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Lo sai che? Chi paga le tasse sul Tfr?

Lo sai che? Pubblicato il 15 aprile 2018

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> Lo sai che? Pubblicato il 15 aprile 2018

Il Trattamento di fine rapporto corrisposto al lavoratore non è l’importo lordo indicato in busta paga poiché questo deve essere tassato. Vediamo come

Come noto, al momento della cessazione del rapporto di lavoro, il lavoratore ha diritto di ricevere il trattamento di fine rapporto. Il criterio di calcolo del Tfr è dettato dal Codice Civile [1]. Ma a quanto ammonta questa cifra? Come e quanto viene tassato il Tfr? Chi paga le tasse sul Tfr? Quanti soldi in concreto vanno a finire nelle tasche del lavoratore? Scopriamolo insieme.

Tfr: che cos’è?

Il trattamento di fine rapporto (Tfr), conosciuto anche come liquidazione o buona uscita, è una somma di denaro che il datore di lavoro deve corrispondere al lavoratore in caso di cessazione del rapporto di lavoro, a prescindere dalle cause o dai motivi che ne hanno determinato l’interruzione. Il Tfr, infatti, va erogato in qualunque circostanza e qualunque sia la causa della cessazione del rapporto di lavoro; il Tfr, dunque, deve essere elargito sia al raggiungimento della pensione, che nei casi di licenziamento o dimissioni. Il suo importo è determinato sulla base di una serie di fattori che possono includere tra gli altri: scatti di anzianità, ferie e permessi, festività, provvigioni, indennità particolari,  premi ricorrenti, straordinario o supplementare, maggiorazione per turni oppure ogni altro compenso corrisposto a titolo non occasionale.

Tfr: quando deve essere pagato?

Il pagamento del Tfr deve essere elargito obbligatoriamente al lavoratore non appena si verifica la cessazione del rapporto di lavoro, rispettando inoltre i termini previsti dai Contatti Collettivi Nazionali di categoria (Ccnl). Dunque, il lavoratore, per conoscere i termini di pagamento del proprio Tfr, dovrà fare riferimento alla tempistica indicata nel proprio Ccnl di categoria, atteso che ogni settore prevede tempi diversi entro i quali il datore di lavoro ha l’obbligo di liquidazione delle somme dovute al dipendente in caso di fine rapporto.

Tfr: come e quanto viene tassato?

Il datore di lavoro, essendo tenuto a corrispondere il Tfr al lavoratore (tranne nei casi in cui lo paga l’Inps Tfr: quando lo paga l’Inps?) è anche tenuto ad effettuare il calcolo per determinare l’importo del Tfr al netto. Per farlo bisogna partire dalla versione lorda del Tfr (quella indicata in busta paga). Dal Tfr lordo, poi, è possibile passare al Tfr netto sottraendo le imposte. Ma come si calcolano?

Il calcolo del Tfr netto è compiuto dal datore di lavoro che è anche sostituto d’imposta (per saperne di più leggi Chi è il sostituto d’imposta e cosa fa?). Questo, per la determinazione del Tfr netto deve effettuare i seguenti calcoli:

  • determinare la base imponibile come somma dei Tfr accantonati negli anni;
  • determinare il reddito di riferimento;
  • determinare l’aliquota media di tassazione;
  • calcolare l’imposta Irpef.

Tfr: a quale tassazione è soggetto?

Sulla base di quanto detto il primo passaggio è, dunque, determinare la base imponibile, ossia calcolare l’importo di riferimento al fine dell’applicazione dell’aliquota di tassazione separata.

Per il calcolo del Tfr netto è necessario moltiplicare il Tfr lordo per 12 e suddividerlo per il totale degli anni di lavoro. A questo punto bisogna calcolare l’aliquota irpef media prevista dalla tassazione ordinaria per aliquote e scaglioni.

Le aliquote Irpef, in relazione alla base imponibile, sono le seguenti:

  • 23% fino a 15mila euro;
  • 27% da 15mila a 28mila euro;
  • 38% da 28 mila a 55mila euro;
  • 41% da 55mila a 75mila euro;
  • 43% da 75mila euro in poi.

Tfr pagato in ritardo: che fare?

Come detto il Tfr deve essere corrisposto al lavoratore al momento della cessazione del rapporto di lavoro. Tuttavia vi sono dei casi in cui il datore di lavoro ritarda nell’erogazione delle somme al lavoratore. Nei casi di ritardo nell’erogazione del Tfr, il lavoratore (che sia un dipendente pubblico o privato) ha sempre diritto ad inoltrare una lettera di sollecito ai fini del pagamento del Tfr; nel caso in cui il datore di lavoro non paghi si potrà successivamente procedere ad azioni legali vere e proprie.

Più in particolare, per quanto concerne il pagamento del Tfr ai dipendenti pubblici, segnaliamo ai nostri lettori che è scattata in tutta Italia un’offensiva legale al fine di ristabilire una vera e propria equiparazione dei tempi di erogazione del Tfr tra lavoratori del pubblico e del privato. Tempi che, come abbiamo visto, sono molto differenti e tali da dar luogo ad una vera e propria discriminazione ai danni dei dipendenti pubblici, che pertanto avranno diritto di essere risarciti.

note

[1] Art. 2120 Cod. Civ.

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