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Le Guide Buoni postali smarriti: cosa fare?

Le Guide Pubblicato il 19 aprile 2018

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> Le Guide Pubblicato il 19 aprile 2018

Cosa fare nel caso di smarrimento di buoni fruttiferi postali? Cerchiamo di comprenderlo attraverso la presente guida

Sono molti i casi in cui i possessori di buoni fruttiferi postali (ma la stessa cosa vale per i libretti di risparmio o di deposito) attesa la lunghissima scadenza, non li ritrovino più. I motivi possono essere svariati, dallo smarrimento alla distruzione e fino alla sottrazione. In tutti questi casi,  però, è possibile  ottenere un duplicato attraverso l’apposita procedura di ammortamento. La procedura di ammortamento del titolo è indispensabile per rendere il titolo inefficace verso terzi e assicurarsi che venga pagato a chi di dovere. In questo modo si può anche avere il duplicato del titolo.

Ma prima di vedere nel dettaglio in cosa consiste la procedura di ammortamento facciamo qualche passo indietro.

Buoni postali fruttiferi: cosa sono?

A differenza di molti altri strumenti finanziari, i buoni fruttiferi postali (Bfp) sono un’esclusiva delle Poste Italiane. Si tratta, infatti, di titoli emessi dalla Cassa depositi e prestiti, società per azioni a partecipazione statale controllata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze. I buoni postali, pertanto, sono garantiti direttamente dallo Stato e vengono collocati presso gli uffici delle Poste Italiane. I buoni postali sono strumenti finanziari equiparabili ai Buoni del Tesoro ma, a differenza di questi ultimi, la cui oscillazione sul mercato può comportare dei rischi per l’investitore, sono sicuri perché sono sempre rimborsati al loro valore nominale: in altre parole, il capitale versato viene sempre restituito.

Buoni postali smarriti: l’ammortamento

Come anticipato, dunque, nel caso in cui i buoni postali vengano smarriti  è possibile ottenere un duplicato attraverso la cosiddetta procedura di ammortamento prevista dalla legge [1].

Chi è legittimato a chiedere la duplicazione del buono deve fare denuncia dell’accaduto presso l’Istituto che lo ha emesso, nella sede in cui il titolo è pagabile. Nella denuncia deve inserire tutti gli estremi necessari per l’identificazione del buono e, in sintesi, le circostanze nelle quali lo smarrimento si è verificato. Nel caso di sottrazione, inoltre, deve anche presentare gli estremi della denuncia fatta presso gli Organi di Pubblica Sicurezza.

Il richiedente deve, altresì, fornire gli elementi necessari per capire che far comprendere che il richiedente ha davvero il diritto di ottenere il duplicato.

Buoni postali smarriti: come funziona la procedura?

La richiesta di ammortamento (e dunque di duplicato) deve essere fatta e sottoscritta:

  • dall’intestatario del buono (o da un suo procuratore);
  • nel caso di buono cointestato, da tutti quanti gli intestatari;
  • nel caso di buono intestato ad un minore, da coloro i quali esercitano la potestà genitoriale;
  • infine, nel caso di buoni postali caduti in successione, da tutti gli eredi congiuntamente.

Dopo la compilazione e la sottoscrizione del modello di denuncia di smarrimento, l’ufficio postale presso cui il modulo è stato compilato ed al quale esso è presentato provvederà ad affiggere nei propri locali aperti al pubblico un avviso – diffida per la durata di trenta giorni consecutivi, nel caso di buoni postali che abbiano un valore nominale inferiore a 516,46 euro, oppure per la durata di novanta giorni consecutivi nel caso di buoni dal valore nominale pari o superiore a 516,46 euro.

Trascorso tale periodo sarà possibile ottenere il duplicato del buono andato smarrito (è previsto il pagamento di euro 1,55 per il rilascio del duplicato qualunque valore esso abbia).

Buoni smarriti: chi può fare richiesta di ammortamento?

Come detto l’istanza di ammortamento può essere presentata dal titolare del buono o da un suo procuratore. Nel caso di buoni intestati a minori saranno legittimati i suoi genitori, mentre nel caso di buoni cointestati (con o senza pari facoltà di rimborso) l’istanza dovrà essere avanzata da tutti i cointestatari. Inoltre, per i buoni caduti in successione è necessario che la domanda di ammortamento sia presentata da tutti gli eredi congiuntamente.

Come noto, infatti, il decesso del cointestatario di un buono postale determina un blocco operativo che richiede la partecipazione congiunta di tutti gli eredi per le operazioni che lo riguardano. Lo stesso discorso, infatti, vale anche in caso di rimborso del buono caduto in successione (leggi Buoni postali del defunto: come si riscuotono?).

note

[1] L. n. 948 del 30.07.1951.

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