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Lo sai che? Tfr pagato in ritardo: via ai ricorsi e ai risarcimenti

Lo sai che? Pubblicato il 12 febbraio 2018

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> Lo sai che? Pubblicato il 12 febbraio 2018

È scattata in tutta Italia l’azione volta a contrastare la prassi di pagare il Tfr dei dipendenti pubblici in netto ritardo rispetto a quanto avviene nel settore privato. Vediamo perché e quando deve essere pagato il Tfr

Il Tfr dei dipendenti pubblici viene pagato anche dopo due anni dalla cessazione del rapporto di lavoro e, comunque, con tempistiche in netto ritardo rispetto a quelle del settore privato. Da tempo, questa ingiustificata disparità è considerata da molti inaccettabile. È scattata, così, in tutta Italia una vera e propria offensiva per presentare ai Tribunali del lavoro una serie di cause al fine di stabilire l’equiparazione dei tempi di pagamento del Tfr  tra lavoratori del settore pubblico e lavoratori del settore privato.  Sul punto, si consideri che il Tfr è costituito da soldi che i dipendenti accantonano nel corso di tutta una vita lavorativa; dunque, allontanare nel tempo l’erogazione di queste somme cagiona un forte danno ai lavoratori, atteso che con il trascorrere del tempo il denaro accantonato a titolo di Tfr perde progressivamente il valore di proporzionalità alla quantità ed alla qualità del lavoro prestato a causa dell’erosione del potere d’acquisto della moneta.

Per questo motivo sta iniziando una vera e propria battaglia legale che coinvolge migliaia e migliaia di lavoratori. L’obiettivo è quello di contestare i tempi di erogazione del Trattamento di fine rapporto, giudicati penalizzanti per i dipendenti pubblici e di portare all’esame della Corte Costituzionale la problematica delle liquidazioni del Tfr che per moltissimi lavoratori vengono versate anche dopo due anni dalla cessazione del rapporto di lavoro.  Cerchiamo di fare chiarezza.

Trattamento di fine rapporto: cos’è

Il trattamento di fine rapporto (Tfr), conosciuto anche come liquidazione o buona uscita, è una somma di denaro che il datore di lavoro deve corrispondere al lavoratore in caso di cessazione del rapporto di lavoro, a prescindere dalle cause o dai motivi che ne hanno determinato  l’interruzione. Il Tfr, infatti, va erogato in qualunque circostanza e qualunque sia la causa della cessazione del rapporto di lavoro; il Tfr, dunque, deve essere elargito sia al raggiungimento della pensione, che nei casi di licenziamento o dimissioni.

Tfr: quando deve essere pagato

Il pagamento del Tfr deve essere elargito obbligatoriamente al lavoratore non appena si verifica la cessazione del rapporto di lavoro, rispettando inoltre i termini previsti dai Contatti Collettivi Nazionali di categoria (Ccnl). Dunque, il lavoratore che intende sapere i termini di pagamento del proprio Tfr, dovrà fare riferimento alla tempistica indicata nel proprio Ccnl di categoria, atteso che ogni settore prevede tempi diversi entro i quali il datore di lavoro ha l’obbligo di liquidazione delle somme dovute al dipendente in caso di fine rapporto.

Tfr 2018: entro quanto tempo va pagato?

Il Tfr deve essere pagato materialmente al momento della risoluzione o cessazione del rapporto di lavoro o, in alternativa, entro i tempi stabiliti dal contratto nazionale di riferimento. Per sapere entro quanto tempo verrà pagato il Tfr, dunque, la prima cosa da fare è controllare il proprio Ccnl di riferimento. Di seguito alcuni esempi.

Termini di pagamento Tfr Commercio e Artigianato

La tempistica per il versamento delle somme dovute al dipendente per la liquidazione del Tfr sono di 45 giorni, calcolati a partire dalla data di cessazione del rapporto di lavoro.

Termini di pagamento Tfr Terziario

Il pagamento del Tfr al dipendente è obbligatorio entro 30 giorni dalla data di fine rapporto.

