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Lo sai che? Filmino ricordo sbagliato: che rischia il fotografo?

Lo sai che? Pubblicato il 12 giugno 2018

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> Lo sai che? Pubblicato il 12 giugno 2018

Il fotografo che sbaglia le foto o il filmino ricordo dovrà restituire il corrispettivo incassato e potrà essere condannato anche a risarcire il danno da mancato ricordo o da ricordo rovinato

I ricordi sono il tessuto dell’identità di ognuno. Ciascuno di noi senza i propri ricordi si sentirebbe perso. C’è chi dice che «la vita non è quella che si è vissuta, ma quella che si ricorda e come la si ricorda per poterla raccontare». Ciò posto, è bene sapere che esiste anche un danno da mancato ricordo o da ricordo rovinato. Si pensi alle videoriprese o alle foto scattate durante i viaggi, alle foto ricordo del proprio matrimonio o ai filmini della prima comunione. Vero è che ognuno potrà sempre fare tesoro di questi momenti indelebili nella propria mente; alcuni ricordi, però, vanno necessariamente “immortalati” per sempre e, dunque, racchiusi in uno scatto o in un filmino. Ed ecco che, in questi casi, si incaricano fotografi o comunque professionisti del settore. Cosa succede però se il fotografo incaricato delle riprese o degli scatti sbaglia? Cosa rischia, in questi casi, il fotografo o il film-maker? Cosa fare laddove le foto o il video consegnato non rispondano alle qualità medie, dal momento che i ricordi non risultano immortalati e, dunque, andranno persi per sempre? Scopriamolo insieme.

Il danno esistenziale da mancato ricordo

Come anticipato, esiste anche un danno da mancato ricordo o da ricordo rovinato. Si tratta di un danno esistenziale in quanto rientra nella sfera della vita di relazione e che, in quanto tale, dovrà essere risarcito. A sancirlo è stato il Giudice di Pace di Torre Annunziata [1], il quale ha condannato un fotografo a risarcire il danno da mancato ricordo subito da una coppia di genitori. Nel caso di specie, il fotografo era stato incaricato dalla Parrocchia di riprendere la funzione religiosa per la prima comunione di una serie di bambini. L’operatore, però, al momento dell’eucarestia ha mancato di inquadrare una bambina, facendo perdere per sempre ai genitori della stessa un ricordo importante o – come si legge nella sentenza – facendo venir meno «la grande gioia del ricordo di un episodio significativo per una famiglia cattolica». Più nel dettaglio, con la sentenza in commento, il giudice ha accolto il ricorso presentato di genitori della bambina, i quali hanno ottenuto in tutto un rimborso di oltre 3 mila euro, di cui 70 euro per la restituzione del corrispettivo pagato al fotografo, oltre al risarcimento del danno morale (il cosiddetto danno da mancato ricordo) liquidato dal giudice in via equitativa.

Video ricordo sbagliato: che rischia il fotografo?

Se le foto o il video consegnati non rispondono alle qualità medie, dovrà essere risolto il contratto stipulato tra i clienti ed il fotografo, con la conseguenza che la somma incassata dal professionista dovrà essere restituita. Ma non è tutto. Come anticipato, infatti, attesa l’importanza  dei ricordi, il fotografo potrà essere condannato a risarcire anche il danno da mancato ricordo o da ricordo rovinato. Più nel dettaglio, con la sentenza in commento, il Giudice di Pace ha avuto modo di affermare il seguente principio di diritto: deve essere risolto il contratto stipulato tra i genitori del minore e il fotografo indicato dalla parrocchia per le riprese filmate della funzione religiosa, laddove il video consegnato non risponde alle qualità medie dal momento che non risulta immortalato il momento in cui l’interessato prende l’eucarestia (il “momento clou“, dunque). Ne consegue che deve disporsi la restituzione della somma incassata dall’operatore e il risarcimento del danno morale in via equitativa a carico di quest’ultimo per aver privato i genitori della grande gioia del ricordo di un episodio significativo per una famiglia cattolica.

Filmino prima comunione sbagliato: spetta il risarcimento

Con la sentenza in commento, il Giudice di Pace ha stabilito a carico del fotografo una sanzione esemplare, ciò in quanto i genitori – credenti – sono stati colpiti nella sfera dei ricordi. Neanche la bambina (9 anni) ha preso bene la faccenda: quando ha scoperto che il fotografo ha sbagliato la ripresa più importante della sua Prima Comunione è caduta in “stato depressivo”, in preda “all’ansia e allo stress”

A detta del Giudice, inoltre, il fotografo è stato sleale: si è accorto di non aver inquadrato la bambina mentre prendeva l’ostia, ma non lo ha detto ai genitori. Il Giudice di Pace di Torre Annunziata, nel stabilire il diritto al risarcimento, ha tenuto in debito conto le convinzioni della famiglia danneggiata. Queste persone, “molto cattoliche”, si sono viste negare “la grande gioia del ricordo” di un momento carico di significati. Il Giudice di Pace, inoltre, ha punito anche la slealtà del fotografo. Questo professionista – imposto dalla Parrocchia alla famiglia – era consapevole che le cose erano  andate male. La visione del filmino prova che lui in prima persona, oppure un suo collaboratore, avevano imprecato dopo essersi accorti di “aver saltato la ripresa”. In compenso, non si era fatto scrupolo di incassare i 70 euro della sua prestazione senza avvisare i genitori di un piccolo dettaglio: la bambina non si vedeva.
Arriva, dunque, la severa decisione del Giudice di Pace che ordina al fotografo il pagamento:

  • di 70 euro di costo della sua prestazione in favore della famiglia;
  • di 1570 euro (più interessi) agli “attori” in campo (padre, madre, figlia);
  • di altri 1500 euro (più interessi) ai genitori in quanto “esercenti la potestà genitoriale sulla minore”;
  • di altri 1700 euro di spese legali (più Iva al 15% e contributi previdenziali agli avvocati);
  • del 50% di queste somme in favore della Parrocchia, ingiustamente chiamata in causa.

Foto del matrimonio perse: che risarcimento spetta

Di diverso avviso è la Corte di Cassazione, la quale ha avuto modo di pronunciarsi sull’argomento con una sentenza ancor più recente di quella esposta sopra [2]. Nel caso all’esame della Corte venivano in rilievo le doglianze di una donna che lamentava la perdita, per colpa del fotografo, degli scatti del proprio matrimonio. La Suprema Corte, tuttavia, ha escluso che ricordare il giorno delle proprie nozze sia configurabile come una prerogativa della persona tutelata dalla Costituzione. I giudici, dunque, hanno escluso la risarcibilità del danno non patrimoniale perché non esiste un diritto alla memoriadell’evento nozze, anche se gli scatti smarriti creano turbamento.

Per saperne di più, leggi: Foto del matrimonio perse: che risarcimento spetta?

note

[1] Giudice di Pace di Torre Annunziata, sent. n. 9524 del 18.09.2017.

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