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Lo sai che? Badanti e colf: stipendio 2018 e orario massimo di lavoro

Lo sai che? Pubblicato il 12 marzo 2018

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> Lo sai che? Pubblicato il 12 marzo 2018

Aumenta lo stipendio di badanti, colf e baby sitter nel 2018. Riflettori puntati anche sull’orario massimo di lavoro: rischi e sanzioni in caso di violazioni da parte del datore

Molte volte il lavoro domestico viene “sottovalutato”. Niente di più errato: badanti, colf, baby sitter e collaboratori domestici sono lavoratori come tutti gli altri. E per questo hanno il diritto di vedere rispettato il loro contratto nazionale di categoria (Ccnl). Per tutti i dettagli e gli approfondimenti sul lavoro domestico, vi consigliamo la lettura di una semplice guida: Lavoro domestico: tutto quello che c’è da sapere. In questo articolo, invece, ci occuperemo di due aspetti fondamentali del lavoro domestico, vale a dire lo stipendio e l’orario di lavoro. Sul punto, infatti, è bene sapere che per quest’anno è aumentato lo stipendio da corrispondere a badanti, collaboratrici domestiche, colf e baby sitter. Il 2018, inoltre, è l’anno dei riflettori puntati sull’orario massimo di lavoro di colf e badanti. Eventuali violazioni da parte del datore di lavoro, infatti, saranno pesantemente sanzionate. Ma procediamo con ordine. Vediamo, dunque, in primo luogo quanto pagare colf e badanti nel 2018. In seguito vedremo cosa dispone la legge in ordine all’orario massimo di lavoro per i collaboratori domestici.

Quanto pagare colf e bandanti nel 2018

Aumentano gli stipendi di badanti, collaboratrici domestiche, colf e baby sitter. Ed infatti, rispetto a quanto avevamo detto nell’articolo: Quanto pagare colf e badanti nel 2018, ci sono delle ulteriori novità (leggi in proposito anche: Quanto pagare colf e badanti: nuovi aumenti 2018). Crescono, infatti, i minimi retributivi da corrispondere nel 2018 ai lavoratori domestici. I valori, infatti, sono stati adeguati alla variazione dell’indice Istat di riferimento (+0,8%) e ciò ha determinato un aumento dello stipendio che i datori di lavoro domestico dovranno corrispondere a colf e badanti. Di seguito illustreremo quali saranno gli importi degli stipendi minimi da corrispondere a colf, badanti e donne delle pulizie e le correlative tabelle retributive.

Lavoro domestico e stipendio minimo

Come per ogni settore lavorativo, anche il rapporto di lavoro domestico, che di norma riguarda colfbadantibaby-sitter, ecc., è regolato da un apposito contratto, vale a dire il contratto collettivo nazionale di lavoro (ccnl), che indica i minimi tabellari ossia la retribuzione minima che va riconosciuta a chi svolge questo lavoro. Il Ccnl lavoro domestico indica in modo preciso quanto pagare la colf, la badante, la baby-sitter o la donna delle pulizie. Qualora le parti dovessero concordare un compenso più basso di quello stabilito dal contratto collettivo, il contratto resterebbe valido, ma la colf o badante –  al termine del rapporto di lavoro – potrà chiedere un’integrazione retributiva. Quanto poi ai contributi, questi vanno versati ogni tre mesi all’Inps. Il loro ammontare varia a seconda del numero di ore di lavoro svolte alla settimana e dalla retribuzione oraria. Molto importante è non retribuire mai i lavoratori domestici in contanti, poiché – di fronte a possibili contestazioni – potrebbe essere difficile dimostrare l’adempimento dei pagamenti. Meglio allora prescegliere un assegno circolare o un bonifico, che garantiscono sempre la tracciabilità dei pagamenti e la prova degli stessi.

Stipendio minimo colf e badanti 

Ciò detto è bene sapere che per quanto riguarda il lavoro domestico, il Ccnl di categoria è stato aggiornato nel 2017, ma la materia è in continua evoluzione, tant’è che in favore di colf e badanti e di tutti gli altri lavoratori inquadrati secondo le regole stabilite dal Ccnl lavoro domestico, sono state di recente aggiornate le fasce stipendiali, cioè lo stipendio minimo da erogare ai lavoratori domestici. Di conseguenza, nei confronti di colf, badanti, baby-sitter e di tutti gli altri lavoratori domestici assunti con regolare contratto dovrà essere erogato obbligatoriamente da parte del datore di lavoro l’aumento in busta paga. Vediamo, dunque, cosa si prevedeva per il 2017 e di quanto aumenterà lo stipendio  di colf e badanti nel 2018

