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Le Guide Testamento: come si fa?

Le Guide Pubblicato il 12 marzo 2018

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Come si fa testamento, come si redige, quali tipologie esistono, quali regole da rispettare e come conservarlo

Fare testamento non sempre costa molto e non è nemmeno complicato.  L’importante è assicurarsi di rispettare le regole e la metodologia corretta affinché non venga contestato o impugnato. In ogni caso, per avere il giusto consiglio per ogni situazione, la cosa migliore è rivolgersi ad un legale, preferibilmente a un notaio o a un avvocato. In questa breve guida cercheremo di rispondere ai quesiti più ricorrenti sul punto.

Testamento: si può fare senza il notaio?

Sebbene sia sempre consigliabile rivolgersi ad un professionista, in primo luogo va detto che la presenza di un notaio non è indispensabile per fare testamento. Il testamento, infatti, oltre che redatto da un notaio (e prende il nome di testamento pubblico), può anche essere scritto di pugno dal testatore (in questo caso si chiama testamento olografo). C’è poi una terza categoria di testamento che si dice testamento segreto, le cui caratteristiche le vedremo più avanti.

Testamento olografo: come funziona?

Come detto, chiunque può scrivere il proprio testamento. Tuttavia, per esprimere e scrivere validamente le proprie ultime volontà è necessario rispettare alcune regole, altrimenti l’atto è invalido. In particolare è necessario che il testamento rispetti i seguenti requisiti:

  • sia scritto integralmente a mano del testatore. Ne consegue che non è valido il testamento scritto a macchina o al computer o tramite stampa o scritto da un altro soggetto e poi firmato dal testatore;
  • deve riportare l’indicazione del giorno, mese e anno della sottoscrizione;
  • deve essere firmato dal testatore;
  • deve indicare gli eredi senza margini di incertezza.

In concreto, dunque, per la redazione di un testamento olografo non sono necessari requisiti di forma particolari: è sufficiente che il testatore abbia carta e penna, apponga la data e ricordi di firmare il documento.

In ordine al contenuto, bisogna rammentare che la legge consente al testatore di disporre solo di una parte dei propri beni, mentre una quota deve essere sempre riservata ai parenti legittimari. Il testamento olografo può essere in ogni momento revocato strappandolo e sostituendolo con un altro, oppure scrivendone un altro di data successiva che, automaticamente, va a sostituire il precedente anche se non se ne fa espressa menzione.

Il problema del testamento olografo è che non garantisce l’autenticità della firma del testatore. Essa infatti potrebbe anche essere stata falsificata da un altro soggetto (in tal caso l’atto sarebbe nullo). Spesso, infatti, gli eredi che vogliano contestare il contenuto del testamento sono soliti contestarne la firma. Questo problema ovviamente non si pone col testamento redatto dal notaio: il notaio, infatti, ha proprio la funzione di certificare l’identità personale di chi gli si presenta per redigere il testamento.

Le eventuali contestazioni in ordine all’autenticità della firma possono essere lamentate dinanzi al giudice attraverso l’instaurazione di un giudizio nel corso del quale una perizia calligrafica (attraverso il raffronto con gli altri atti sottoscritti dal defunto nel corso della sua vita), determinerà l’autenticità o la falsità della firma del defunto apposta sul testamento. Ovviamente il testamento olografo deve essere custodito dal testatore o da persona di sua fiducia in un luogo sicuro.

Testamento segreto: quando si redige?

Il testatore che abbia redatto di proprio pugno un testamento contenente le sue ultime volontà può decidere di affidarne la custodia ad un notaio. In questo caso si parla di testamento segreto. Il notaio riceve il testamento segreto alla presenza di due testimoni e ne dà atto attraverso la redazione di un verbale che, a richiesta, viene consegnato anche al testatore. Il testamento segreto, a differenza del testamento olografo, può anche essere scritto con mezzi meccanici (stampante, macchina da scrivere) o da persone diverse dal testatore. In tal caso, il testamento va sottoscritto in ogni mezzo foglio e alla fine. Il testatore può in ogni momento ritornare in possesso del documento oppure scriverne un altro annullandolo automaticamente.

Testamento pubblico: l’intervento del notaio

In alternativa, il testatore può recarsi da un notaio al quale farà redigere il proprio testamento. In particolare, il testatore dichiarerà al professionista, alla presenza di due testimoni, le proprie volontà. Il notaio trascriverà tali dichiarazioni, le leggerà ad alta voce alla presenza del testatore e dei testimoni. La presenza del notaio consente di evitare il pericolo di smarrimento o contraffazione del testamento nonché, come detto sopra, ogni contestazione in merito alla sua autenticità.  Infatti, il testamento redatto dal notaio fa piena prova del fatto che il testatore ha dichiarato alla presenza del notaio di voler lasciare a determinate persone i propri beni. Il testamento pubblico è vivamente consigliato soprattutto nei casi in cui si disponga di un patrimonio consistente o anche nei casi di forte conflittualità familiare.

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