HOME Articoli

Lo sai che? Buche: a Roma è emergenza danni

Lo sai che? Pubblicato il 9 marzo 2018

Articolo di

> Lo sai che? Pubblicato il 9 marzo 2018

Le strade della Capitale sono del tutto impercorribili: buche, avvallamenti, voragini nell’asfalto. E gli automobilisti e i pedoni contano i danni

A Roma è emergenza buche. La situazione è così grave che anche la procura ha aperto un’inchiesta. La viabilità della città è in ginocchio: bus deviati, tratti di strada chiusi, velocità massima consentita di 30 km orari.  Disagi anche per i pedoni. L’elenco delle strade non percorribili a causa delle rovinose condizioni del manto stradale si fa sempre più lungo. La polizia municipale è chiamata costantemente ad intervenire per chiudere strade, segnalare voragini. In sole 24 ore il Comando generale dei vigili urbani aveva registrato quasi 500 interventi solo per buche e avvallamenti.

Molte associazioni sono già sul piede di guerra e annunciano fimi di azioni risarcitorie contro il Comune sia per i danni materiali subìti, come le rotture di gomme, cerchioni, carrozzeria, sia per i danni fisici, come le cadute dalla moto o a piedi. Altre hanno chiesto alla procura il sequestro urgente delle arterie più pericolose.

Certo è che la situazione della viabilità a Roma sta causando e causa numerosi danni agli utenti della strada e in molti casi la responsabilità è ascrivibile alla cattiva manutenzione delle strade, aggravata dalle avverse condizioni climatiche di questi giorni.

Buche: la responsabilità del Comune

Per determinare chi è responsabile per i danni occorsi all’automobilista o al pedone a causa dello stato delle strade, bisogna in primo luogo far riferimento all’obbligo posto in capo all’ente proprietario della strada di curare la manutenzione stradale [1]. 

Il Codice civile [2], peraltro, dispone che ognuno è responsabile del danno cagionato dalle cose che ha in custodia, salvo che provi il caso fortuito. La legge, dunque, prevede una “presunzione” di responsabilità in capo al soggetto che ha in custodia la cosa: questi, infatti, ha l’obbligo di vigilare in modo che essa non arrechi danni ad altri. Nel caso della città di Roma, quindi, le strade e i marciapiedi sono posti sotto la custodia del Comune che ne è il diretto responsabile attraverso i suoi Municipi.

Buche stradali: come si chiede il risarcimento del danno?

In primo luogo, il danneggiato ha la possibilità di ottenere un risarcimento del danno, ma molto dipende dalla dimostrazione delle circostanze concrete nelle quali il sinistro è avvenuto. Sarà quindi necessario fare intervenire, immediatamente, le Autorità di Pubblica Sicurezza (Polizia Municipale, Polizia di Stato ecc.) perché redigano un verbale che rappresenti le condizioni del tratto di strada in cui si è verificato l’incidente. Inoltre, è sempre opportuno scattare delle fotografie del posto e delle condizioni del mezzo. Operazione questa agevolata dalla presenza di una fotocamera in quasi tutti i dispositivi cellulari e smartphone. E, perché no, anche girare un breve video che illustri la situazione può essere d’aiuto a far valere le proprie ragioni.

Passaggio fondamentale, successivo, è quello di reperire i nominativi di eventuali testimoni che hanno assistito all’incidente (non vi dimenticate, per quanto possibile, di farvi indicare anche la residenza/domicilio cui poi inviare le lettere di comparizione). Qualora vi siano solo dei danni materiali al veicolo occorrerà predisporre un preventivo per le riparazioni.

Qualora poi dal fatto siano derivati anche dei danni fisici (si pensi all’ipotesi del pedone che inciampa in un dislivello del terreno) è necessario recarsi nel più vicino Pronto Soccorso per la certificazione del tipo di lesioni subite. Eventualmente, ma questo solo in un secondo momento e terminate le cure, detta documentazione potrà essere integrata con le valutazioni di un medico legale.

Buche stradali: come chiedere il risarcimento del danno?

Raccolti tutti questi documenti, sarà necessario inviare all’ente proprietario della strada una richiesta di risarcimento dei danni specificando alcuni elementi tra i quali:

  • le generalità del danneggiato;
  • la dinamica e le circostanze nelle quali è avvenuto il sinistro;
  • la tipologia e l’entità dei danni subiti (allegando la relativa documentazione a supporto della richiesta);
  • il nominativo di eventuali testimoni.

Occorrerà, poi, indicare le autorità di pubblica sicurezza che sono intervenute allegando il verbale e le, eventuali, autorità sanitarie cui ci si è rivolti. La richiesta di risarcimento va presentata a mezzo lettera raccomandata nel termine ultimo di cinque anni dal fatto.

note

[1] Ex art. 14 D. Lgs. n. 285/1992 (CdS).

[2] Art. 2015 Cod. Civ.

Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter.
Scarica L’articolo in PDF

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


CERCA CODICI ANNOTATI