Stipendio minimo colf e badanti 2017

Ecco le tabelle di stipendio minimo per colf, badanti e lavoratori domestici disposte con l’adeguamento Istat del Ccnl lavoro domestico 2017

Tabella A: Conviventi a servizio intero

 

Livello Minimi salariali mensili (€)
A 625,15
AS 738,82
B 795,65
BS 852,48
C 909,33
CS 966,15
D 1.136,64 (+ indennità 168,07)
DS 1.193,47 (+ indennità 168,07)
 

Tabella B: Conviventi a servizio ridotto

 

Livello Minimi salariali mensili (€)
B 568,32
BS 596,74
C 659,24
 

Tabella C: Non conviventi

 

Livello Minimi salariali orari (€)
A 4,54
AS 5,36
B 5,68
BS 6,02
C 6,36
CS 6,70
D 7,73
DS 8,07
 

Tabella D: Assistenza notturna

 

Livello Minimi salariali mensili (€)
BS 980,35 (autosufficienti)
CS 1.111,07 (non autosufficienti)
DS 1.372,52 (non autosufficienti)
 

Tabella E: Presenza notturna (€)

 

Livello unico 656,41
 

Tabella F: Indennità (€ – valori giornalieri)

 

pranzo e/o colazione 1,91
cena 1,91
alloggio 1,66
totale 5,48
 

Tabella G: Casi di copertura (*)

 

Livello Minimi salariali orari (€)
CS 7,21
DS 8,69
 

(*) Assistenza a persone non autosufficienti, con prestazioni limitate alla copertura dei giorni di riposo dei lavoratori titolari.

Stipendio colf e badanti: cosa cambia nel 2018

Come anticipato, per il 2018, è stato disposto un aumento dello stipendio minimo da corrispondere a colf, badanti e donne delle pulizie. Gli aumenti si sono resi necessari in base alla variazione dell’indice Istat (+0,8%).

La riunione della  Commissione Nazionale  presso il Ministero del Lavoro con Fildaldo (Federazione Nazionale dei Datori di Lavoro Domestico), le altre associazioni che la compongono (Assindatcolf, Nuova Collaborazione, A.D.L.D. e A.D.L.C.) e le rappresentanze sindacali,  si è svolta il 17 gennaio scorso e ha stabilito  le nuove tabelle,  con l’adeguamento degli stipendi all’inflazione, così come previsto dal Contratto Collettivo nazionale del settore .

Gli incrementi, in realtà, non sono elevatissimi. Così, per fare un esempio colf, badanti e baby sitter  inquadrate nel livello B (non conviventi, con esperienza) riceveranno in busta paga  un aumento pari a circa 5 euro mensili.  Per l’ assistenza a persone non autosufficienti in regime di convivenza, invece, lo stipendio mensile aumenterà di 6,18 euro.

Per comodità, invitiamo alla consultazione della nuova tabella relativa ai minimi retributivi da corrispondere ai lavoratori domestici, disponibile al seguente link:  Tabella stipendi minimi colf e badanti 2018.

Sul punto si rendono necessarie due precisazioni:

  • i nuovi importi  vanno applicati  già nella busta paga di  gennaio 2018.
  • l’aumento riguarda solo coloro che retribuiscono il proprio collaboratore in base alle tariffe sindacali. Per i datori di lavoro domestico che già corrispondono invece importi più elevati per la presenza di un superminimo assorbibile la retribuzione non varierà.

Colf e badanti: l’orario massimo di lavoro

Il lavoro nobilita l’uomo. Come in tutte le cose, però, il “troppo storpia” e dal lavoro che nobilita l’uomo a quello che lo debilita il passo è davvero breve. Proprio per questo motivo, la legge fissa determinati limiti all’orario di lavoro, che non possono essere travalicati dal datore di lavoro, il quale  – in caso contrario – andrà incontro a sanzioni particolarmente onerose. Ciò vale per tutti i settori dell’economia e per tutte le tipologie di lavoro, nessuno escluso. In particolare, con una recentissima sentenza, la Corte di Cassazione [1]  ha avuto modo di chiarire che la disciplina sull’orario di lavoro si applica anche alle badanti e che tale disciplina fissa dei limiti che non possono mai essere valicati dal datore di lavoro (nel caso di specie una Onlus). Vediamo, dunque, cosa dispone la legge in materia di orario massimo di lavoro; a quante ore di risposo hanno diritto in particolare le bandati e quali le sanzioni per i datori di lavoro o le aziende che impongano orari di lavoro illegittimi.

