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Lo sai che? Anticipo pensionistico: quando sarà erogato?

Lo sai che? Pubblicato il 9 aprile 2018

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> Lo sai che? Pubblicato il 9 aprile 2018

Tra pochi giorni le banche inizieranno ad erogare l’anticipo pensionistico ai soggetti in possesso di idonea certificazione. Vediamo i dettagli

Le banche italiane sono pronte a ricevere le domande di anticipo pensionistico e ad erogare il relativo prestito. Come anticipato dall’Abi, infatti, si sono concluse le operazioni di adeguamento tecnico da parte degli Istituti di credito e degli altri soggetti istituzionali coinvolti (Ministero Economia, Banca d’Italia, Inps, Garante privacy, Ania ecc.) e tutto dovrebbe essere operativo il prossimo 13 aprile.

Dall’Inps fanno sapere che sono giunte oltre 18mila domande di anticipo pensionistico e di queste 5mila sono risultate in possesso dei requisiti necessari per accedere all’anticipo pensionistico. Ma che cos’è l’anticipo pensionistico e come funziona? Perché e quando viene erogato dalle banche? A tanto cercheremo di rispondere in questo approfondimento.

Anticipo pensionistico: che cos’è e come funziona?

L’anticipo pensionistico – comunemente detto Ape – è una misura previdenziale sperimentale, introdotta dalla legge di bilancio 2017 e in vigore dal 1° maggio 2017 sino al 31 dicembre 2019. Essa è stata istituita con il fine di accompagnare i soggetti in possesso di determinati requisiti verso la pensione e consiste in un’indennità che l’Inps eroga nei confronti di coloro che abbiano almeno 63 anni di età, non siano titolari di pensione in Italia o all’estero e si trovino nelle condizioni determinate dalla legge. L’anticipo pensionistico è compatibile con lo svolgimento di qualsiasi attività lavorativa e con la percezione di qualsiasi prestazione a sostegno del reddito.

Il pagamento dell’indennità si protrae sino a quando il beneficiario non raggiunge l’età per accedere alla pensione di vecchiaia o a un trattamento pensionistico. In concreto l’Ape si sostanzia in un finanziamento bancario da richiedere tramite l’Inps, e da restituire a rate, una volta raggiunti i requisiti per la pensione di vecchiaia. L’ammortamento del prestito è pari a 20 anni: le rate del piano di rimborso contengono oltre alla somma capitale, anche il pagamento di un’assicurazione obbligatoria contro il rischio di premorienza del pensionato e di un contributo al fondo di garanzia.

Anticipo pensionistico: chi può domandarlo?

L’anticipo pensionistico, come anticipato, può essere richiesto dai soggetti in possesso dei requisiti previsti dalla legge che, nello specifico sono i seguenti:

  • iscrizione all’Assicurazione generale obbligatoria (Ago), alle forme sostitutive ed esclusive e alla Gestione separata dell’INPS;  
  • età minima di 63 anni;
  • maturazione del diritto alla pensione di vecchiaia entro 3 anni e 7 mesi dalla domanda;
  • anzianità contributiva di 20 anni;
  • futura pensione pari almeno a 1,4 volte il trattamento minimo (al netto della rata di ammortamento dell’Ape);
  • non titolarità di un trattamento pensionistico diretto in Italia o all’estero.

L’anticipo pensionistico non può essere richiesto dai professionisti iscritti alle casse previdenziali private.

Anticipo pensionistico: a quanto ammonta il prestito?

L’APE viene erogato dalla banca dal terzo mese dopo la presentazione della domanda, e comprende gli arretrati maturati dalla data dell’entrata in vigore (maggio 2017). Come stabilito da una recente circolare Inps [1] che ne ha precisato il contenuto e i criteri applicativi, l’importo minimo dell’anticipo è pari a 150 euro, mentre l’importo massimo è determinato in base all’ammontare mensile di pensione maturato alla data di presentazione della domanda di certificazione del diritto all’Ape, nonché alla durata del periodo di erogazione dell’Ape – corrispondente al periodo intercorrente tra la prima data utile di presentazione della domanda di Ape e la data di perfezionamento del requisito anagrafico – nonché alle ulteriori condizioni che concorrono alla determinazione del finanziamento.

In particolare, la determinazione dell’importo massimo dell’anticipo deve garantire che l’importo mensile di pensione risulti pari o superiore ad almeno 1,4 volte il trattamento minimo previsto nell’assicurazione generale obbligatoria, così da rendere possibile la restituzione del prestito tramite i ratei pensionistici.

In particolare l’importo massimo non può superare rispettivamente:

  • il  75%  dell’importo mensile del trattamento pensionistico, se la durata di erogazione dell’Ape è  superiore  a 36 mesi;
  • l’80% dell’importo mensile del trattamento pensionistico, se la durata di erogazione dell’Ape è superiore a 24 e pari o inferiore a 36 mesi;
  • l’85%  dell’importo mensile del trattamento pensionistico, se la durata di erogazione dell’Ape è compresa tra 12 e 24 mesi;
  • il  90% dell’importo mensile del trattamento pensionistico, se la durata di erogazione dell’Ape è inferiore a 12 mesi.

Anticipo pensionistico: come fare domanda?

I soggetti interessati in possesso dei requisiti anzidetti possono presentare la domanda di certificazione del diritto all’Ape attraverso il portale dell’Inps, sia personalmente che tramite un intermediario autorizzato. Ricevuta la domanda, l’Inps accerta la sussistenza di tutti i requisiti necessari ed entro 60 giorni dalla ricezione della domanda procede a dare riscontro all’interessato. Con la certificazione del diritto all’Ape rilasciata dall’Inps l’interessato riceve comunicazione sia della prima data utile per la presentazione della domanda, sia l’indicazione dell’importo minimo e di quello massimo ottenibili.  Il possesso della certificazione in questione consente al soggetto di richiedere l’anticipo pensionistico all’istituto bancario che dovrà in concreto erogarlo. La domanda può essere proposta sino al 31 dicembre 2019.

Ape: chi ha debiti può fare domanda?

Come detto, ad erogare questo prestito sono le banche convenzionate, le quali non vogliono impegnarsi nei confronti di lavoratori protestati o segnalati alla Centrale Rischi. L’esclusione, espressamente prevista per legge, dunque, elimina una grossa fetta di persone dalla possibilità di accedere all’anticipazione pensionistica. A tratti può apparire paradossale atteso che l’Ape rappresenta un ammortizzatore sociale e, dunque, servire da salvagente proprio a quelle categorie di persone che non godono di pensioni o di altri redditi e che, verosimilmente, possono trovarsi in una situazione di esposizione anche verso le banche. In sostanza, l’Ape viene negata per i lavoratori economicamente più deboli.

note

[1] Circolare Inps n. 28 del 13.02.2018.

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