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Lo sai che? Furbetti del week-end: licenziamenti in arrivo

Lo sai che? Pubblicato il 6 dicembre 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 6 dicembre 2017

No alle assenze strategiche: assentarsi di lunedì e venerdì o a ridosso delle feste potrebbe comportare la sospensione dall’ufficio e della retribuzione e addirittura il licenziamento

Con buona pace e tante lodi per gli onesti, l’Italia – si sa – è un po’ considerata la patria dei “furbetti”: tra frodi fiscali, finti invalidi, finti poveri e finti lavoratori il panorama è davvero ampio e variegato. Quanto al mondo del lavoro, accanto ai cosiddetti furbetti del cartellino, non può essere di certo dimenticata un’altra classe di furbetti, vale a dire quelli del week-end. Come facilmente intuibile, i furbetti del week-end sono quei lavoratori che, con fare quasi strategico e programmatico, si assentano “puntualmente” nei giorni che precedono o seguono il week-end, anche senza motivazioni reali, di modo tale da prolungare il fine settimana. C’è di nuovo, però, che queste assenze strategiche, d’ora in poi, non saranno più tollerate, ma punite addirittura con il licenziamento. La novità in parola è contenuta nella bozza del nuovo contratto per gli statali, attualmente  in discussione e che il Ministro Marianna Madia auspica di firmare entro Natale, o al più entro fine anno.

No ai comportamenti scorretti sul posto di lavoro

Un tema caldo degli ultimi giorni è il tanto atteso rinnovo del contratto per i dipendenti pubblici. Tra i contenuti più salienti che emergono dalla bozza si rintracciano certamente le ipotesi di sospensione o licenziamento derivanti da comportamenti abusivi dei dipendenti pubblici. Si fa più forte, dunque, il pugno di ferro contro i comportamenti scorretti sul posto di lavoro. Ben presto, infatti, saranno introdotte nuove e più aspre sanzioni per chi si renda artefice di molestie ai danni dei dipendenti. La punizione per atti o comportamenti lesivi della dignità delle persone non sarà più solo quella della sospensione fino a 10 giorni, ma si arriverà al licenziamento, per saperne di più leggi: Molestie in ufficio: in arrivo i licenziamenti. Si “giocano” il posto di lavoro anche i dipendenti che, come contropartita per il lavoro svolto, chiedano o accettino denaro o regali che superino il valore di 150 euro, per maggiori approfondimenti leggi: Regali vietati ai dipendenti della P.A.. Non saranno più tollerate, infine, le cosiddette assenze strategiche.

Dipendenti pubblici: no alle assenze strategiche

Si profilano tempi duri per i cosiddetti furbetti nella Pubblica amministrazione. Fra questi, come anticipato, non solo quelli del cartellino, ma anche quelli “del weekend“. Ed infatti, se i dipendenti che timbrano il badge senza essere sul posto di lavoro, sono artefici di una “furbizia” che non può passare impunita, anche per i furbetti del week end il passo dalla sospensione al licenziamento potrebbe essere molto breve. I dipendenti che si assentano strategicamente dal posto di lavoro, vale a dire  il venerdì e il lunedì, quindi prima o dopo il fine settimana, o in prossimità di CapodannoPrimo maggio, FerragostoImmacolata e altre giornate festive rischiano di rimanere fuori dall’ufficio e senza stipendio da  11 giorni a 6 mesi e non saranno tollerate più di 2 assenze ingiustificate dal servizio in continuità con le giornate festive e di riposo settimanale.

Per conoscere il reale destino che spetterà ai furbetti del week end bisognerà attendere la firma del nuovo contratto per gli statali. Si presume però che il trattamento sarà molto simile a quello attualmente valido per i furbetti del cartellino. Anche il cosiddetto decreto anti furbetti del cartellino, infatti, è il frutto della Riforma Madia, che si pone l’obiettivo di acuire la severità nei confronti dei “fannulloni” della Pubblica Amministrazione e di valorizzare il riconoscimento per chi invece “lavora bene” e fa il proprio dovere ogni giorno.  Detto decreto prevede che i dipendenti pubblici che timbrano o si fanno timbrare il cartellino e poi si allontanano dal posto di lavoro (o non ci sono mai stati, perché ad esempio a riposo) dovranno essere sospesi entro 48 ore dalla commissione del fatto. Dopodiché avrà inizio il procedimento disciplinare che dovrà concludersi entro 30 giorni dalla sospensione: nel caso in cui l’illecito risulti provato seguirà immancabilmente il licenziamento. Si tratta di un procedimento molto accelerato. Ed infatti, l’iter per accertare l’abuso non potrà essere lungo come quello precedente che poteva durare sino a 120 giorni, ma dovrà concludersi entro un mese. Si badi bene, la sospensione non riguarda solo l’incarico, ma anche la retribuzione. Ed infatti, in tali ipotesi – fatto salvo il diritto all’eventuale assegno di mantenimento  –  al lavoratore “sleale” verrà immediatamente negato lo stipendio. La sospensione (dall’incarico e dalla retribuzione) deve essere disposta dal responsabile della struttura ove il dipendente “disonesto” presti la propria attività lavorativa, senza che sia nemmeno necessario previamente sentire cosa il lavoratore abbia da dire “a sua discolpa”. Non c’è, infatti, alcun obbligo di preventiva audizione dell’interessato. A tal proposito si evidenzia che, secondo quanto dispone il decreto “anti-furbetti”, se il dirigente omette di denunciare l’abuso entro le 48 ore dal momento in cui viene a conoscenza del fatto incorrerà in pesanti sanzioni, rischiando addirittura il licenziamento. Orbene, se si considera che prima della riforma il dirigente “omertoso” non rischiava quasi nulla se non al massimo una sospensione, evidenti risultano i cambiamenti, che presto interesseranno anche chi si assenta strategicamente per allungare week-end e festività.

 

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Autore immagine: Pixabay.com

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