Orario di lavoro: quali limiti?

Con un’apposita Direttiva [2] il Legislatore europeo ha stabilito i principi fondamentali in materia di riposipause, ferie, orario massimo di lavoro e lavoro notturno.

La normativa è molto chiara e prevede, in particolare, quanto segue:

  • Riposo giornaliero: nell’arco di 24 ore ogni lavoratore ha diritto, come minimo, a 11 ore consecutive di riposo.
  • Tempo di lavoro massimo settimanale: non si può lavorare per più di 48 ore a settimana, straordinari compresi.

A chi si applica la normativa sull’orario di lavoro?

La risposta è molto semplice. La normativa europea sul cosiddetto eurorario di lavoro stabilisce standard comuni che disciplinano l’orario di lavoro. Tali principi si applicano nei confronti di tutti i lavoratori dell’Unione Europea e sono validi per tutti i settori dell’economia, nessuno escluso. Il rispetto dei predetti limiti è importantissimo: orari di lavoro “umani” alternati a riposi sufficienti servono proprio ad evitare che l’eccessivo affaticamento del personale possa costituire  un pericolo per la salute e l’incolumità degli stessi lavoratori. Detta in maniera semplice: per essere lucidi, lavorare bene ed evitare di incappare in pericoli determinati dall’eccessivo affaticamento fra un turno di lavoro e l’altro bisogna andare a casa, mangiare qualcosa e farsi una bella dormita. Gli orari, quindi, devono lasciare libere da impegni le persone per almeno 11 ore al giorno senza interruzioni.

Orario di lavoro: cosa prevede la legge

In Italia i principi stabiliti dal Legislatore europeo sono stati correttamente recepiti nel 2003 con un apposito il Decreto legislativo [3]. Ed infatti, a partire dal 2003, il Legislatore italiano ha garantito a tutti i lavoratori tutele e diritti conformi a quelli previsti dalla normativa europea. Peccato che però non sempre la legge viene rispettata e molte volte i lavoratori sono costretti a turni massacranti. Come visto, la legge non prevede un limite giornaliero di durata della prestazione lavorativa. Tuttavia, atteso che spettano almeno 11 ore di riposo consecutive al giorno, tale limite può essere determinato in 13 ore giornaliere, interpretando “a contrario” le disposizioni in materia di riposi giornalieri e pause.

Orario di lavoro illegittimo: le sanzioni per il datore di lavoro

Se l’azienda viola i limiti dell’orario giornaliero di lavoro appena indicati rischia una sanzione che va da 200 a 1.500 euro. Se la violazione si riferisce a più di cinque lavoratori ovvero si è verificata in almeno tre periodi di riferimento, la sanzione amministrativa è da 800 a 3.000 euro. Se la violazione si riferisce a più di dieci lavoratori oppure si è verificata in almeno cinque periodi di riferimento la sanzione amministrativa è da 2.000 a 10.000 euro e non è ammesso il pagamento della sanzione in misura ridotta. Per casi più gravi non si escludono sanzioni più onerose (come a breve vedremo).

Badanti: quante ore di riposo spettano?

Tutti i principi sin qui descritti, valgono anche per le badanti, le quali – come tutti i lavoratori – hanno diritto ad almeno 11 ore di riposo giornaliero consecutive. A chiarirlo, come anticipato, è stata proprio la Corte di Cassazione, la quale  – dando torto a una Onlus di Lecco che forniva personale per l’assistenza familiare e che sosteneva che le ore di riposo dei dipendenti non dovevano essere per forza godute di fila – ha invece ribadito come il diritto al riposo dei lavoratori deve intendersi consecutivo.

Orario di lavoro: le 11 ore di risposo devono essere consecutive

I principi sopra esposti sono talmente importanti da non poter essere derogati da alcun contratto di categoria. A nulla, dunque, sono valse le difese della Onlus che ha cercato di correre ai ripari sostenendo che il contratto Uneba – Unione nazionale istituzioni ed iniziative di assistenza sociale – nello stabilire che le lavoratrici e i lavoratori avevano diritto ad un riposo giornaliero di 11 ore ogni 24 ore, non aveva previsto che le ore di riposo dovessero essere consecutive.

Ad avviso dei giudici, invece, non si può in alcun modo tentare di eludere la legge e non c’è contratto o esigenza aziendale che tenga di fronte al diritto dei lavoratori (tutti, comprese le badanti) di poter godere del riposo minimo giornaliero, fissato in 11 ore di fila. Il mancato rispetto di questa previsione è costato molto caro alla Onlus che era stata già condannata dal Ministero del lavoro con una multa da 13.620 euro e sanzionata  per sfruttamento della manodopera.