Termini di pagamento Tfr  Metalmeccanico

I termini di pagamento Tfr metalmeccanici, deve avvenire obbligatoriamente entro 30 giorni dalla data di pubblicazione dell’indice Istat da utilizzare per calcolare la rivalutazione del trattamento maturato fino a quel momento dal lavoratore.

Pagamento Tfr Turismo

Il trattamento di fine rapporto nel contratto turismo, deve essere versato al lavoratore con l’ultima busta paga, nel mese in cui è avvenuta la cessazione dell’attività lavorativa.

Termini di pagamento Tfr Telecomunicazioni

Il pagamento del trattamento di fine rapporto spettante al dipendete, deve avvenire entro 30 giorni dalla data di pubblicazione dell’indice Istat, da utilizzare per calcolare la rivalutazione del trattamento maturato fino a quel momento dal lavoratore.

Termini di pagamento del Tfr Colf e Badanti

Il collaboratore domestico ha diritto al pagamento del Tfr, calcolato sulla base delle retribuzioni corrisposte dal datore di lavoro durante il corso del rapporto di lavoro. La quota di Tfr maturata annualmente va determinata entro il 31 dicembre di ogni anno di servizio e rivalutata con il relativo indice Istat. La liquidazione di tutte le quote deve avvenire al momento della cessazione del rapporto di lavoro a prescindere dal motivo della sua interruzione.  Sul punto leggi anche: Quanto pagare colf e badanti: nuovi aumenti 2018    

Tfr dipendenti pubblici: quando viene pagato

Quanto sin qui detto non vale per i dipendenti pubblici, le cui tempistiche di liquidazione del Tfr – come anticipato – sono decisamente più lunghe. Inoltre, a differenza del settore privato, nel quale si parla solo di Tfr, i dipendenti pubblici accedono al Tfs (Trattamento di fine servizio) se assunti a tempo indeterminato entro il 31.12.2000; mentre il Tfr si applica al personale assunto a tempo determinato o indeterminato successivamente al 01.01.2001. I termini di pagamento del Tfr per i dipendenti pubblici sono differenti a seconda delle motivazioni che decretano la cessazione del rapporto di lavoro. Ecco, più nel dettaglio, quando viene liquidato il Tfr dei dipendenti pubblici.

Pagamento Tfr dipendenti pubblici: come e quando

Il pagamento del Tfr per i dipendenti pubblici che hanno cessato il rapporto di lavoro perché hanno raggiunto i requisiti della pensione, avviene entro i seguenti termini e modalità:

Pagamento Tfr dipendenti pubblici: fino al 31.12.2017

  • Unica soluzione se il Tfr non supera i 50 mila euro.
  • 2 rate annuali: se l’ammontare del Tfr è tra i 50mila e i 100mila euro.
  • 3 rate annuali: se il Tfr totale supera i 100mila euro. In questo caso la prima e seconda rata sono di 50 mila euro e vengono erogate rispettivamente a 6 e a 12 mesi da quando decorre il diritto alla liquidazione della prima indennità, successivamente viene pagata la quota residuale con la terza rata.

Pagamento Tfr dipendenti pubblici in pensione dal 01.01.2018

L’erogazione del Tfr avviene dopo 12 mesi con trattamento pensionistico senza penalizzazionie e dopo 24 mesi se il trattamento pensionistico è erogato con penalizzazioni.

Nuovi termini pagamento Tfr dipendenti pubblici

Per i dipendenti pubblici i nuovi termini di pagamento e liquidazione Tfr cambiano a seconda delle cause di cessazione del rapporto di lavoro, per cui, alla luce delle ultime disposizioni sul punto, l’erogazione avviene con le seguenti tempistiche:

  • Termine pagamento Tfr breve: entro 105 giorni in caso di cessazione dal servizio per inabilità o per decesso.
  • Non prima di 1 anno se la cessazione del contratto a tempo indeterminato avviene per pensionamento e raggiungimento dei requisiti di servizio o per età.
  • Non prima di 24 mesi se la cessazione avviene per dimissioni volontarie con o senza diritto a pensione, licenziamento o destituzione dall’impiego.

