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Licenziamento dipendente assente da giorni senza giustificato motivo

Pubblicato il 29 novembre 2013

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> Pubblicato il 29 novembre 2013

Il datore di lavoro può far cessare il rapporto di lavoro del dipendente che si assenta, senza giustificato motivo, per diversi giorni, il quale potrà ritenersi dimissionario o essere licenziato.

Il lavoratore dipendente che si assenta per un lungo periodo e senza fornire alcuna giustificazione, né indica la data di ripresa dell’attività lavorativa, commette una grave violazione del dovere di diligenza richiesto per legge nel rapporto di lavoro.

Anche una semplice telefonata per anticipare l’assenza, benché giustificata da motivi familiari, senza però successive e ulteriori comunicazioni nei giorni successivi, costituisce una violazione del citato dovere, tale da creare eventualmente un danno all’impresa e all’organizzazione del lavoro interno.

In questi casi, è opportuno e necessario che il datore di lavoro trasmetta subito al dipendente una comunicazione scritta con telegramma o raccomandata a.r. per chiedere bonariamente informazioni circa le cause dell’assenza.

Assenza ingiustificata equiparata a dimissioni volontarie

Se il contratto collettivo nazionale di lavoro applicato dall’azienda equipara l’assenza ingiustificata alle volontarie dimissioni, è possibile ritenere il dipendente volontariamente dimissionario: è questa un’ipotesi di comportamento del lavoratore per manifestare le proprie dimissioni.

Uno dei problemi pratici che potrebbero sussistere deriva dal fatto che, con la riforma Fornero [1], per procedersi procedere alla effettiva cessazione del rapporto di lavoro è necessario che le dimissioni siano convalidate dal lavoratore a seguito di apposito invito da parte del datore di lavoro: in mancanza di convalida non sarebbe possibile procedere con le dimissioni.

Licenziamento a seguito di contestazione disciplinare

Un’alternativa potrebbe essere quella di avviare una contestazione disciplinare, richiamando eventuali comunicazioni preventive già avviate in via bonaria (come telegramma o raccomandate), procedendo così a una contestazione specifica sull’assenza ingiustificata.

Il decorso di cinque giorni lavorativi – o del diverso termine, indicato dal contratto collettivo – per presentare giustificazioni, in assenza delle stesse, dà diritto al datore di lavoro a procedere al licenziamento per giusta causa [2] (ed, eventualmente, per violazione del contratto collettivo).

In questo caso il licenziamento decorre dalla data di recapito della lettera di contestazione rimasta inevasa o non giustificata.

note

[1] Legge n. 92/2012

[2] Art. 2119 Cod. civ.

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