Ore di riposo colf e badanti: precisazioni

È evidente, dunque, che  se il dipendente necessita di 11 ore di riposo continuativo, lo stesso non potrà lavorare di giorno e di notte. In questi casi, quindi, servirebbero due lavoratori uno per la notte ed uno per il giorno. Al riguardo va ricordato che – in base alle ultime novità ed agli incrementi stipendiali da ultimo disposti – la parte relativa al lavoro notturno nel Ccnl prevede che per l’assistenza alle persone autosufficienti la paga minima sia di € 986,62 per mese che sale a € 1.118,18 ed a € 1.381,530 se l’assistito non è autosufficiente e rispettivamente se il lavoratore è inquadrato nelle categorie CS o DS. Resta inteso che negli altri casi di presenza notturna e di livello unico di inquadramento la paga mensile minima è pari a € 660,61.

Colf, badanti e giorno di riposo  

Ogni collaboratrice domestica ha diritto ad almeno un giorno di riposo a settimana, ovvero ad una giornata in cui è completamente libera dalle mansioni e dalle attività lavorative previste dal contratto. Nella maggior parte dei casi il giorno di riposo cade di domenica, ma non è la legge ad imporlo. Dunque, le parti sono libere di accordarsi diversamente e di stabilire un diverso giorno di risposo, cosa che accade spesso, ad esempio, per i lavoratori domestici di fede diversa da quella cristiana.

Riposo settimanale: quanto dura e quali regole

In merito alla durata del riposo settimanale è necessario fare una distinzione a seconda che il collaboratore domestico sia o meno convivente:

  • Collaboratori domestici non conviventi: 24 ore il giorno stabilito dalle parti nella lettera di assunzione
  • Collaboratori domestici conviventi: 36 ore, di cui 24 che devono essere godute il giorno stabilito dalle parti nella lettera di assunzione, mentre le restanti 12 possono essere godute in un altro giorno della settimana, concordato sempre tra le parti.

Se per esigenze imprevedibili il datore di lavoro chiede al lavoratore domestico di restare operativo nel giorno di riposo, dovrà essere concesso un uguale numero di ore di riposo nel corso della giornata immediatamente successiva. Sul punto, inoltre, è bene sapere che le ore lavorate durante il riposo settimanale devono essere retribuite con una maggiorazione del 60%. Se si tratta di una lavoratrice convivente che, come visto, ha diritto ad un’ulteriore mezza giornata di riposo settimanale, le ore lavorate durante quelle 12 ore settimanali devono essere retribuite con una maggiorazione del 40%.

note

[1] Cass. sent. n. 24 del 04.01.2018.

[2] Direttiva 88/2003/CE.

[3] D. Lgs. n. 66 del 08.04.2003.

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14 Commenti

  1. La legge non è uguale per tutti ci sono agenzia di lavoro anche oggi che sfruttano le badanti e riescono lavorare anche tanto e no pagando i diritti a le raggaze che li aspetta

  2. Tra il dire e il fare c’e’di mezzo il mare. .. fa piacere di leggere la novità che tocca i lavori domestici. La domanda unica – quando al sud di Italia iniziano rispettare le regole? ?????? Non soltanto sul lavori domestici, ma anche sul altri settori? ??? Nel 3030???

  3. Qui in Calabria una badante che fa la notte dalle 21.00 alle7.00 percepisce un mensile di 300 euro se fai pulizia una volta alla settimana ti danno 50 euro in più questo è il massimo che ti dann
    o

  4. Certo che io che ho una sorella disabile non auto sufficiente mi servono 2 badanti devo andarli a rubare i soldi per riuscire a pagare uno stipendio?

  5. Secondo me è un arma a doppio taglio: come la mettiamo con le badanti che non hanno una casa e non la vogliono né anche, dove dovrebbero andare quelle 11 ore consecutive di riposo, visto che affittare una casa ha i suoi costi?

  6. Tutti datori di lavoro vogliono che la paga oraria sia minima anche se ai nivello CS.Poi invece di lavorare per una persona ci sono in 3 ..Qundi deve lavorare per tutta la familia.Se li ho chesto soldi in conto corente mi hano feto di NO…,.