Come anticipato, dunque, per i dipendenti pubblici il pagamento del Tfr può avvenire anche dopo due anni dalla cessazione del rapporto di lavoro. Evidente, dunque, la forte disparità di trattamento, che – a ben vedere – non è l’unica forma di illegittimità concernente l’erogazione del Tfr: leggi sul punto Trattenuta del 2,5% sul Tfr e diritto al rimborso.

Tfr in ritardo: che fare?

Nei casi di ritardo nell’erogazione del Tfr, il lavoratore (che sia un dipendente pubblico o privato) ha sempre diritto ad inoltrare una lettera di sollecito ai fini del pagamento del Tfr; nel caso in cui il datore di lavoro non paghi si potrà successivamente procedere ad azioni legali vere e proprie.

Più in particolare, per quanto concerne il pagamento del Tfr ai dipendenti pubblici, segnaliamo ai nostri lettori che è scattata in tutta Italia un’offensiva legale al fine di ristabilire una vera e propria equiparazione dei tempi di erogazione del Tfr tra lavoratori del pubblico e del privato. Tempi che, come abbiamo visto, sono molto differenti e tali da dar luogo ad una vera e propria discriminazione ai danni dei dipendenti pubblici, che pertanto avranno diritto di essere risarciti.
 

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7 Commenti

  1. È vergognoso invece come vanno le cose in Italia.Io dimessami x giusta causa nel2012 ancora nn recupero buste paga nn retribuite(causa dimissioni) Tanto meno Tfr.
    Nonostante azioni legali Cgil..
    7anni…altro che disparità tra pubblico e privato!!!

  2. Buongiorno, io ero dipendente Enti Locali (Provincia) e sono stata collocata in pensione anticipata il 31/12/2015 con 36 anni e mezzo d servizio attivo ed ho preso la mia prima pensione dopo tre mesi ed il TFR lo dovrei prendere il 6/1/2019……a parte la miseria Ke m è stata conteggiata dall’INPS, credo ke sia un vero e proprio scandalo come siamo sempre stati trattati…..dobbiamo x questo ringraziare il rag Fracchia?

  3. Sono andato in pensione il 01/03/2017 con 42 anni 10 mesi e 21 gg ex dip ministero difesa aeronautica purtroppo sono uno dei tanti incappati in questa vergogna tutta italiana 24 mesi x vedere qualcosa dei nostri soldi 3 anni x averli tutti e senza nessun interesse fatemi sapere se ci sono iniziative collettive e quanto costa grazie …maurizio De Luca mauriziodl58@gmail.com

    1. Gentile Sig. De Luca,
      le faremo sapere gli sviluppi della vicenda. Continui a seguire la pagina per ulteriori approfondimenti.
      Cordialmente

  4. I dipendenti postali in forza al 28/02/1998 percepiscono la buonuscita maturata a quella data 2 anni dopo la cessazione del rapporto di lavoro con Poste (anche dopo 20 anni) SENZA ALCUNA FORMA DI RIVALUTAZIONE.
    Sicché chi – al 28/02/1998 aveva diritto a 10.000 €uro e si è dimesso il 31/12/2017 prenderà quei soldi del 1998 non prima del gennaio 2020.
    Credo non ci sia peggior trattamento.

  5. Sono un insegnante di scuola media superiore in pensione cosiddetta “anticipata” dopo 43 anni di lavoro dal 1 settembre 2017. Mi hanno detto che la prima rata di liquidazione del TFS la percepirò dai 24 ai 30 mesi dopo.
    È un vero e proprio sopruso. Ben vengano azioni legali atte a ristabilire un po’ di giustizia. Come si fa a saperne di più di tali iniziative?

  6. Buongiorno. Sono una ex dipendente del Ministero Pubblica Istruzione – comparto scuola andata in pensione anticipata (ex anzianità) il 1° settembre 2016 con 42 anni di servizio e 63 di età, senza penalizzazioni.
    Se ho calcolato bene la liquidazione del TFS di cui ho diritto avverrà a fine 2018 (2 anni più 4 mesi).
    Sono quindi interessata a qualsiasi forma di azione legale per ottenere anche un risarcimento dei danni per la disparità di trattamento rispetto ad altri comparti.
    Potete fornirmi qualche indicazione? Grazie

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