Professionisti Compensi avvocati: i nuovi parametri 2018

Professionisti Pubblicato il 28 aprile 2018

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Parametri aggiornati per il compenso degli avvocati: in vigore il regolamento che modifica le tariffe della professione forense per il 2018, con il quale sono state introdotte delle modifiche al decreto 55/2014.

È entrato in vigore il decreto ministeriale [1] che introduce nuovi parametri per la definizione dei compensi degli avvocati e che modifica le tariffe della professione forense per il 2018. Sono molte le novità per le tariffe degli avvocati previste dal nuovo regolamento, ma la più importante è probabilmente quella che introduce una specifica tabella per l’attività di negoziazione assistita e mediazione. Il testo del decreto, infatti, contiene una nuova e specifica tabella che stabilisce i compensi che dovranno essere corrisposti agli avvocati per l’attività di mediazione e negoziazione assistita. Ma procediamo con ordine e vediamo le principali novità previste per i compensi legali.

Nuovi compensi legali: si riduce la discrezionalità dei giudici

Uno dei maggiori problemi degli avvocati al momento della liquidazione dei compensi è la massiccia discrezionalità dei giudici che devono stabilirli e che, molte volte, decidono di ridurre sensibilmente il compenso previsto per l’avvocato. Troppe volte, infatti, i legali sono costretti ad assistere a drastiche riduzioni dei propri compensi da parte dei magistrati. Proprio per questo motivo, il nuovo decreto – accogliendo le richieste e le lamentele avanzate dal Consiglio Nazionale Forense – ha previsto un meccanismo di riduzione del perimetro della discrezionalità del giudice: si è stabilito che il giudice che provvede alla liquidazione del compenso dell’avvocato  non potrà ridurre i compensi in misura superiore al 50% rispetto al valore medio tabellare. Analoga modifica è fatta alla disposizione che prevede la riduzione fino al 70% per l’attività istruttoria, fissando a tale limite percentuale la possibilità di riduzione rispetto al valore medio.

 

Avvocato che assiste più soggetti: i compensi legali aumentano

Se in una causa il legale assiste più persone il compenso unico dell’avvocato sarà aumentato. In particolare, per ogni assistito diverso rispetto al primo l’aumento del compenso sarà pari:

  • al 30% (in luogo del 20% previamente previsto) per un massimo di 10 assistiti;
  • al 10% (in luogo del 5% previamente previsto) per un numero superiore a 10 assistiti e che non superi i 30 (non più 20 come in passato).

Nei casi di cosiddetta difesa  plurima (che coinvolga cioè  più soggetti), ma tale da non comportare l’esame di specifiche e distinte questioni di fatto e di diritto (poiché i soggetti si trovano nella medesima posizione processuale) il compenso altrimenti liquidabile per l’assistenza di un solo soggetto non potrà essere ridotto in misura superiore al 30%.

Compensi legali per motivi aggiunti al Tar e al Consiglio di Stato

Nel caso di giudizi innanzi al Tribunale amministrativo regionale e al Consiglio di Stato il compenso relativo alla fase introduttiva del giudizio è di regola aumentato sino al 50% quando sono proposti motivi aggiunti.

Compensi legali per tecniche e depositi informatici

Un’altra novità molto importante riguarda gli incrementi dei compensi previsti per quei legali che utilizzano tecniche informatiche. In particolare, è previsto un aumento del 30% quando gli atti depositati sono stati redatti tramite l’utilizzo di tecniche informatiche utili per agevolarne la consultazione o la fruizione.

La nuova tabella per l’attività di negoziazione e mediazione

Come anticipato, la novità più importante introdotta dal decreto che ritocca i parametri per le tariffe legali è la previsione di una nuova e specifica tabella per l’attività di negoziazione assistita e di mediazione. La nuova tabella prevede 6 scaglioni di valore della controversia. I compensi da corrispondere sono poi ripartiti per le 3 fasi, vale a dire quella di attivazione, quella di negoziazione e quella di conciliazione. In particolare:

  • se il valore della controversia è ricompreso tra 0,01 euro e 100 euro saranno dovuti: 60 euro per la fase della attivazione, 120 euro per quella di negoziazione e 180 euro per la conciliazione;
  • se il valore della controversia è ricompreso tra 100 euro e 5.200 euro  saranno dovuti: 270 euro per la fase della attivazione, 540 euro per quella di negoziazione e 810 euro per la conciliazione;
  • se il valore della controversia è ricompreso tra 200 euro e 26.000 euro saranno dovuti: 420 euro per la fase della attivazione, 840 euro per quella di negoziazione e 1260 euro per la conciliazione;
  • se il valore della controversia è ricompreso tra euro 26.000 e euro 52.000 saranno dovuti: 510 euro per la fase della attivazione, 1020 euro per quella di negoziazione e 1530 euro per la conciliazione;
  • se il valore della controversia è ricompreso tra euro 52.000 e euro 260.000 saranno dovuti: 960 euro per la fase della attivazione, 1920 euro per quella di negoziazione e 2880 euro per la conciliazione;
  • se il valore della controversia è ricompreso tra euro 260.000 e euro 520.000  saranno dovuti: 1305 euro per la fase della attivazione, 2610 euro per quella di negoziazione e 3915 euro per la conciliazione.

note

[1] Decreto n. 37 del 08.03.2018 pubblicato in Gazzetta Ufficiale in data 26.04.2018 ed entrato effettivamente in vigore in data 27.04.2018, rubricato «Regolamento recante modifiche al decreto 10 marzo 2014, n. 55, concernente la determinazione dei parametri per la liquidazione dei compensi per la professione forense, ai sensi dell’articolo 13, comma 6, della legge 31 dicembre 2012, n. 247».

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