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Lo sai che? Figli dislessici e bonus Irpef: come funziona

Lo sai che? Pubblicato il 20 aprile 2018

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Disturbi dell’apprendimento e bonus Irpef: ecco come scaricare dalle tasse le spese sostenute per favorire l’apprendimento di soggetti con diagnosi di dislessia, disgrafia, disortografia, discalculia

Sono moltissime le agevolazioni, le misure e gli aiuti economici volti a favorire le famiglie nell’anno in corso. La Legge di Bilancio 2018 [1], infatti, ha confermato e, dunque, prorogato molti bonus validi anche negli anni passati. Non sono mancate, inoltre, le novità. Particolare attenzione è rivolta alle famiglie con figli a carico e con figli piccoli.  Sul punto, per maggiori approfondimenti si consiglia la lettura della nostra guida: Famiglia e figli: tutti i bonus e le agevolazioni 2018.

C’è, inoltre, una novità di cui si è parlato poco e che potrebbe essere di rilevante importanza per le famiglie con figli dislessici o con altri disturbi dell’apprendimento  e che devono, pertanto, sostenere spese per l’acquisto o l’uso di strumenti che favoriscano il superamento dei cosiddetti disturbi dell’apprendimento, vale a dire dislessia, disgrafia, disortografia, discalculia. Ebbene, sul punto è importante sapere che, per il solo 2018, quindi con effetto nella dichiarazione del 2019, l’ultima Legge di Bilancio ha istituito una nuova detrazione Irpef relativa alle spese sostenute per l’acquisto o l’uso di strumenti che favoriscano, fino al completamento della scuola secondaria di secondo grado (scuola superiore), l’apprendimento di soggetti, minorenni e maggiorenni, con diagnosi di disturbo specifico di apprendimento (Dsa). Dunque, chi ha figli dislessici potrà beneficiare di una nuova agevolazione fiscale prevista per chi soffre di disturbi dell’apprendimento.

Vediamo allora in cosa consiste il bonus Irpef figli dislessici e come scaricare dalle tasse  le spese sostenute per l’acquisto o l’uso di strumenti che favoriscano l’apprendimento di soggetti con diagnosi di dislessia, disgrafia, disortografia, discalculia.

Figli dislessici e bonus Irpef

Come anticipato, per il solo 2018, la Legge di Bilancio ha riconosciuto la possibilità di portare in detrazione dalla dichiarazione dei redditi 2019, le spese sostenute dalle famiglie per l’acquisto o l’uso di strumenti atti a facilitare l’apprendimento da parte di minorenni e maggiorenni, fino al completamento della scuola secondaria di secondo grado (scuola superiore), affetti da Dsa, vale  dire disturbo specifico di apprendimento.

A partire dal 1° gennaio 2018, infatti, sono in vigore le nuove detrazioni fiscali sugli strumenti didattici per gli alunni ai quali è stato diagnosticato un disturbo specifico dell’apprendimento.

Figli dislessici e bonus Irpef: come funziona

A differenza delle spese mediche tradizionali, per le spese sostenute dai contribuenti per l’acquisto o l’uso di strumenti atti a facilitare l’apprendimento da parte di soggetti affetti da disturbo specifico dell’apprendimento (Dsa) l’ordinamento non prevede la classica franchigia dei 129,11 euro.

Dunque, la nuova detrazione spese disturbo apprendimento, a differenza delle spese mediche tradizionali, non è soggetta alla franchigia di 129,11 euro.  Ciò, in pratica, significa che la detrazione al 19% è calcolata sull’intero ammontare della spesa sostenuta nel 2018, e non quindi sulla quota eccedente la suddetta franchigia.

Non sono previste, inoltre, nemmeno delle soglie massime di spesa oltre le quali il beneficio sarà inapplicabile, cosa che invece accade con le spese d’istruzione.

Ciò posto, vediamo cos’è e a chi spetta la detrazione in commento, quali sono i requisiti da rispettare per fruire della detrazione delle spese e quali sono i disturbi specifici dell’apprendimento (Dsa) ricompresi nel raggio della detrazione.

Detrazione spese disturbi dell’apprendimento: cos’è?

La detrazione spese disturbi dell’apprendimento 2018, è una nuova detrazione fiscale introdotta dalla Legge di Bilancio 2018 al fine di consentire la detraibilità delle spese sostenute dai contribuenti per l’acquisto o l’uso di strumenti che favoriscono l’apprendimento in quei soggetti minorenni o maggiorenni, fino al completamento della scuola superiore, affetti da Dsa, disturbo specifico di apprendimento. La nuova detrazione è valida solo per le spese sostenute nel corso del 2018 e produrrà i suoi effetti nella dichiarazione dei redditi 2019 anno 2018. La detrazione Irpef che dovrà essere richiesta in dichiarazione dei redditi a partire dal prossimo anno, verrà riconosciuta per l’acquisto di strumenti compensativi e di sussidi tecnici e informatici necessari per l’apprendimento e per l’acquisto di strumenti compensativi che consentano la comunicazione verbale e che consentano l’apprendimento delle lingue straniere.

A chi spetta la detrazione spese disturbo dell’apprendimento?

La detrazione spese disturbi per l’apprendimento spetta a:

  • minorenni;
  • maggiorenni fino al completamento della scuola secondaria di secondo grado (scuola superiore).

Figli dislessici e bonus Irpef: requisiti

Per fruire della detrazione spese disturbo dell’apprendimento occorre che il bambino/ ragazzo in favore del quale siano sostenute le spese sia affetto da Dsa, disturbo specifico di apprendimento.

Fra i disturbi che ricadono nel raggio della detrazione troviamo:

  • dislessia: difficoltà nell’imparare a leggere e a decifrare i segni linguistici incidendo sulla correttezza e nella rapidità della lettura;
  • disgrafia: disturbo neuromotorio della scrittura;
  • disortografia: difficoltà nell’apprendimento della scrittura;
  • discalculia: difficoltà negli automatismi di calcolo e di elaborazione dei numeri.

In proposito è bene sapere che per usufruire della detrazione è necessario dimostrare l’utilità ed il collegamento della spesa ai fini dell’apprendimento del bambino/ragazzo e, dunque, farsi rilasciare un certificato medico che attesti il collegamento funzionale tra i sussidi o gli strumenti acquistati ed il tipo di disturbo diagnosticato.

Detrazione disturbo dell’apprendimento: per quali spese

Le spese che danno diritto alla detrazione sono quelle sostenute per:

  • l’acquisto di strumenti compensativi e sussidi tecnici/informatici necessari all’apprendimento;
  • l’uso di strumenti compensativi che favoriscano la comunicazione verbale e che assicurino ritmi graduali di apprendimento delle lingue straniere.

Dsa: cosa sono gli strumenti compensativi?

Gli strumenti compensativi sono strumenti didattici e tecnologici che supportano l’alunno nei processi in cui egli è deficitario, sostituendosi alla pura e semplice attività cognitiva o comunque facilitandone la prestazione. Quindi ad esempio:

  • la sintesi vocale, che trasforma un compito di lettura in un compito di ascolto;
  • il registratore, che consente all’alunno o allo studente di non scrivere gli appunti della lezione;
  • i programmi di video scrittura con correttore ortografico, che permettono la produzione di testi sufficientemente corretti senza l’affaticamento della rilettura e della contestuale correzione degli errori;
  • la calcolatrice o altri strumenti tecnologicamente meno evoluti quali tabelle, formulari, mappe concettuali, ecc.

note

[1] L. n. 205 del 27.12.2017. 

Autore immagine: Pixabay.com

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