Università degli Studi Insubria Varese-Como;
  • Università degli Studi di Bologna;
  • Università degli Studi di Bergamo;
  • Università degli Studi di Milano;
  • Università degli Studi di Milano Bicocca;
  • Politecnico di Milano;
  • Università “Ca Foscari” di Venezia;
  • Università Iuav di Venezia ;
  • Università degli Studi di Padova;
  • Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia;
  • Università degli Studi di Torino;
  • l’Università degli Studi di Verona;
  • Università degli Studi di Ferrara;
  • Università degli Studi di Pavia. 

Per evidenti ragioni di cassa, si dubita che il riscontro alla diffida possa essere immediatamente positivo; inviare la diffida tuttavia è estremamente importante per interrompere i termini di prescrizione. Si consiglia, dunque, di procedere immediatamente e comunque prima della fine del 2017, così da poter recuperare – con un’eventuale ricorso – anche le somme relative all’anno accademico 2007/2008, che altrimenti andranno perse. Di seguito il modello di diffida da compilare ed inoltrare a mezzo pec o raccomandata con ricevuta di ritorno.


Diffida

Spett. le Università degli Studi di ________

in persona del rettore pro tempore

Via __________

_____– _____ (__)

(luogo), (data)

A mezzo Pec: _________________

oppure Racc. a/r

Oggetto: Contribuzione studentesca illegittima – diritto alla ripetizione di quanto indebitamente corrisposto nei confronti dell’intestato Ateneo.

Il/la  sottoscritto/a Dott./  Dott.ssa _____________ nato/a a ___________, il  (C.F.:_______________)  e  residente in __________, scrive la presente al fine di significare quanto segue.

Premesso che

L’esponente si è immatricolato presso l’Università degli Studi di ____________ nell’anno accademico ____/_____ ed ha frequentato, detta Università nel periodo ricompreso tra il 2007/2008 ed il 2012/2013;

L’esponente ha sempre provveduto al regolare pagamento delle tasse universitarie richieste dall’Ateneo, ivi risultando regolarmente iscritto fino al conseguimento della laurea;

Considerato che

L’art. 5, comma 1, del D.P.R. n. 306 del 25 luglio 1997  –  intitolato “Regolamento recante disciplina in materia di contributi universitari” – prevede che l’importo della contribuzione richiesta agli studenti non possa eccedere il 20% dell’ammontare dei finanziamenti erogati dallo Stato all’Università di relativa appartenenza (c.d. Fondo di Finanziamento Ordinario – “Ffo);

l’autonomia finanziaria e contabile degli Atenei deve essere esercitata nell’ambito del tetto massimo alla contribuzione studentesca stabilito dalla normativa statale e, dunque, nel rispetto dei limiti legislativamente stabiliti dal citato art. 5 del D.P.R. 306/1997 e rubricato, per l’appunto, Limiti alla contribuzione studentesca;

l’intestato Ateneo ha ripetutamente violato la normativa statale, travalicando i limiti regolanti il gettito della contribuzione studentesca con riferimento agli anni accademici compresi tra il 2007/2008 ed il 2012/2013;

il gettito della contribuzione studentesca, richiesta in misura ultralegale nei confronti dell’odierno esponente per le annualità indicate al punto che precede, è documentalmente comprovabile attraverso i dati ufficiali forniti dallo stesso Ateneo al Miur;

a fronte delle predette violazioni il C.d.A. di codesta Università non ha mai previsto alcuna forma di restituzione delle somme pagate in eccesso dagli studenti, correlativamente sussistendo – a tutt’oggi – in capo ai medesimi, il diritto alla ripetizione di quanto indebitamente corrisposto nei confronti dell’intestato Ateneo.

Sul punto, non solo la normativa è incontrovertibile, ma anche la giurisprudenza è unanime (cfr., ex multibus; Consiglio di Stato, sez. VI, sent. n. 1095 del 17.03.2016; Consiglio di Stato, sez. VI, sent. n. 1834 del 06.05.2016; Consiglio di Stato, sez. VI sent. n. 1832 del 06.05.2016; TAR Lombardia, sez. III, sent. n. 123 del 14.01.2014; TAR Lombardia, sez. III, sent. n. 1073 del 26.04.2013; TAR Lombardia, sez. III, ord. n. 629 del 08.03.2013; TAR Lombardia, sez. I, sent. n. 2761 del 16.11.2011; TAR Abruzzo, sez. I, sent. n. 217 del 31.03.2011; TAR Lombardia, sez. I, sent. n. 7130 del 27.10.2010).

*****

Tutto ciò premesso e considerato, valga la presente quale espressa diffida alla pronta refusione, ex artt. 2033 e 2041 c.c., in favore dell’istante  di tutte le somme indebitamente percepite dall’intestata Università per gli esercizi finanziari relativi agli anni accademici ricompresi tra il  2007/2008 ed il 2012/2013 nella misura eccedente il limite del 20% dell’importo del Finanziamento Ordinario dello Stato, con interessi legali e rivalutazione monetaria dalle singole scadenze fino al saldo.

Valga la presente anche ai sensi e per gli effetti della legge n. 241 del 07.08.1990 e comunque quale atto di significazione stragiudiziale e di formale costituzione e messa in mora con interruzione dei termini di prescrizione, ponendosi riserva di più ampia tutela giurisdizionale.

Distinti saluti

(firma)

note

[1] Art. 5 D.P.R. n. 306 del 25.07.1997.

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