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Lo sai che? Risarcimento precari: ultime sentenze e novità

Lo sai che? Pubblicato il 28 giugno 2018

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> Lo sai che? Pubblicato il 28 giugno 2018

I precari della Pa devono essere risarciti ed i responsabili sanzionati. Al via, dunque, i maxirisarcimenti in favore dei precari. Ecco le ultime sentenze e le novità di Governo

Lo avevamo già preannunciato in Precari e Corte Europea: al via i maxirisarcimenti i precari della Pa devono essere risarciti ed i responsabili sanzionati. Al momento, niente stabilizzazione obbligatoria, ma i risarcimenti devono essere effettivi e, dunque, molto più elevati rispetto al passato. A sancirlo è stata la Corte Europea con una recentissima sentenza [1], alla quale i Tribunali italiani, fortunatamente, stanno già cominciando ad adeguarsi.

Sul punto, si segnala una recentissima sentenza del Tribunale di Nocera Inferiore [2] resa in favore di un lavoratore precario della scuola (Ata) contro il Miur.  Ebbene, con la sentenza in commento, il giudice (Dott. Mancuso), dopo ben 17 pagine di serrate e  prestigiose riflessioni giuridiche e normative di matrice nazionale ed europea,  ha accolto le domande del lavoratore. Ciò posto, il Miur è stato condannato a risarcire il ricorrente del danno subito computato in 12 mensilità dell’ultima retribuzione globale di fatto ed a corrispondere, in favore del lavoratore precario, tutte le differenze retributive maturate in ragione dell’anzianità di servizio, oltre interessi, per un ammontare complessivo di circa 70mila euro.

Via, dunque, ai maxirisarcimenti per i precari del pubblico impiego.

Nuove regole per contratti a termine e precari: cosa cambia

Nel frattempo, il Governo sta fissando nuove regole e paletti per favorire le assunzioni a tempo indeterminato e porre fine alla piaga del precariato. Vediamo allora cosa cambierà.

Sul punto, è importante sapere che il nuovo Governo punta a rendere più difficile l’abuso dei contratti a termine, evitando che le continue proroghe finiscano per “imprigionare” il lavoratore in una condizione di eterno precariato. Come facilmente intuibile, la vita di un lavoratore precario non è semplice, poiché non può essere affrontata con progettualità, non si possono fare programmi per il futuro, si vive perennemente in uno stato di incertezza accompagnata dalla paura che un domani non si riuscirà ad arrivare a fine mese e che l’ennesima proroga del proprio contratto a termine sia sempre l’ultima, con conseguente perdita del posto di lavoro

Le novità in materia  sono contenute nel cosiddetto “decretone sul lavoro”, ribattezzato dal governo Lega-5 Stelle “decreto dignità“. Più nel dettaglio, per quanto riguarda i contratti di lavoro e le assunzioni, l’articolato prevede l’introduzione delle cosiddette causali. Ciò significa che dopo i primi dodici mesi dall’assunzione sarà necessario giustificare l’assunzione a termine in base ad esigenze temporanee e oggettive (che il più delle volte sono insussistenti). La durata massima dei contratti a termine resta di 36 mesi. Tuttavia,  ogni rinnovo, a partire dal secondo, sarà sottoposto ad un aggravio contributivo dello 0,5 per cento per disincentivare le assunzioni mediante contratti a termine.

Attenzione: ciò non toglie che chi abbia subito l’illegittima precarizzazione del proprio contratto di lavoro abbia comunque diritto al risarcimento del danno  subito. Vediamo allora come ottenere il maxirisarcimento

Precari: come ottenere il maxirisarcimento

Chi ha subito per mesi o addirittura per anni l’illegittima precarizzazione della propria condizione lavorativa, dovrebbe senz’altro ricorrere al giudice del lavoro per ottenere il risarcimento del danno subito. La domanda di risarcimento va presentata con apposito ricorso. Nel ricorso è necessario dimostrare l’abuso subito; dovranno, quindi, essere depositati tutti i contratti a termine conclusi nel corso degli anni e tutte le prove attestanti l’illegittima precarizzazione sofferta. Oltre a questa documentazione, è molto importante depositare dei conteggi, vale a dire una sorta di perizia di parte sulle somme percepite dal lavoratore precario nel corso del tempo. Ciò è indispensabile al fine di ottenere anche la restituzione di tutte le differenze retributive maturate. Il consiglio, pertanto, è quello di rivolgersi ed affidarsi a legali molto esperti della materia. Sul punto leggi anche: Risarcimento precari: spettano le differenze retributive?

Precari e risarcimento del danno

Come anticipato, alla luce di quanto da ultimo statuito dalla Corte Europea, i risarcimenti spettanti ai precari saranno molto più elevati. Ci riferiamo alla vera e propria “piaga sociale” del ricorso abusivo dei contratti a termine nella Pa, che condanna migliaia di lavoratori ad una vita di eterno precariato. Sul punto, forse non tutti sanno che il contratto di lavoro a tempo determinato nasce dalla volontà del legislatore di sopperire ad esigenze produttive ed organizzative temporanee e costituisce un’eccezione alla regola (che è quella – per l’appunto – dell’assunzione con contratto di lavoro a tempo indeterminato). Per questo motivo, la stipula di contratti a termine deve essere soggetta a dei limiti, superati i quali si determina un abuso che, in quanto tale, deve essere sanzionato. Più precisamente, la Pubblica Amministrazione non può ricorrere al rinnovo dei contratti a tempo determinato per oltre 36 mesi (anche non continuativi). Al contrario, si creerebbe per il dipendente una illegittima situazione di precariato vietata non solo dalla legge italiana, ma anche da quella dell’Unione Europea [3]. Dunque, se sei un dipendente pubblico precario che ha subito per oltre 36 mesi l’illegittima precarizzazione del proprio contratto di lavoro, avrai sicuramente diritto al risarcimento del danno. Danno che deriva dalla circostanza che in questi casi il lavoratore, vincolato dalle continue proroghe,  resta “prigioniero” del suo stesso contratto a termine, finendo con l’essere “condannato” a vivere una situazione di eterna precarietà, alla quale non sarebbe assoggettato laddove, ad esempio, alla normale conclusione del rapporto di lavoro potrebbe cercare impiego altrove.

Per maggiori approfondimenti, rinviamo alla lettura dell’articolo: Precari statali: come ottenere il risarcimento.

note

[1] Corte Ue, sent. del 07.03.2018 nella causa C-494/16, in cui si affronta una controversia tra una cittadina italiana ed il suo datore di lavoro, cioè l’amministrazione pubblica del Comune di Valderice, con riferimento al suo rapporto di lavoro svoltosi con plurimi contratti a tempo determinato successivi.

[2] Trib. di Nocera Inferiore, sent. n. 449/2018.

[3] Ci si riferisce, in particolare alla Direttiva 1999/70/CE del 28.06.1999, alla quale l’Italia ha dato attuazione con il decreto legislativo 6 settembre 2001, n. 368 e susseguenti modifiche (sino a giungere al D.lgs. n. 81 del 2015).

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