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Lo sai che? Bonus per unire o dividere due appartamenti: come funziona?

Lo sai che? Pubblicato il 25 aprile 2018

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> Lo sai che? Pubblicato il 25 aprile 2018

Lavori di ristrutturazione per unire due appartamenti o dividere un appartamento in più unità abitative: ecco i bonus e le agevolazioni 

Lo abbiamo detto più volte: il 2018 è l’anno dei lavori in casa. Sono numerosissimi, infatti, i bonus e le agevolazioni previste per chi vuole ristrutturare il proprio appartamento, mettere a verde il proprio giardino o arredare casa con nuovi mobili ed elettrodomestici. Chi ha letto le nostre guide sarà sicuramente aggiornatissimo in proposito (se non le hai ancora lette, ecco una serie di approfondimenti che potranno tornarti molto utili: Lavori in casa: tutti i bonus del 2018Bonus acquisto mobili 2018: ecco tutte le risposteBonus verde 2018: cos’è e quante volte può essere richiesto?). Sul punto, inoltre, è molto importante sapere che, sempre con riferimento al tema casa, sono stati appena definiti gli interventi di edilizia privata liberi, vale a dire che non richiedono comunicazioni (Cil, Cila, Scia), autorizzazioni preventive, né permesso di costruire. Per conoscere quali sono tutti i lavori in casa per i quali non è necessario alcun permesso del Comune, leggi: Tutti i lavori in casa senza il permesso del Comune.

Ciò premesso, in questo articolo ci occuperemo di rispondere a quanti ci hanno chiesto quali bonus e detrazioni spettano per chi vuole unire due appartamenti o dividere un appartamento in più unità abitative. Più nel dettaglio, con questo articolo, risponderemo a quanti si pongono le seguenti domande:

  • Chi vuole unire due appartamenti o dividerne uno può beneficiare del bonus ristrutturazioni?

Onde fugare ogni dubbio, rispondiamo subito a questa domanda. Ebbene, la risposta è positiva: chi deve eseguire dei lavori in casa per unire o dividere unità immobiliari preesistenti può godere delle agevolazioni previste dal cosiddetto bonus ristrutturazioni.

Ciò detto, sorgono spontanei altri interrogativi:

  • Qual è il tetto massimo di spesa agevolabile per chi vuole unire due appartamenti. Trattandosi di due case, il bonus ristrutturazioni “raddoppia”?

E correlativamente:

  • La spesa agevolabile grazie al bonus ristrutturazioni si fraziona nel caso in cui i lavori servono per la divisione in unità distinte di un appartamento unico?

In estrema sintesi: chi deve eseguire lavori di ristrutturazione per unire due appartamenti o dividere un appartamento come deve regolarsi in termini di detrazioni previste dal bonus ristrutturazioni?

Scopriamolo insieme, procedendo con ordine.

Bonus ristrutturazioni: cos’è e come funziona

La Legge di bilancio 2018 ha confermato il bonus ristrutturazioni, cioè la detrazione al 50% dall’Irpef dei costi sostenuti per gli interventi di ristrutturazione. La detrazione deve essere fruita in 10 quote annuali dello stesso importo ed è applicata a un costo massimo di 96mila euro.

Bonus ristrutturazioni 2018: a chi spetta?

Possono beneficiare del bonus ristrutturazione:

  • il proprietario dell’immobile;
  • il conduttore dell’immobile (dunque, l’inquilino);
  • il nudo proprietario;
  • l’usufruttuario;
  • il comodatario;
  • i familiari conviventi (purché siano loro a sostenere le spese e risultino intestatari di bonifici e fatture).

Bonus ristrutturazioni 2018: per quali interventi?

Gli interventi agevolabili consistono nei lavori interni a immobili esistenti; nel dettaglio, deve trattarsi di opere di:

  • manutenzione ordinaria (solo perle parti comuni dell’edificio);
  • manutenzione straordinaria;
  • ristrutturazione edilizia;
  • recupero e risanamento conservativo.

Bonus ristrutturazioni 2018: per quali spese?

Sono detraibili non solo le spese necessarie all’esecuzione dei lavori, ma anche i costi di progettazione, le prestazioni professionali inerenti, le perizie ed i sopralluoghi.

In particolare, le opere agevolate devono riferirsi alle seguenti componenti:

  • impianto idraulico ed elettrico;
  • inferriate fisse;
  • soppalco;
  • pareti interne ed esterne;
  • scale ed ascensore;
  • cablatura;
  • porta blindata;
  • impianto di allarme;
  • allargamento porte e finestre;
  • pavimentazione esterna;
  • facciata ed intonaci esterni;
  • canna fumaria;
  • citofoni, videocitofoni e telecamere;
  • caldaia, caloriferi e condizionatori;
  • abbattimento delle barriere architettoniche;
  • balconi e verande;
  • box auto;
  • contenimento dell’inquinamento acustico (isolamento).

Bonus ristrutturazioni per unire due appartamenti

Come anticipato, il tetto massimo di spesa agevolabile grazie al bonus ristrutturazioni è pari a 96mila euro. E allora ci si domanda: chi vuole unire un appartamento ad un’altra casa, potrà godere delle agevolazioni nella stessa misura, oppure il tetto massimo di spesa agevolabile raddoppia?

Ebbene, sul punto è importante sapere che l’Agenzia delle Entrate, con una circolare [1], ha chiarito che, ai fini delle detrazioni Irpef, si deve tener conto del numero iniziale di unità immobiliari. Dunque, il limite massimo di spesa di euro 96mila su cui si calcola la detrazione del 50% è collegato ad ogni singola unità immobiliare. Se gli immobili da unire sono due (autonomi e non uno pertinenza dell’altro) il proprietario può usufruire due volte del bonus previsto. Il tetto massimo di spesa agevolabile, quindi, sarà pari a 192mila euro (96mila euro x 2). 

Bonus ristrutturazioni per dividere un appartamento

Analogo discorso vale nel caso in cui i lavori servono per il frazionamento in unità distinte di un appartamento unico. Come anticipato, si deve tener conto del numero iniziale di unità immobiliari. E allora chi vuole frazionare un unico appartamento in più case, potrà godere delle agevolazioni entro un tetto massimo di spesa di 96 mila euro. Il tetto di spesa agevolabile, infatti, resta collegato al numero iniziale di unità immobiliari, nel caso di specie una sola da frazionare.

Bonus ristrutturazioni 2018: adempimenti e documentazione

Per ottenere il bonus è sempre necessario essere in possesso dei seguenti documenti:

  • fattura relativa alle spese sostenute;
  • bonifico parlante, indicante la causale del versamento, il numero e la data della fattura, i dati del richiedente la detrazione(che può anche essere diverso dall’ordinante), il codice fiscale del beneficiario.

Per ottenere la detrazione è anche necessaria una dichiarazione di ristrutturazione da cui risulti una data di inizio lavori: può trattarsi di una comunicazione al Comune in cui è ubicato l’immobile, o di un titolo abilitativo comunale. Nel caso in cui l’intervento non ne preveda l’obbligatorietà, è sufficiente una dichiarazione sostitutiva dell’ atto di notorietà.

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