    1. E VERO TI PRENDONO PER UNA PERSONA E POI TI FANNO LAVORARE PER DUE QUANDO FINIRA QUESTO SFRUTTAMENTO CI VUOLE PIÙ CONTROLLI

  7. Sono una badante assicurata con 800 euro al mese convivente però non convivente in busta paga 24 su 24 .la assistita e parziale autosufficiente percepisce aiuti e mi chiedo si un parente assiste un familiare e percepisce 1200 al mese perché per le badanti e sotto ? Vorrei la risposta .

  8. “Come visto, la legge non prevede un limite giornaliero di durata della prestazione lavorativa. Tuttavia, atteso che spettano almeno 11 ore di riposo consecutive al giorno, tale limite può essere determinato in 13 ore giornaliere, interpretando “a contrario” le disposizioni in materia di riposi giornalieri e pause”.
    Mi scusi se intervengo nella sua esposizione.
    Il contratto nazionale prevede per le assistenti conviventi un limite massimo di 54 ore a settimana, stabilisce anche che le ore giornaliere non possono eccedere le 10 ore, che non possono essere consecutive per cui vanno interrotte da un tot ore di pausa. Se la matematica non mi fa difetto:
    10 ore per cinque giorni a settimana portano a 50 ore, ne restano 4 da lavorare la “mezza giornata”. Dal momento che è stabilito che vi devono essere minimo 11 ore di riposo notturno, sommate alle dieci ore giornaliere fanno 21. Ne consegue che le ore di pausa giornaliere non possono essere meno di 3.
    La maggior parte dei datori si fissa sulle “2 ore di riposo”, nel qual caso le ore di riposo notturno non possono essere che 12, o i conti non tornano.
    Peccato che, confidando sul fatto che le badanti non sono alla luce del sole come i raccoglitori di pomodori, il contratto nazionale nessuno lo rispetti e le pretese sono effettivamente massacrati, anche di 24 ore su 24. Una vera forma di ricatto a cui molte si assoggettano per non perdere il posto di lavoro. Straniere o no che siano.

  9. Ciao,sono tante agenzie che fanno tantissimi truffe chi li controla?io cello contrato da 40 ore a settimana lavoro piu di 54 poi stipendio lo stesso che lavoro la domenica 5 euro a ora a Busto Arsizio chi e ladro qui??Agenzia che ho tratato con la famiglia per darmi 5 euro a ora controlate le agenzia prima arestatti a tutti ladri.

  10. Salve vorrei fare un commento in quanto riguarda Italia è italiani sono conosciuti in tutto il mondo per non rispettare la legge non ostante la legge dal 2018 abbia decretato aumento nello stipendio per la badante è la cosa che mi stupisce è lo ritengo molto grave é che i primi a violare la legge sono i sindacati che offrono lavoro a le persone bisognose come Acli, Agenzia Santa Rosa è tante altre facendo tutela ai privati che cercano badante per loro no direi cari visto che ci tengono poco a loro ci tengono al benessere loro è loro vacanze preoccupandosi solo de che c’è qualcuno che guardi ai cari senza pensare che è un essere humanos come tutti che vuole solo che suoi diritti vengano rispettati io faccio la Badante con un contratto CS da 54 ore settimanali e percipire un lordo da 972 euro mi fanno tutte le trattenute su quel lordo è a fine mese faccio fatica arrivarci come tante persono quando in realtà il lordo doveva essere da mile trecento veinti euro ho fatto chiarezza con Acli su questo fatto nella mia busta paga è il segretario mia detto telefonicamente da licenziarmi
    sé non mi andava bene così credo che la finanza italiana congiunta con il ministero dall’abito dovrebbe effettuare più controlli su tutti Sincacati agenzie che offrono lavori a le persone scometto che verrà fuori un putiferio de multe per violazione dei diritti dai lavoratori in tutta la Italia sé riempirebbero la casa de lo stato soli da multe a queste sindacati che violano i diritti dai lavoratori non ostante la legge di cassazione che decreta Delle legge precise è molto chiarire costringono alle badante a farse revisionare
    contratti di lavoro è buste paghe poi quando partono le multe dicono che le badanti sono cattive ma no né così perché badante è un lavoro che secondo me no piace a nessuno lo facciamo nei migliori modi possibili come me anche se no mi piace farlo perché è un lavoro che a livello sicologico è molto devastante sopra tutto quando anno mallatia come demencia e Alzheimer . lo faccio con rispetto honestá umiltà perché penso che tutti gli anziani devano essere guardati bene è trattati sempre con amore.aggustiamo questo modo assieme trattandosi con rispetto verso tutti y penso sarà un mondo migliore è soprattutto rispettando le legge cuando se farà questo penso sarà un mondo bello per tutti

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