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Lo sai che? Lavoro notturno: quando si va in pensione prima

Lo sai che? Pubblicato il 9 aprile 2018

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> Lo sai che? Pubblicato il 9 aprile 2018

Chi lavora di notte ha diritto al pensionamento anticipato. Ma vediamo nel dettaglio i requisiti richiesti per andare in pensione prima; come ed entro quando presentare la domanda

Una delle domande che si pongono più frequentemente gli italiani, soprattutto dopo anni e anni di lavoro, è la seguente: quando andrò in pensione? Purtroppo, come ormai tutti sanno, la strada verso la pensione ed il meritato riposo si fa sempre più lunga. Ci sono, però, determinate categorie di lavoratori che hanno diritto al cosiddetto pensionamento anticipato. In particolare, sono 15 le categorie di lavoratori che, esercitando una professione usurante, sono escluse dall’innalzamento automatico dell’età pensionabile in relazione all’aspettativa di vita.  Per questi lavoratori dunque, non varrà la regola dei 67 anni che dovrebbe scattare a partire dal 2019. Ora, al di là delle categorie di lavoratori che svolgono un mestiere gravoso, ci si domanda: chi lavora di notte ha diritto al pensionamento anticipato? Molte volte, infatti, il lavoro notturno – è superfluo sottolinearlo – è  per definizione stancante e gravoso. Di qui l’interrogativo: chi svolge un lavoro notturno può andare in pensione prima? Ebbene, a rispondere a questa domanda è stata proprio l’Inps, che con un’apposita circolare [1] ha chiarito tutti i dubbi in proposito. Vediamo allora cos’ha detto l’Inps al riguardo, quando si può andare in pensione prima per aver svolto un lavoro notturno, quali i requisiti per godere del pensionamento anticipato, come ed entro quanto presentare la relativa domanda.

Chi lavora di notte può andare in pensione prima

Buone notizie per i lavoratori notturni: chi lavora di notte può andare in pensione prima. A chiarirlo, come anticipato, è stata l’Inps con una recentissima circolare. Ebbene, con la circolare in commento, l’Inps ha chiarito le ultime novità apportate in proposito dalla legge di Bilancio 2018, spiegando le modalità di rivalutazione del lavoro notturno ai fini dell’accesso anticipato alla pensione. Analizziamole insieme e vediamo, quindi, chi può andare in pensione prima per aver svolto un lavoro notturno.

Lavoro notturno: chi può andare in pensione prima?

La possibilità di beneficiare del pensionamento anticipato, in particolare, riguarda i lavoratori impiegati in cicli produttivi organizzati su turni di 12 ore, sulla base di accordi collettivi sottoscritti al 31 dicembre 2016. Ebbene, se i lavoratori impiegati in cicli produttivi organizzati su turni di dodici ore svolgono attività lavorativa per almeno sei ore nel periodo notturno compreso tra la mezzanotte e le cinque del mattino, allora avranno diritto al pensionamento anticipato.

Difatti, i turni svolti per almeno sei ore nel periodo notturno, come sopra indicato, sono moltiplicati per il coefficiente di 1,5, ai fini del raggiungimento del numero di turni annui previsti per l’accesso anticipato al pensionamento. I predetti lavoratori accedono al trattamento pensionistico anticipato poiché, al ricorrere dei prescritti requisiti, alla loro prestazione è riconosciuta la qualità di faticosa e pesante.

Lavoratore notturno: quando si può andare in pensione prima?

Ricapitolando, dunque, affinché possa essere riconosciuto il lavoro notturno ai fini dell’accesso anticipato alla pensione devono sussistere determinati requisiti. I destinatari del beneficio in commento, infatti, sono lavoratori che devono avere le seguenti caratteristiche:

  • essere impiegati in cicli produttivi organizzati su turni di 12 ore, sulla base di accordi collettivi sottoscritti al 31 dicembre 2016;
  • devono svolgere attività lavorativa per almeno 6 ore nel periodo notturno comprendente l’intervallo tra la mezzanotte e le cinque del mattino.

Ma non è tutto. Oltre ai requisiti anzidetti, per andare in pensione prima, i lavoratori devono prestare attività nel periodo notturno per un numero di giorni lavorativi all’anno non inferiore a:

  • 78 giorni per coloro che maturano i requisiti per l’accesso anticipato nel periodo compreso tra il 1° luglio 2008 e il 30 giugno 2009;
  • 64 per coloro che maturano i requisiti per l’accesso anticipato dal 1° luglio 2009.

Lavoro notturno e pensione anticipata: come fare domanda

Come chiarito dall’Inps, l’accesso al trattamento pensionistico anticipato è riconosciuto a seguito della presentazione della relativa domanda, il cui accoglimento è subordinato all’accertamento positivo dei requisiti, nonché di ogni altra condizione di legge. Dunque, i lavoratori notturni che perfezionano i requisiti previsti entro il 31 dicembre 2019, devono presentare la domanda di riconoscimento dello svolgimento di attività particolarmente faticosa e pesante entro il 1° maggio 2018, allegando la documentazione minima necessaria, nonché l’accordo collettivo sottoscritto entro la data del 31 dicembre 2016, dal quale risulti che il lavoro è articolato in turni di dodici ore, svolti per almeno 6 ore nel periodo notturno.

La domanda di riconoscimento del beneficio e la relativa documentazione devono essere presentate telematicamente alla struttura territorialmente competente, fermo restando la possibilità di utilizzare il modulo AP45 reperibile sul sito internet dell’Istituto www.inps.it nella sezione “Modulistica”.

La presentazione della domanda di riconoscimento del beneficio oltre il termine del 1° maggio 2018 comporta, in caso di accertamento positivo dei requisiti, il differimento della decorrenza del trattamento pensionistico anticipato.

note

[1] Inps, circolare n. 59 del 29.03.2018.

Autore immagine: Pixabay.com

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