Lo sai che? Maxi bollette: pagamenti non più dovuti dopo soli 2 anni

Lo sai che? Pubblicato il 6 dicembre 2017

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Stop ai maxi conguagli delle bollette che, trascorsi 2 anni (e non più 5), non saranno più dovuti. Rimborsi entro 3 mesi

Buone notizie per i consumatori ed i professionisti che, troppo spesso, si vedono recapitare bollette di luce, acqua e gas di importi esorbitanti per conguagli risalenti a molti anni addietro. Il più delle volte, il salatissimo conguaglio è dovuto all’inadempimento del fornitore o del distributore, che ha omesso di effettuare le letture periodiche del contatore oppure non ha emesso bollette periodiche. Un disservizio che persiste anche per anni e che comporta pesanti conseguenze per gli utenti, che si ritrovano a dover pagare, in un colpo solo, bollette così elevate da non potervi far fronte. Eppure la legge è chiara: la società che emette le bollette mensili sulla base dei consumi stimati deve provvedere almeno una volta all’anno a fare la lettura del contatore. Le cose, però, finalmente cambieranno. Ed infatti, proprio ieri (04.12.2017) la Camera ha approvato all’unanimità il disegno di legge [1] che permetterà di rottamare i maxi conguagli delle bollette di luce, gas e servizi idrici in 2 anni anziché 5. Trascorsi 2 anni, dunque, i salatissimi conguagli sulle bollette non saranno più dovuti; i rimborsi seguiranno una tempistica di 3 mesi. È quanto prevede la proposta di legge che riduce la prescrizione dei conguagli dagli attuali 5 anni a soli 2 anni. La proposta di legge, valida sia per i consumatori che per i professionisti  non ha visto, sinora, voti contrari. Ora, pertanto, la votazione passerà al Senato e poi la riforma diventerà legge. Vediamo, dunque, cosa cambierà e quali i vantaggi per migliaia di famiglie e professionisti italiani. 

No al pagamento dei conguagli dopo 2 anni

La Camera ha appena approvato all’unanimità la proposta di legge che riduce la prescrizione dei conguagli dagli attuali 5 anni a soli 2 anni. Ciò significa che sarà più che dimezzato il termine di prescrizione dei conguagli delle bollette, il cui pagamento non sarà più dovuto, una volta che siano trascorsi 2 anni.

Prescrizione bollette e conguagli

Molto presto la prescrizione delle bollette seguirà due diversi canali:

  • le bollette mensili, bimestrali o trimestrali cadranno in prescrizione dopo 5 anni come è sempre stato;
  • le bollette emesse, invece, per effettuare i conguagli cadranno in prescrizione dopo soli 2 anni. Un termine ridotto a meno della metà. Questo significa che se la società della luce, dell’acqua e del gas emetterà il conguaglio dopo 24 mesi dall’anno cui esso si riferisce, il pagamento non sarà più dovuto.

Come anticipato, a beneficiare di questa nuova disposizione non saranno solo le famiglie, ma anche le imprese ed i professionisti.

Prescrizione maxi bollette: cosa cambia

Il pagamento delle bollette non richiesto dalla società per almeno 5 anni va in prescrizione e, quindi, non è più dovuto. Se viene emessa la bolletta e l’utente non riceve solleciti per almeno 5 anni, il debito cade ugualmente in prescrizione. Come detto, ciò valeva anche per i conguagli. Con la riforma, invece, i conguagli cadranno in prescrizione dopo soli 2 anni. In quest’ultimo caso, inoltre, il termine di prescrizione di 2 anni non inizia a decorrere dall’invio della fattura del conguaglio (diversamente, la società erogatrice potrebbe spostare la prescrizione a proprio piacimento) ma da quando tale fattura doveva essere emessa.

La nuova legge, infatti, chiarisce che l’emissione di conguagli riferiti a periodi maggiori di due anni costituisce pratica commerciale contraria ai principio di buona fede, correttezza e lealtà. La conseguenza, dunque, è che in questi casi la bolletta non va pagata. Ciò in quanto, molto spesso, i conguagli ricevuti dagli utenti non sono altro che il frutto di anni di addebiti dovuti a conteggi di consumi meramente stimati, ma non effettivi. Ciò accade con particolare frequenza perché le aziende erogatrici di tali servizi non tengono conto delle periodiche letture dei contatori, oppure in seguito a errori di valutazione o, comunque, a causa di fatturazioni incongrue, certamente non imputabili agli utenti. Molti consumatori, non avendo gli strumenti idonei per difendersi e far valere i propri diritti o, più semplicemente, per non dover entrare nel complesso e oneroso meccanismo per l’accertamento della verità per via amministrativa o giudiziaria, rischiano di trovarsi di fatto costretti a pagare somme ingenti, anche di alcune migliaia di euro, per evitare il distacco dell’utenza domestica.

