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Lo sai che? Rallentamento vecchi iPhone: 59 cause contro Apple

Lo sai che? Pubblicato il 5 aprile 2018

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> Lo sai che? Pubblicato il 5 aprile 2018

Avviate 59 causa contro Apple per il rallentamento degli iPhone: i consumatori insorgono contro l’azienda di Cupertino

Come già annunciato nei mesi scorsi in Apple confessa: l’aggiornamento rallenta i vecchi iPhone , la teoria per cui gli aggiornamenti di iOS peggiorano le prestazioni dei vecchi iPhone per sollecitare l’acquisto dei nuovi modelli non è affatto infondata. Secondo il Wall Street Journal , infatti, ad oggi sono ben 59  le cause legali depositate nei tribunali Usa ed attivate dai clienti contro il colosso Apple per il rallentamento dei vecchi iPhone. La società è accusata di aver rallentato volutamente i vecchi iPhone allo scopo di vendere nuovi telefoni.

Rallentamento vecchi iPhone: l’azienda di Cupertino

Apple è un’azienda informatica statunitense, fondata il 1° aprile del 1976 a Cupertino, nella Silicon Valley in California, da Steve Jobs insieme Steve Wozniak e Ronald Wayne. Conosciuta come Apple Computer Company divenne poi Apple Computer Inc., già famosa negli anni ottanta per la gamma di computer Macintosh. Oggi il nome Apple è associato alle numerose innovazioni tecnologiche e di design applicate ai prodotti informatici come il sistema operativo iOS, il tablet iPad, l’Apple Watch, l’Apple TV ecc. Conosciuta anche nel mondo della musica per iPod e iTunes Store (negozio di musica on line) e non ultimo per il celeberrimo iPhone, serie di smartphone basati sul sistema operativo iOS. Nel 2011 è diventata una delle più grandi aziende al mondo per capitalizzazione azionaria superando anche l’eterna rivale Microsoft.

Rallentamento vecchi iPhone: i timori dei clienti

In concomitanza con il lancio di un aggiornamento del sistema operativo di iPhone, iPad o iPod touch numerosi clienti hanno manifestato timori di malfunzionamento dei propri dispositivi. Dietro questi timori, secondo molti, la scelta del colosso americano Apple di spingere all’acquisto di nuovi modelli.  La testimonianza di quanto questo timore sia diffuso giunge anche dalle statistiche di Google, le quali evidenziano come i picchi di ricerca di iPhone slow (letteralmente iPhone lento) raggiungano il loro massimo livello in periodi come quello di lancio di un nuovo aggiornamento.

Rallentamento vecchi iPhone: il caso Antennagate

Apple non è nuova alle bufere e alle ire dei consumatori. Il colosso americano era finito nel mirino dei consumatori già nel 2010 per il caso denominato Antennagate che riguardava il problema delle antenne degli iPhone4 che facevano cadere la linea telefonica. Nel 2012 Apple aveva cercato di ovviare al problema offrendo ai propri clienti come soluzione una custodia che risolveva il problema all’antenna oppure un rimborso di 15 euro. La società finì comunque ad affrontare problemi legali.

Rallentamento vecchi iPhone: le accuse di oggi

Oggi secondo il Wall Street Journal il numero di azioni legali contro Apple per il rallentamento dei dispositivi con vecchia batteria è il triplo di quello che investì l’azienda per il caso Antennagate. La società oggi è accusata di aver rallentato volutamente gli iPhone con vecchie batterie attraverso gli aggiornamenti senza aver dato nessun avviso ai consumatori. Questi ipotizzano che il rallentamento sia volontario e allo scopo di incrementare le vendite dell’ultimo iPhone.

Rallentamento vecchi iPhone: Apple si difende

Come già ricordato nei mesi scorsi (leggi Apple confessa: l’aggiornamento rallenta i vecchi iPhone ) Apple ha confessato pubblicamente che la versione più recente del suo software  – iOs 11–rallenterebbe alcuni modelli più vecchi di iPhone. Questo perché, afferma il colosso, il telefono diventa più lento nelle elaborazioni più complesse per evitare il crash. Insomma, l’affermazione di Apple conferma i timori di analisti e consumatori. In sostanza, Apple ha ammesso che quando la batteria non è più nuova il telefono può spegnersi automaticamente per proteggere le componenti elettroniche, per cui rallentando alcune operazioni dello smartphone si vuole evitare questo spegnimento automatico. Dunque, anche questa volta la società cerca di limitare i danni offrendo ai clienti una delle seguenti soluzioni:

Ovviamente nessuna delle proposte ha soddisfatto i consumatori che hanno deciso di adire le vie legali non solo nei tribunali statunitensi ma anche in Europa e in Asia.

Rallentamento vecchi iPhone: consigli pratici

I consumatori che abbiano scelto iPhone in passato ed oggi si trovano a fronteggiare il problema del rallentamento possono seguire semplici accorgimenti per evitare future problematiche:

  • non caricare la batteria di notte infatti questa pratica consuma più velocemente la vita della batteria, mentre limitarne il tempo di carica migliorerà le  prestazioni;
  • sostituire la batteria con una nuova perché anche se dispendioso non al pari di un nuovo acquisto;
  • preferire altri marchi ad Apple perché se è vero che il rallentamento è una strategia di mercato, la minore domanda possa scoraggiare future pratiche simili.

Che cos’è l’obsolescenza programmata?

In realtà, i timori di molti non sono del tutto privi di fondamento. La cosiddetta teoria del complotto affonda le proprie radici in una strategia industriale nota come obsolescenza programmata o pianificata. In economia industriale, infatti, con l’espressione obsolescenza programmata o pianificata, ci si intende riferire al ciclo vitale di un prodotto, la cui durata è limitata ad un periodo prefissato. Il prodotto tecnologico diventa così inservibile dopo un certo tempo, oppure diventa semplicemente obsoleto agli occhi del consumatore in confronto a nuovi modelli che appaiono più moderni, sebbene siano poco o per nulla migliori dal punto di vista funzionale. In realtà il meccanismo dell’obsolescenza programmata non è un’invenzione moderna, ma ha in realtà una data di nascita certa e anche piuttosto risalente. Infatti, era il 1924 quando venne creato un cartello [1] tra i maggiori produttori di lampadine elettriche con il fine – tra gli altri – di accorciare la vita delle lampadine stesse, in modo da incrementarne la produzione: le lampadine dovevano avere una durata massima di mille ore.

Certamente, il precoce invecchiamento tecnologico e, dunque, l’obsolescenza programmata hanno un prezzo particolarmente elevato che è rappresentato dall’inquinamento ambientale. I costi in termini di ambiente e salute, purtroppo, sono costi che non sono affrontati solo dal consumatore sempre al passo con i tempi ma dall’intera collettività.

note

[1] Cartello Phoebus tra General Electric, Tungsram, Compagnie di Lampes, Osram, Philips.  

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