Maxi conguagli: rimborso entro tre mesi

Le novità non sono finite: il disegno di legge, infatti, garantisce all’utente il diritto di ottenere, entro tre mesi, il rimborso dei pagamenti effettuati a titolo di indebito conguaglio. Si tratta di una notizia sicuramente positiva per oltre 10 milioni di italiani che negli ultimi anni sono stati destinatari di maxi conguagli salatissimi. Tali disposizioni però non si applicheranno qualora la mancata o erronea rilevazione dei dati al consumo non sia ascrivibile all’operatore, ma alla responsabilità dell’utente che, ad esempio, non abbia  consentito di effettuare le letture o non le abbia effettuate egli stesso.

Entro il 2019 sarà incentivata l’autolettura

Proprio per questi motivi, l’Autorità del gas e dell’energia elettrica dovrà definire misure finalizzate a incentivare l’autolettura, senza oneri a carico dell’utente. Entro il 1° gennaio 2019 si dovrà, quindi, procedere ad un’evoluzione anche dal punto di vista del rapporto tra i cittadini e il sistema informativo integrato gestito dall’acquirente.

note

[1]  Proposta di legge AC 3792 «Disposizioni a tutela dei consumatori in materia di fatturazione a conguaglio per l’erogazione di energia elettrica, gas e servizi idrici»

Art. 1.

  1. Nei contratti di fornitura di energia elettrica, di gas e del servizio idrico, l’emissione di fatture a debito nei riguardi dell’utente per conguagli riferiti a periodi maggiori di due anni costituisce pratica commerciale contraria ai principi di buona fede, correttezza e lealtà previsti dall’articolo 2, comma 2, lettera c-bis), del codice del consumo, di cui al decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206.
  2. Nei contratti di cui al comma 1 del presente articolo, l’inserimento dell’intimazione di pagamento immediato, con minaccia del distacco dell’utenza, nelle fatture emesse per conguagli riferiti a periodi maggiori di due anni costituisce pratica commerciale aggressiva ai sensi degli articoli 24, 25, comma 1, lettera c), e 26, comma 1, lettera f), del codice di cui al decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206.
  3. Nei contratti di cui al comma 1 del presente articolo, in caso di emissione di fatture a debito nei riguardi dell’utente per conguagli riferiti a periodi maggiori di due anni, qualora l’autorità competente abbia aperto un procedimento per l’accertamento di eventuali violazioni del codice di cui al decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206, l’utente ha diritto alla sospensione del pagamento finché non sia stata verificata la legittimità del condotta dell’operatore.
  4. Qualora le autorità competenti accertino comportamenti illegittimi da parte dei gestori dei servizi di fornitura di energia elettrica, di gas e del servizio idrico, gli utenti lesi da tali comportamenti non sono obbligati al pagamento delle fatture conseguentemente emesse. In ogni caso, gli utenti non sono obbligati al pagamento delle fatture emesse sulla base di consumi stimati per periodi relativamente ai quali essi abbiano tempestivamente comunicato gli effettivi consumi ovvero quando per le rispettive utenze siano operanti sistemi di telelettura.
  5. Nei contratti di cui al comma 1, l’utente può consentire, con clausola specificamente approvata per iscritto, la fatturazione a conguaglio per periodi maggiori di due anni. Nei casi di conguaglio espressamente consentito ai sensi del primo periodo non è comunque ammessa l’applicazione di interessi.
  6. È in ogni caso diritto dell’utente, anche nel caso di contratti stipulati in regime di libero mercato, all’esito della verifica di cui al comma 3, ottenere entro tre mesi il rimborso dei pagamenti effettuati a titolo di conguaglio non espressamente consentito dall’utente ai sensi del comma 5.
  7. L’utente può sempre chiedere di pro- cedere al pagamento rateale del conguaglio espressamente consentito ai sensi del comma 5.
  8. L’Autorità per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico, con propria deliberazione, definisce misure a tutela dei consumatori determinando le forme attraverso le quali i distributori garantiscono l’accertamento e l’acquisizione dei dati dei consumi effettivi.

Art. 2.

  1. Le disposizioni dell’articolo 1 si applicano anche ai rapporti contrattuali in atto e in relazione ai procedimenti e agli accertamenti in corso alla data di entrata in vigore della presente legge.
  2. Con regolamento adottato con decreto del Ministro dello sviluppo economico, entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono stabiliti i termini e le modalità per la sospensione dei pagamenti e per i rimborsi di cui ai commi 3, 4 e 6 dell’articolo 1, relativi a fatture emesse a decorrere dal 1° gennaio 2016.

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